1. Cos’è il pignoramento presso terzi – banca dell’Agenzia Entrate‑Riscossione
Nel pignoramento presso terzi esattoriale l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione (AdER) notifica direttamente alla banca un atto con cui ordina di bloccare le somme del debitore e di versarle all’Agente della riscossione, senza passare prima dal giudice. L’atto indica: importo del debito (capitale, interessi, spese), estremi delle cartelle/avvisi, intimazione alla banca a non disporre delle somme e a custodirle. La banca deve bloccare il saldo disponibile (non il fido) alla data di notifica, e successivamente versare quanto richiesto nei limiti del pignoramento. Il debitore normalmente viene a conoscenza del pignoramento tramite comunicazione della banca o ricevendo copia dell’atto notificato.
2. Limiti di pignorabilità e somme “protette” sul conto corrente
Se sul conto affluiscono stipendi, salari o pensioni, valgono limiti di pignorabilità: la quota aggredibile è una frazione della retribuzione, crescente con l’importo (per esempio 1/10, 1/7 o 1/5 a seconda degli scaglioni). Inoltre, l’ultimo stipendio/pensione accreditato sul conto non può essere toccato dal pignoramento esattoriale e deve restare nella disponibilità del debitore. Le somme già presenti prima del pignoramento, se di natura retributiva o pensionistica, sono comunque protette entro una certa soglia minima (collegata all’assegno sociale). Restano inoltre non pignorabili o solo parzialmente pignorabili alcune somme assistenziali, fondi previdenziali e specifiche categorie di crediti previste dalla legge.
3. Come ci si può difendere: opposizioni e sospensione
La difesa passa da due tipi di opposizione al giudice competente: opposizione all’esecuzione, se si contesta il diritto di AdER a procedere (debito prescritto, pagato, mai notificata la cartella, vizi del titolo); opposizione agli atti esecutivi, se si contestano vizi formali o modalità del pignoramento (notifica irregolare, importi errati, violazione dei limiti di pignorabilità, mancato rispetto dell’impignorabilità dell’ultimo stipendio). Con il ricorso si chiede anche la sospensione urgente del pignoramento: se il giudice la concede, l’esecuzione si ferma in attesa della decisione di merito. La giurisdizione (giudice tributario, giudice del lavoro o giudice ordinario) dipende dalla natura del credito (tributi, contributi, multe).
4. Strategie pratiche per limitare i danni e prevenire il pignoramento
Appena si viene a conoscenza del pignoramento bisogna: ottenere copia dell’atto; verificare tipo di debito, importi, date di notifica delle cartelle, prescrizione; controllare se sono stati rispettati i limiti di pignorabilità e se l’ultimo stipendio/pensione è stato illegittimamente bloccato; rivolgersi subito a un professionista per valutare il ricorso e la richiesta di sospensione nei termini. In parallelo è spesso utile contattare AdER per chiedere rateizzazione o definizioni agevolate, che possono sbloccare o ridurre l’esecuzione. Se il conto è cointestato o se somme di un terzo estraneo sono state colpite, il soggetto non debitore può agire con opposizione di terzo per far accertare che i beni o i crediti pignorati non appartengono al debitore.
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