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Circolare n. 30

Circolare n. 30

 

 

Diritto camerale annuale –

Approvazione delle maggiorazioni –
Termini di versamento

 

 

1 Diritto camerale annuale per il 2020

Relativamente al 2020, il diritto camerale annuale è dovuto nelle misure stabilite dal DM 21.4.2011 ridotte del 50%, in applicazione dell’art. 28 co. 1 del DL 24.6.2014 n. 90 (conv. L. 11.8.2014
n. 114) il quale aveva avviato un processo di progressiva riduzione degli importi del tributo.

 

Come riepilogato dalla nota del Ministero dello Sviluppo economico 11.12.2019 n. 347962, le misure del tributo variano in base alla Sezione, ordinaria o speciale, del Registro in cui l’impresa è iscritta.

Sezioni speciali del Registro delle imprese

Per i soggetti iscritti nella sezione speciale del Registro delle imprese, il diritto è dovuto nelle se­guenti misure:

  • società semplici non agricole: 100,00 euro (unità locale 20,00 euro);
  • società semplici agricole: 50,00 euro (unità locale 10,00 euro);
  • società tra avvocati ex 96/2001: 100,00 euro (unità locale 20,00 euro);
  • imprese individuali: 44,00 euro (unità locale 8,80 euro).

Sezione ordinaria del Registro delle imprese

Relativamente alle imprese iscritte nella sezione ordinaria del Registro, le misure sono le seguenti:

  • imprese individuali: 100,00 euro (unità locale 20,00 euro);
  • tutte le altre imprese: importi variabili in relazione all’aliquota applicabile per lo scaglione di fatturato relativo al 2019, da un minimo di 100,00 euro ad un massimo di 20.000,00 euro (unità locale 20% di quanto dovuto dalla sede principale con un massimo di 100,00 euro).

Soggetti iscritti al REA

Il tributo è dovuto anche dai soggetti iscritti al REA, nella misura fissa pari a 15,00 euro.

Unità locali e sedi secondarie di imprese estere

Le unità locali e le sedi secondarie di imprese con sede principale all’estero devono versare, per ciascuna unità o sede, l’importo di 55,00 euro.

2 maggiorazioni deliberate dalle Camere di Commercio

Nel procedimento di computo del diritto camerale, vanno considerate anche le maggiorazioni, fino al 20%, eventualmente deliberate dalle singole Camere di Commercio.

 

A partire dal 2017, per effetto delle modifiche apportate all’art. 18 co. 10 della L. 580/93 dal DLgs. 219/2016, dette maggiorazioni devono essere:

  • dirette a finanziare programmi e progetti, condivisi con le Regioni, aventi per scopo la pro­mo­zione dello sviluppo economico e l’organizzazione di servizi alle imprese;
  • autorizzate dal Ministero dello Sviluppo economico.

Maggiorazioni per il triennio 2020-2022

Il DM 12.3.2020, pubblicato sul sito del Ministero dello Sviluppo economico il 27.3.2020, ha approvato e autorizzato le maggiorazioni del diritto camerale annuale do­vu­to per il triennio 2020, 2021 e 2022, sulla base delle richieste avanzate dalle singole Camere di Commer­cio.

Sostanzialmente, tutte le Camere di Commercio hanno deliberato una maggiorazione del 20%, con la sola esclusione della Camera di Commercio di Perugia che ha deliberato un aumento del 10%.

 

Applicabilità delle maggiorazioni e termini di versamento

In base all’art. 1 co. 7 del DM 12.3.2020, le imprese che hanno già provveduto, per l’anno 2020, al versa­mento del diritto annuale (senza la maggiorazione) possono effettuare il conguaglio rispetto all’im­porto versato entro il termine per il versamento del secondo acconto delle imposte sui redditi (ai sensi dell’art. 17 co. 3 lett. b) del DPR 435/2001), cioè entro:

  • il 30.11.2020, per i soggetti “solari”;
  • l’ultimo giorno dell’undicesimo mese del periodo d’imposta, per i soggetti “non solari”.

