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Circolare n. 16cv Finanziamento Fondo Perduto

Circolare n. 16cv  Finanziamento Fondo Perduto

 

 

Emergenza Coronavirus – Contributo
a fondo perduto di cui al DL 19.5.2020 n. 34 (c.d. “Rilancio”)

 

 

 

1 PREMESSA

L’art. 25 del DL 19.5.2020 n. 34 (c.d. “Rilancio”), al fine di sostenere i soggetti colpiti dall’emergenza epidemiologica da COVID-19, ha previsto il riconoscimento di un contributo a fondo perduto pro­por­­­zionato alle perdite di fatturato/corrispettivi subite nel mese di aprile.

Al fine di beneficiare del contributo occorre presentare un’apposita istanza, secondo le modalità e i ter­mini definiti con il provv. Agenzia delle Entrate 10.6.2020 n. 230439.

L’Agenzia delle Entrate ha fornito i primi chiarimenti ufficiali in materia con la circ. 13.6.2020 n. 15.

2 soggetti beneficiari

Possono beneficiare del contributo i soggetti esercenti attività d’impresa, di lavoro autonomo e di red­dito agrario, “titolari di partita IVA” (salvo le specifiche esclusioni previste).

Si tratta, ad esempio, dei seguenti soggetti:

  • imprenditori individuali, società in nome collettivo e in accomandita semplice che producono red­dito d’impresa, indipendentemente dal regime contabile adottato;
  • soggetti che producono reddito agrario (sia che determinino per regime naturale il reddito su ba­se catastale, sia che producano reddito d’impresa);
  • società a responsabilità limitata, in accomandita semplice e per azioni;
  • stabili organizzazioni di soggetti non residenti;
  • enti non commerciali che esercitano, in via non prevalente o esclusiva, un’attività in regime di im­presa, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti;
  • persone fisiche e associazioni di cui all’art. 5 co. 3 lett. c) del TUIR che esercitano arti e pro­fessioni, producendo reddito di lavoro autonomo ai sensi dell’art. 53 del TUIR.

 

L’Agenzia delle Entrate (circ. 15/2020) ha chiarito che possono beneficiare dell’agevolazione anche:

  • i soggetti in regime forfetario;
  • le imprese esercenti attività agricola o commerciale anche se svolte in forma di impresa coope­­rativa;
  • le società tra professionisti, poiché il reddito prodotto dalle stesse si qualifica come reddito d’impresa;
  • le società che abbiano soci lavoratori dipendenti.

Esclusioni

Il contributo a fondo perduto non spetta:

  • ai soggetti che hanno iniziato l’attività dopo il 30.4.2020;
  • ai soggetti la cui attività risulti cessata alla data di presentazione dell’istanza telematica all’Agen­zia delle Entrate (secondo la circ. Agenzia delle Entrate 15/2020 si tratta dei soggetti per i qua­li la relativa partita IVA è stata cessata);
  • agli enti pubblici;
  • agli intermediari finanziari e alle società di partecipazione;
  • ai contribuenti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli artt. 27 e 38 del DL 18/2020 (c.d. “Cura Italia”), vale a dire i soggetti iscritti alla Gestione separata INPS e i la­vo­ratori dello spettacolo;
  • ai professionisti iscritti agli Ordini;
  • ai lavoratori dipendenti (possono beneficiare del contributo le persone fisiche che esercitano at­­tività d’impresa o di lavoro autonomo e che sono anche lavoratori dipendenti; circ. Agenzia delle Entrate 15/2020).

3 condizioni

Il contributo spetta a condizione che:

  • i ricavi/compensi 2019 (soggetti “solari”) non siano superiori a 5 milioni di euro;
  • l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai 2/3 dell’am­montare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

3.1 ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro

La soglia dei ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro va determinata per ciascuna tipo­lo­gia di soggetto, tenendo conto delle proprie regole di determinazione del reddito.

Per ragioni di semplificazione, l’Agenzia delle Entrate ritiene che occorra fare riferimento ai dati del modello REDDITI 2020.

