Decreto Lavoro, tu lo sai cosa cambia dal 1 luglio 2026?

Decreto Lavoro, tu lo sai cosa cambia dal 1 luglio 2026?

consulenza contrattuale

IN BREVE

1. Contesto e finalità del decreto lavoro

Il cosiddetto “decreto lavoro Meloni” è il Decreto-Legge 4 maggio 2023 n. 48, convertito in Legge 3 luglio 2023 n. 85. Interviene su tre assi principali: contrasto alla povertà, politiche attive del lavoro e maggiore flessibilità dei rapporti di lavoro. Supera il Reddito di cittadinanza, separando nettamente il sostegno ai nuclei più fragili dalle misure rivolte alle persone considerate “occupabili”. Al tempo stesso modifica in modo rilevante la disciplina dei contratti a termine, ampliando gli spazi di utilizzo senza causale entro certi limiti temporali e valorizzando il ruolo della contrattazione collettiva nella definizione delle causali oltre i 12 mesi.

2. Assegno di inclusione: a chi spetta e come funziona

L’Assegno di inclusione è la nuova misura di sostegno economico e inclusione sociale destinata ai nuclei familiari con almeno un componente fragile: persone con disabilità, minori, over 60 o soggetti con gravi svantaggi. È riconosciuto in presenza di specifici requisiti economici (ISEE entro determinate soglie) e patrimoniali, ed è erogato mensilmente dall’INPS. Non è solo un sussidio monetario: è collegato a un progetto personalizzato di inclusione sociale e lavorativa definito con i servizi sociali e i servizi per l’impiego. Il mancato rispetto degli obblighi di partecipazione ai percorsi concordati può comportare sospensione o decadenza dal beneficio.

3. Supporto per la formazione e il lavoro per gli “occupabili”

Per le persone tra 18 e 59 anni in condizione di povertà che non rientrano nei requisiti per l’Assegno di inclusione è previsto il Supporto per la formazione e il lavoro. Si tratta di una misura individuale: chi la richiede deve dichiarare immediata disponibilità al lavoro, sottoscrivere un patto di attivazione digitale e un patto di servizio personalizzato, impegnandosi a partecipare a corsi di formazione, programmi GOL, progetti di accompagnamento, servizio civile o progetti utili alla collettività. In cambio è riconosciuta un’indennità fino a 500 euro mensili per un massimo di 12 mesi, condizionata alla partecipazione effettiva alle attività previste.

4. Nuove regole sui contratti a termine

Il decreto interviene anche sul contratto di lavoro a tempo determinato. Entro i primi 12 mesi complessivi tra le stesse parti il contratto può essere stipulato senza indicazione di causale, entro il limite massimo di 24 mesi complessivi. Oltre i 12 mesi, fino a 24, è necessario indicare una causale: può derivare dal contratto collettivo applicato (nazionale, territoriale, aziendale) oppure, in mancanza, essere individuata nel contratto individuale entro il 31 dicembre 2026, purché riconducibile a esigenze tecniche, organizzative o produttive, oppure a esigenze di sostituzione di altri lavoratori. Se si superano i 12 mesi senza causale o i 24 mesi complessivi, il rapporto si considera a tempo indeterminato dalla data di superamento.

 

se vuoi saperne di più contattaci

Nome
Privacy
Acconsento al trattamento dei miei dati, secondo quanto disposto dal regolamento UE 2016/679. Privacy Policy

 

I commenti sono chiusi.