 

Presupponendo, in assenza di una precisa indicazione, che le maggiorazioni trovino applicazione a seguito della pubblicazione del decreto sul sito del Ministero dello Sviluppo economico, avvenuta il 27.3.2020, è possibile distinguere tra:

  • le imprese che, a tale data, hanno già provveduto al versamento del tributo (siano esse nuo­ve imprese che si sono iscritte per la prima volta al Registro delle imprese nel 2020, oppure imprese già iscritte in anni precedenti), le quali dovranno provvedere al conguaglio entro il prossimo 30.11.2020 (ovvero l’ultimo giorno dell’undicesimo mese del periodo d’imposta, per i soggetti “non solari”);
  • le imprese che, a tale data, non hanno invece ancora effettuato il pagamento, le quali ver­sa­no il tributo alle scadenze ordinarie (coincidenti, cioè, con quelle per il primo acconto delle imposte sui redditi), applicando automaticamente le maggiorazioni autorizzate.

Circolare n. 26 modello redditi 2020 relativo al periodo 2019

Circolare n. 26 modello redditi 2020 relativo al periodo 2019

 

Richiesta documentazione
per i modelli REDDITI 2020

 

 

RICHIESTA INFORMAZIONI per il MODELLO REDDITI 2020 PERSONE FISICHE

Di seguito abbiamo predisposto una scheda che riepiloga i dati e le informazioni necessarie al no­stro Studio per la compilazione della dichiarazione dei redditi modello REDDITI 2020, relativa all’an­­no 2019, delle persone fisiche.

Per i soggetti titolari di redditi di lavoro autonomo professionale, gli imprenditori individuali e le so­cie­tà di persone, si vedano anche le schede successive.

 

Lo Studio è a disposizione per qualsiasi chiarimento.

 

 

 

 

MODELLO REDDITI 2020 – PERSONE FISICHE

SCHEDA RICHIESTA INFORMAZIONI E DOCUMENTAZIONE

 

 

Nome e cognome cliente ………………………………………….…………………………………….

 

 