Le istruzioni per la compilazione dell’istanza di riconoscimento del contributo hanno affermato che:

  • per i titolari di reddito agrario (persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali), in luo­­go dell’ammontare dei ricavi occorre considerare il volume d’affari;
  • per i distributori di carburanti, rivenditori di giornali e di tabacchi, l’ammontare dei ricavi deve es­sere determinato al netto del prezzo corrisposto al fornitore;
  • per i soggetti costituiti dal 2019 non deve essere effettuato alcun ragguaglio ad anno ai fini del possesso del requisito dei ricavi non superiori a 5 milioni di euro.

3.2 calo del fatturato/corrispettivi

Ai fini della verifica del calo del fatturato o dei corrispettivi, occorre fare riferimento alla data di ef­fettuazione delle operazioni di cessione dei beni e di prestazione dei servizi.

Valgono, in particolare, le seguenti indicazioni (cfr. istruzioni alla compilazione del modello di istanza per la richiesta del contributo e circ. Agenzia delle Entrate 15/2020, § 2):

  • la data da prendere a riferimento per il calcolo del fatturato nel mese di aprile è quella di ef­fet­tuazione dell’operazione che, per le fatture immediate e i corrispettivi, è rispettivamente la da­ta della fattura (nel caso di fattura elettronica il campo 2.1.1.3 <Data>) e la data del cor­ri­spetti­vo giornaliero, mentre per la fattura differita è la data dei DDT o dei documenti equipollenti richiamati in fattura (nel caso di fattura elettronica il campo 2.1.8.2 <DataDDT>);
  • devono essere considerate tutte le fatture attive (al netto dell’IVA) con data di effettuazione dell’operazione compresa tra il 1° e il 30 aprile, comprese le fatture differite emesse nel mese di maggio e relative ad operazioni effettuate nel mese di aprile;
  • occorre tenere conto delle note di variazione di cui all’art. 26 del DPR 633/72, con data aprile;
  • i commercianti al minuto e gli altri contribuenti di cui all’art. 22 del DPR 633/72 devono consi­de­­rare l’ammontare globale dei corrispettivi (al netto dell’IVA) delle operazioni effettuate nel me­se di aprile;
  • concorrono a formare l’ammontare del fatturato anche le cessioni di beni ammortizzabili;
  • nei casi di operazioni effettuate in ventilazione ovvero con applicazione del regime del margi­ne ovvero operazioni effettuate da agenzie di viaggio, per le quali risulta difficoltoso il calcolo delle fatture e dei corrispettivi al netto dell’IVA, l’importo può essere riportato al lordo dell’IVA (sia con riferimento al 2019 che al 2020);
  • per i soggetti che svolgono operazioni non rilevanti ai fini IVA (es. cessioni di tabacchi, giornali e riviste), all’ammontare delle operazioni fatturate e dei corrispettivi rilevanti ai fini IVA vanno som­mati gli aggi relativi alle operazioni effettuate non rilevanti ai fini IVA.

Esclusioni

Il contributo spetta anche in assenza del requisito del calo del fatturato/corrispettivi per:

  • i soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dall’1.1.2019;
  • i soggetti che, a far data dall’insorgenza dell’evento calamitoso (es. terremoto), hanno il domi­cilio fiscale o la sede operativa nel territorio dei Comuni colpiti dai predetti eventi i cui stati di emergenza erano ancora in atto al 31.1.2020 (data di dichiarazione dello stato di emergenza da COVID-19).

4 misura del contributo

L’ammontare del contributo è calcolato applicando le seguenti percentuali alla differenza tra il fat­turato o i corrispettivi di aprile 2020 e aprile 2019:

  • 20%, per soggetti con ricavi/compensi 2019 non superiori a 400.000,00 euro;
  • 15%, per soggetti con ricavi/compensi 2019 compresi tra 400.000,00 e 1 milione di euro;
  • 10%, per i soggetti con ricavi/compensi 2019 tra 1 e 5 milioni di euro.

