ROMA
I benefici del nuovo taglio Irpef con l’aliquota del 33% fino a 55mila euro arriveranno a 3,2 milioni di contribuenti. La Flat tax per le partite Iva trova soglie più alte spingendosi addirittura fino a 115mila euro di ricavi o compensi anche con una diversa articolazione rispetto all’applicazione dell’Iva, cercando di rendere compatibile il regime in attesa del via libera dell’Unione europea oltre il varco spartiacque degli 85mila euro. Arriva l’exit tax sulle plusvalenze destinata a colpire anche le persone fisiche che dopo essere stati residenti in Italia per almeno sei periodi d’imposta se ne vanno oltreconfine determinando la perdita di un’ingente potestà impositiva per il nostro Paese. Aumenta il tiraggio di quella che è ormai a tutti gli effetti una clausola di salvaguardia: la ritenuta nelle operazioni B2B sale dallo 0,5% all’1% nel 2028 (primo anno di applicazione) e poi dall’1% al 2% a partire dal 2029, aumentando così la dote finanziaria ma rappresentando una gigantesca spada di Damocle per le imprese a cui drenerà liquidità (si veda l’approfondimento a pagina 24).
Andiamo con ordine. Il testo del Ddl di Bilancio sancisce per il solo 2027 l’aumento del secondo scaglione Irpef da 50mila a 55mila euro con l’estensione quindi dell’area di applicazione dell’aliquota del 33 per cento. Il risparmio fiscale massimo sarà di 500 euro annui e per le caratteristiche dell’imposta sui redditi si riverbererà anche sulle classi di reddito successive, arrivando così a interessare 3,2 milioni di contribuenti.
Altro punto su cui parte della maggioranza ha profondamente insistito è l’aumento della soglia del regime forfettario, che secondo le stime dei tecnici potrebbe attrarre altre 41mila partite Iva oltre agli oltre 2 milioni che conta già attualmente. Addirittura la versione del Ddl sposta la soglia di permanenza nella tassazione a forfait con tassa piatta (15% o 5% per le nuove attività) fino a 115mila euro, con addio immediato al regime agevolato se si supera quel limite. In realtà, il meccanismo è più stratificato, in quanto cerca di rendere l’estensione compatibile con la soglia comunitaria degli 85mila euro per le agevolazioni Iva (quindi non applicazione dell’imposta sul valore aggiunto per le piccole attività). Di fatto, il nuovo sistema prevede una maggiore articolazione “sdoppiando” i binari per la sostitutiva sulle imposte sui redditi e l’Iva in attesa che dalla Commissione Ue arrivi il via libera. In pratica, a partire dal 2027 superando gli 85mila euro e fino a 100mila euro si resta nel regime per le imposte sui redditi e l’appuntamento con l’Iva viene rinviato al 2028. Per chi dovesse superare i 100mila euro ma restare entro i 115mila euro, si resterebbe nel forfait nell’anno d’imposta per uscirne dal successivo ma con l’applicazione da subito dell’Iva allo sforamento dei 100mila euro. Per chi supera i 115mila euro di ricavi o compensi, oltre al carico dell’applicazione dell’Iva si aggiunge anche immediatamente dall’anno in corso l’addio alla tassazione agevolata per passare ad Irpef ordinaria.
Sempre nel dossier fisco il Ddl di Bilancio è l’introduzione di una exit tax anche ai contribuenti persone fisiche la propria residenza fiscale all’estero, facendo venir meno il diritto dell’Italia di tassare le plusvalenze finanziarie. La misura riguarda chi è stato residente in Italia per almeno sei degli ultimi 10 anni e possiede attività e diritti interessati per un valore complessivo di almeno 800mila euro. In questi casi, le plusvalenze maturate ma non ancora realizzate vengono tassate con un’aliquota del 26%, calcolata sulla differenza tra il valore dei beni al momento del trasferimento e il loro costo fiscale.
FONTE : SOLE24ORE DEL 31/10/2026