  • variazioni dati anagrafici dichiarante/coniuge/familiari a carico (indicazione dei figli di età infe­riore a 3 anni, degli eventuali figli portatori di handicap, dei mesi in cui il familiare è a carico e della relativa percentuale); eventuale sentenza di separazione o divorzio;
  • documentazione prevista per il riconoscimento delle detrazioni d’imposta per familiari a carico di soggetti extracomunitari resi­den­ti in Italia;
  • documentazione relativa al trasferimento in Italia dall’estero e per la fruizione delle agevo­la­zioni previste per il rientro dei lavoratori e dei pensionati;
  • per i soggetti non residenti in Italia, certificato di iscrizione all’AIRE (se cittadini italiani) e dati relativi alla residenza anagrafica all’estero;
  • documentazione relativa alle variazioni dei redditi dei terreni e dei fabbricati: acquisto, vendi­ta, accatastamento, variazioni catastali, successione, donazione, concessione in locazione/sublo­ca­zione/affitto/comodato/locazione del comodatario, fabbricati destinati ad abitazione princi­pa­le, fabbricati tenuti a disposi­zione, im­mobili vincolati di inte­res­se storico e/o artistico, fabbri­cati distrutti o inagibili a seguito di eventi sismici o altri eventi calamitosi, ecc.; specificare i terreni posseduti o condotti da coltivatori diretti o imprenditori agri­coli professionali;
  • ricevute di pagamento dell’IMU relativa al 2019 e altra documentazione rilevante ai fini dalla de­terminazione dell’imposta dovuta per tale anno o per l’applicazione di cause di esen­zione (se non gestita dallo Studio);
  • ricevute di pagamento dell’IMI o dell’IMIS relativa al 2019, per gli immobili ubicati nelle Pro­vin­ce autonome di Bolzano e Trento (se non gestita dallo Studio);
  • atti di acquisto di immobili, a partire dall’1.1.2019, usufruendo delle agevolazioni prima casa;
  • canoni di locazione relativi al 2019 anche se non percepiti (compresi i locali condominiali);
  • canoni di locazione di immobili ad uso abitativo non percepiti e accertati nell’ambito del pro­ce­di­mento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità;
  • canoni di locazione “convenzionali” relativi ad immobili siti in Comuni ad alta tensione abita­tiva o per i quali è stato deliberato lo stato di emergenza a seguito del verificarsi di eventi ca­lami­tosi;
  • canoni di locazione di immobili ad uso abitativo o commerciale per i quali è stata effettuata l’opzione per la “cedolare secca” o per i quali l’opzione deve essere esercitata in dichiara­zio­ne; l’opzione per la cedolare secca può essere esercitata anche per le unità immobiliari abi­tative locate nei con­fronti delle cooperative edilizie per la locazione o enti senza scopo di lucro, purché sublo­cate a studenti universitari e date a disposizione dei Comuni con rinuncia all’ag­gior­na­mento del ca­none di locazione o assegnazione;
  • corrispettivi ed eventuali ritenute (risultanti dalle Certificazioni Uniche 2020) relativi a contratti di locazione breve, stipulati dall’1.6.2017 da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’im­presa, comprese le sublocazioni e le concessioni in godimento a terzi a titolo oneroso da parte del comodatario; eventuale opzione per la “cedolare secca” da esercitare in dichiarazione;
  • canoni di locazione di fabbricati siti in zone rurali, non abitabili al 7.5.2004 e successiva­mente ristrutturati (per gli imprenditori agricoli);
  • indicare se alcuni terreni sono stati concessi in affitto nel 2019 a giovani che non abbiano su­perato i 40 anni e che posseggano la qualifica di coltivatore diretto o di imprenditore agri­colo professionale;
  • spese sostenute per canoni di affitto dei terreni agricoli, con indicazione degli ettari presi in affitto (per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali di età inferiore ai 35 anni);
  • dati relativi all’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e detenuta in locazione (per la quale spetta una detrazione IRPEF);
  • dati relativi al credito d’imposta spettante per la riparazione, la ricostruzione o il riacquisto de­gli immobili danneggiati o distrutti dal terremoto in Abruzzo del 2009;
  • dati relativi agli immobili concessi in locazione o comodato a nuclei familiari le cui abita­zioni principali siano state distrutte o dichiarate inagibili in conseguenza del terremoto in Abruzzo del 2009;
  • estremi di registrazione (o codice identificativo) dei contratti di locazione, per gli immobili si­tuati nella Regione Abruzzo e concessi in locazione a soggetti residenti nei Comuni colpiti dal terre-moto del 2009, le cui abitazioni siano state distrutte o dichiarate inagibili;
  • certificazioni dei redditi di pensione, da lavoro dipendente o assimilati (Certificazione Unica 2020 o Certificazione Unica 2019 in caso di cessazione del rapporto);
  • certificazioni dei redditi di lavoro dipendente o assimilati percepiti da soggetti non sostituti d’im­­­posta;
  • stipendi, pensioni e redditi assimilati prodotti all’estero, percepiti da soggetti residenti, ed even­­tuali imposte pagate all’estero; specificare se si tratta di lavoratori dipendenti “fron­talieri”;