 

È previsto un contributo minimo, pari a:

  • 000,00 euro, per le persone fisiche;
  • 000,00 euro, per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Soggetti che hanno iniziato l’attività dall’1.1.2019

Per i soggetti che hanno iniziato l’attività dall’1.1.2019 (al 30.4.2019), il contributo è così determi­nato (circ. Agenzia delle Entrate 15/2020):

  • se la differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’am­montare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 risulta “negativa” (quindi il dato del 2020 è inferiore al dato del 2019), a tale differenza si applica la percentuale del 20%, 15% o 10% a seconda dell’ammontare dei ricavi o compensi dichiarati per il 2019 (fermo restando il riconoscimento del contributo minimo qualora superiore);
  • nel caso in cui la suddetta differenza risulti invece “positiva” o pari a zero, il contributo è pari a quello minimo.

 

Per i soggetti che hanno iniziato l’attività dall’1.5.2019 (al 30.4.2020) spetta il contributo minimo.

5 irrilevanza fiscale del contributo

Il contributo a fondo perduto è un contributo in conto esercizio, che non rileva però, per espressa disposizione normativa, ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP.

6 procedura per accedere al contributo

Per ottenere il contributo, i soggetti interessati devono presentare, anche tramite intermediari abili­tati, un’istanza all’Agenzia delle Entrate:

  • dal 15.6.2020 al 13.8.2020 (dal 25.6.2020 al 24.8.2020 se il soggetto richiedente è un erede che continua l’attività, per conto del soggetto deceduto);
  • mediante i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate ovvero mediante il servizio web dispo­ni­bile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi”;
  • nel caso in cui l’ammontare del contributo sia superiore a 150.000,00 euro, esclusivamente tra­mite PEC all’indirizzo Istanza-CFP150milaeuro@pec.agenziaentrate.it.

 

Prima di procedere all’erogazione del contributo, l’Agenzia delle Entrate effettua alcuni controlli a cui segue:

  • una “prima ricevuta”, che attesta soltanto la presa in carico dell’istanza (oppure il suo scarto) a seguito dei controlli formali dei dati;
  • una “seconda ricevuta” (rilasciata entro 7 giorni lavorativi dalla data di rilascio della “prima ri­ce­vuta”), previa l’effettuazione di ulteriori controlli (es. verifica che il codice fiscale del sog­getto richiedente coincida con quello dell’intestatario o cointestatario dell’IBAN indicato nell’istan­za), che attesta l’accoglimento dell’istanza cui segue poi l’accreditamento del contri­bu­to oppure lo scarto dell’istanza con indicazione dei motivi del rigetto.

7 erogazione del contributo

Il contributo a fondo perduto è erogato dall’Agenzia delle Entrate mediante accredito diretto sul conto corrente bancario o postale corrispondente all’IBAN indicato nell’istanza.

Il contributo a fondo perduto è comunque erogato nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dal Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emer­genza da COVID-19.

8 controlli successivi

Successivamente all’erogazione del contributo, l’Agenzia delle Entrate effettua:

  • il controllo dei dati dichiarati, ai sensi degli artt. 31 ss. del DPR 600/73 in materia di accerta­mento delle imposte sui redditi;
  • ulteriori controlli anche in relazione ai dati fiscali delle fatture elettroniche e dei corrispettivi te­lematici, ai dati delle comunicazioni di liquidazione periodica IVA nonché ai dati delle dichiara­zioni IVA;
  • controlli specifici per la prevenzione dei tentativi di infiltrazioni criminali.

9 sanzioni

Qualora dai predetti controlli emerga che il contributo sia in tutto o in parte non spet­tante, anche a seguito del mancato superamento della verifica antimafia, l’Agenzia delle Entrate:

  • recupera il con­tributo non spettante;
  • irroga le sanzioni in misura corrispondente a quelle previste dall’art. 13 co. 5 del DLgs. 471/97 (dal 100% al 200% del contributo indebitamente percepito), con possibilità di applicare il rav­ve­di­mento operoso.