  • redditi prodotti in euro dai residenti a Campione d’Italia;
  • assegni periodici percepiti quale coniuge separato o divorziato, con specificazione della quo­ta per il mantenimento dei figli;
  • altri assegni periodici (testamentari/alimentari);
  • borse di studio;
  • indennità percepite per cariche pubbliche elettive;
  • certificazioni dei redditi e delle ritenute relativi a rapporti di lavoro autonomo (diritti d’autore o d’inventore, associazione in partecipazione, collaborazioni con società e associazioni spor­tive dilettantistiche, ecc.) e di lavoro occasionale;
  • compensi derivanti dall’attività di lezioni private e ripetizioni percepiti da docenti titolari di cattedre nelle scuole di ogni ordine e grado;
  • prospetto del reddito di partecipazione in società di persone o associazioni assimilate, srl che hanno optato per la trasparenza fiscale, imprese familiari e aziende coniugali (se non ge­stito dallo Studio);
  • oneri deducibili o detraibili ai fini IRPEF sostenuti da società semplici o soggetti assimilati;
  • certificati dei sostituti d’imposta per i dividendi e le remunerazioni percepite in qualità di as­so­ciato in partecipazione nel corso del 2019 (se relativi ad utili non assoggettati a rite­nuta a ti­to­lo d’imposta o ad imposta sostitutiva);
  • altri redditi di capitale non assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta o ad imposta sostitu­tiva;
  • risarcimenti, anche assicurativi, per perdite di reddito;
  • redditi percepiti mediante procedure di pignoramento presso terzi ed eventuali ritenute subi­te;
  • erogazioni liberali in denaro, effettuate nel 2019, per interventi che danno diritto ad un credito d’im­posta (c.d. “Art-bonus”), vale a dire:
  • manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici;
  • sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica, delle fonda­zioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione, delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione;
  • realizzazione di nuove strutture, restauro e potenziamento di quelle esistenti di enti o isti­tu­zio­ni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusi­va­mente attività nello spetta­colo;
  • erogazioni liberali in denaro, effettuate da ultimo nel 2018, a favore di istituti scolastici che dan­no diritto ad un credito d’imposta (c.d. “School bonus”, da utilizzare in tre quote annuali di pari importo), vale a dire quelle destinate:
  • alla realizzazione di nuove strutture scolastiche;
  • alla manutenzione e al potenziamento di quelle esistenti;
  • al sostegno di interventi che migliorino l’occupabilità degli studenti;
  • erogazioni liberali in denaro, effettuate nel 2019, con riferimento agli interventi di restauro e ristrutturazione di impianti sportivi pubblici, ancorché destinati ai soggetti concessionari (c.d. “Sport bonus”);
  • erogazioni liberali in denaro, effettuate nel 2019, per interventi di bonifica ambientale su edifici e terreni pubblici;
  • credito d’imposta spettante per il 2019 relativo alle mediazioni per la conciliazione di con­tro­versie civili e commerciali;
  • credito d’imposta spettante per il 2019 in relazione ai compensi corrisposti agli avvocati abi­litati nel procedimento di negoziazione assistita concluso con successo, oppure agli arbitri in caso di conclusione dell’arbitrato con lodo;
  • credito d’imposta spettante per il 2019 a seguito del reintegro delle somme anticipate dai fon­­­di pensione;
  • scelta per la destinazione dell’8 per mille dell’IRPEF a confessioni religiose riconosciute (o al­lo Stato per finalità sociali o umanitarie);
  • scelta per la destinazione del 5 per mille dell’IRPEF al sostegno degli enti no profit (ONLUS, as­sociazioni di volontariato e di promozione sociale, associazioni e fondazioni riconosciute che operano in determinati settori, associazioni sportive dilettantistiche in possesso di deter­mi­nati requisiti), oppure al finanziamento della ricerca scientifica o sanitaria, o al finanzia­mento delle at­ti­vità di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, oppure al so­stegno degli enti gestori delle aree protette, con eventuale indicazione dello specifico sog­getto bene­fi­ciario sulla base degli elenchi resi disponibili sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, oppure al Comune di residenza fiscale;
  • scelta per la destinazione del 2 per mille dell’IRPEF ad un partito politico iscritto nell’appo­sito Registro nazionale;
  • dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2018 (modello 730/2019 o REDDITI PF 2019) o ultima dichiarazione presentata (se non gestita dallo Studio);
  • dichiarazioni integrative di anni pregressi presentate nel 2019 (se non gestite dallo Studio);
  • modelli F24 di versamento di tributi e contributi eseguiti dall’1.1.2019 fino al momento di pre­sentazione della dichiarazione, con eventuali compensazioni, anche se a saldo zero (se non gestiti dallo Studio); indicare eventuali versamenti in eccesso effettuati per errore e per i quali non sia stata attivata la procedura di rimborso;
  • imposte e oneri rimborsati.

 

 

Documentazione riferita a:

  • lottizzazione od opere su terreni da rendere edificabili;
  • cessioni di beni immobili effettuate nel 2019, entro 5 anni dall’acquisto, esclusi quelli per­venuti per successione (indicare il periodo in cui gli immobili sono stati adibiti ad abita­zione prin­ci­pa­le), salvo che sia già stata applicata l’imposta sostitutiva sulle plusvalenze ad opera del notaio;
  • cessioni di terreni edificabili effettuate nel 2019;
  • perizie e versamenti dell’imposta sostitutiva per l’affrancamento dei terreni posseduti all’1.1.2019 e/o in date anteriori;
  • indennità di esproprio e altre somme percepite nell’ambito del procedimento espropriativo;
  • vincite a lotterie, concorsi a premio, scommesse;
  • immobili situati all’estero: reddito; costo di acquisto o valore di mercato; valore utilizzato nello Stato estero per il pagamento di imposte sul patrimonio o sui trasferimenti; eventuali imposte patrimoniali o reddituali versate nello Stato estero;
  • imposta patrimoniale sugli immobili posseduti all’estero (IVIE) versata in acconto nel 2019;
  • redditi derivanti dalla cessione, affitto o usufrutto di aziende;
  • redditi derivanti dall’utilizzazione da parte di terzi di beni mobili o immobili;
  • differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo per la concessione in godimento di beni dell’impresa a soci o familiari dell’imprenditore;
  • redditi di natura fondiaria non determinabili catastalmente e affitti di terreni per usi non agri­coli;
  • redditi derivanti da attività commerciali occasionali e ritenute subite (per prestazioni a favore di condomìni);
  • proventi derivanti da attività di noleggio occasionale di navi e imbarcazioni da diporto;
  • plusvalenze da cessioni di partecipazioni (azioni/quote) e altri redditi diversi di natura finan­zia­ria per i quali il corrispettivo sia stato incassato, in tutto o in parte, nel 2019 (se non si è optato per il regime del “risparmio amministrato” o del “risparmio gestito”);
  • perizie e versamenti dell’imposta sostitutiva per l’affrancamento delle partecipazioni non quo­tate possedute all’1.1.2019 e/o in date anteriori, ovvero perizie e versamenti dell’imposta sosti­tu­tiva per l’affrancamento delle partecipazioni “non qualificate” (quotate e non quotate) posse­dute al 31.12.2011 e/o al 30.6.2014;
  • plusvalenze derivanti dalla cessione di quote di partecipazione in fondi immobiliari;
  • certificazioni degli intermediari (es. banche e SIM) attestanti le minusvalenze o le perdite residue a seguito della chiusura di rapporti in regime di “risparmio amministrato” o di “rispar­­mio gestito”;
  • redditi assoggettati a tassazione separata (plusvalenze, indennità, ecc.) soggetti all’ac­conto d’im­posta del 20%;
  • consistenza degli investimenti esteri produttivi di reddito imponibile in Italia e delle attività estere di natura finanziaria detenuti nel corso del 2019; per questi beni è necessario acquisi­re il valore all’inizio del periodo d’imposta e quello al termine del periodo d’imposta o del pe­riodo di deten­zione. Si ricorda che sono considerati produttivi di reddito per presun­zione tutte le attività finan­ziarie e tutti gli immobili detenuti all’estero (anche se tenuti a disposizione), i diritti reali e le multiproprietà relativi a immobili esteri, gli yacht, le opere d’arte e i gioielli;
  • attività finanziarie detenute all’estero: costo di acquisto; valore nominale o di rimborso; valore di mercato; eventuali imposte patrimoniali o reddituali versate nello Stato estero;
  • documentazione relativa ai dossier titoli custoditi o amministrati da intermediari non residenti e re­lativa movimentazione;
  • imposta patrimoniale sulle attività finanziarie detenute all’estero (IVAFE) versata in ac­conto nel 2019;
  • conti correnti e libretti di risparmio detenuti all’estero. Per i conti correnti detenuti in Paesi con­siderati a fiscalità privilegiata, occorre individuare il valore massimo raggiunto dal conto nel corso del 2019. Inoltre, con riferimento ai conti correnti esteri si osserva che:
  • essi scontano l’IVAFE se il loro valore medio di giacenza annuo supera i 5.000,00 euro;
  • devono essere indicati nel quadro RW se nel corso del 2019 hanno raggiunto un valo­re massimo complessivo superiore a 15.000,00 euro;
  • controvalore in euro della valuta virtuale posseduta all’1.1.2019 ed al 31.12.2019;
  • interessi di fonte estera, percepiti senza il tramite di intermediari finanziari residenti;
  • proventi su depositi a garanzia di finanziamenti a imprese residenti soggetti al prelie­vo del 20%, effettuati fuori dal territorio dello Stato, maturati fino al 31.12.2011 e percepiti nel 2019 senza il tramite di intermediari finanziari residenti.