 

L’indebita percezione del contributo è inoltre soggetta alla pena della reclusione da 3 mesi a 6 anni ai sensi dell’art. 316-ter c.p. (o sanzione ammi­ni­strativa in determinate circostanze).

10 recupero dell’agevolazione

L’atto di recupero del contributo non spettante deve essere notificato, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di utilizzo.

 

Fondo Perduto art. 25 D.L. n. 34 del 19 maggio 2020 Decreto Rilancio

Fondo Perduto   art. 25  D.L. n. 34 del 19 maggio 2020     Decreto Rilancio

 

 

 

 

 

 

A CHI SPETTA IL CONTRIBUTO

Il contributo a fondo perduto può essere richiesto dalle imprese, dalle partite Iva o dai titolari di reddito agrario, a patto che siano in attività alla data di presentazione dell’istanza per l’ottenimento del contributo. In particolare, il Decreto Rilancio precisa che non possono fruire del Bonus a fondo perduto i soggetti la cui attività risulta cessata nella data di presentazione della domanda, i soggetti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria (le cosiddette casse previdenziali), gli intermediari finanziari e le società di partecipazione, i soggetti che fruiscono del bonus professionisti e del bonus lavoratori dello spettacolo introdotti dal Decreto Cura Italia e gli enti pubblici.

 

I REQUISITI PER OTTENERE IL BONUS

Il contributo a fondo perduto spetta qualora siano soddisfatti due requisiti.

Il primo consiste nell’aver conseguito nel 2019 ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro.

Il secondo requisito da soddisfare per ottenere l’erogazione del contributo a fondo perduto è che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’analogo ammontare del mese di aprile 2019.

Ma ci sono due eccezioni a questo caso generale: il primo in cui il soggetto interessato abbia avviato la propria attività a partire dal primo gennaio 2019 (il contributo spetta allora a prescindere dal calo del fatturato). Secondo , spetta per i soggetti con domicilio fiscale o sede operativa situati nel territorio di Comuni colpiti da eventi calamitosi (sisma, alluvione, crollo strutturale), ancora in emergenza al 31 gennaio 2020 (dichiarazione dello stato di emergenza da Coronavirus).

 

COME SI CALCOLA IL CONTRIBUTO?

Alla differenza fra il fatturato e i corrispettivi del mese di aprile 2020 e il valore corrispondente del mese di aprile 2019 si applica una specifica percentuale in relazione all’ammontare di ricavi e compensi:

20% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 400mila euro;

15% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 1 milione di euro;

10% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 5 milioni di euro.

Il contributo è comunque riconosciuto per un importo non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. Il contributo a fondo perduto è escluso da tassazione sia per quanto riguarda le imposte sui redditi sia per l’Irap e non incide sul calcolo del rapporto per la deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi di reddito, compresi gli interessi passivi.

 

COME RICHIEDERE IL CONTRIBUTO, LA PROCEDURA WEB

Il Bonus a fondo perduto potrà essere richiesto compilando elettronicamente una specifica istanza da presentare fra il 15 giugno e il 24 agosto. Per predisporre e trasmettere l’istanza, si potrà usare un software e il canale telematico Entratel/Fisconline ovvero una specifica procedura web, nell’area riservata del portale Fatture e Corrispettivi. Il contribuente potrà avvalersi degli intermediari che ha già delegato al suo Cassetto fiscale o al servizio di Consultazione delle fatture elettroniche. Sarà possibile accedere alla procedura con le credenziali Fiscoonline o Entratel dell’Agenzia oppure tramite Spid, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, oppure mediante la Carta nazionale dei Servizi (Cns). Per ogni domanda, il sistema dell’Agenzia effettuerà due elaborazioni successive relative ai controlli formali e sostanziali.

L’esito delle due elaborazioni sarà comunicato con apposite ricevute restituite al soggetto che ha trasmesso l’istanza.