 

 

Documentazione relativa agli oneri che danno diritto alla deduzione dal reddito complessi­vo:

  • contributi previdenziali e assistenziali obbligatori (es. contributi INPS artigiani e commer­­cian­ti, con­tributo INPS per i professionisti senza Cassa, contributo INPS trattenuto sulle prov­vi­gio­­ni dei venditori a domicilio, sui compensi dei lavoratori autonomi occasionali e degli as­so­cia­ti in par­tecipazione che apportano esclusivamente lavoro, contributi alle Casse pro­fes­­sio­na­li, pre­mi INAIL per le casalin­ghe); si ricorda che non è più deducibile il contributo al Ser­vi­zio sani­ta­rio na­zionale (c.d. “tassa salute”) pagato con l’assicurazione per la responsabilità ci­vile deri­van­te dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti;
  • contributi INPS e premi INAIL a carico dei collaboratori coordinati e continuativi e dei lavo­ra­tori a progetto (se non sono già stati dedotti in sede di effettuazione delle ritenute);
  • contributi previdenziali non obbligatori (es. per prosecuzione volontaria, ricongiunzione, ri­scat­ti, ecc.), contributo INPS per iscrizione facoltativa;
  • contributi per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare (es. colf, baby sitter e “badanti”), anche relativi a prestazioni occasionali o rimborsati all’agenzia interinale;
  • contributi per la previdenza complementare (fondi pensione e polizze assicurative pre­viden­ziali), anche se sostenuti per i familiari a carico, per la parte che non trova capienza nel red­dito complessivo di questi ultimi;
  • per i lavoratori di prima occupazione avvenuta nel 2014, contributi per la previdenza com­ple­men­­­tare versati negli anni 2014-2018, al fine di determinare l’eventuale maggiore plafond di deducibilità applicabile dal periodo d’imposta 2019;
  • spese mediche generiche e di assistenza specifica sostenute da portatori di handicap;
  • spese per l’acquisto di medicinali sostenute da portatori di handicap: fatture o scontrini fiscali con­tenenti la specificazione della natura, qualità (numero di autorizzazione all’immis­sione in com­­mercio rilasciata dall’Agenzia italiana del farmaco) e quantità dei beni e l’indi­ca­zione del codice fiscale del destinatario; fatture o scontrini fiscali relativi a prepara­zioni galeniche; docu­mentazione rilasciata dalla farmacia estera;
  • spese per prestazioni rese in caso di ricovero presso istituti di assistenza;
  • contributi versati ai fondi sanitari integrativi;
  • erogazioni liberali a favore della Chiesa cattolica e delle altre confessioni religiose ricono­sciu­te;
  • assegni periodici corrisposti al coniuge separato o divorziato (indicando il relativo codice fiscale), con specificazione della quota per il mantenimento dei figli;
  • assegni periodici relativi a rendite vitalizie in forza di donazione o testamento e assegni ali­mentari stabiliti dall’autorità giudiziaria;
  • somme investite nel capitale sociale di start up innovative da parte di srl partecipate che han­no optato per la trasparenza fiscale;
  • spese sostenute (compresi gli interessi passivi su mutui) per l’acquisto o la costruzione di im­mobili abitativi da destinare, entro 6 mesi dall’acquisto o dal termine dei lavori di co­stru­zione, alla locazione per una durata complessiva non inferiore a 8 anni (sono agevolatigli acquisti ef­fettuati dall’1.1.2014 al 31.12.2017);
  • erogazioni liberali ad organizzazioni non governative (ONG) che operano nel campo della coopera­zio­ne con i Paesi in via di sviluppo;
  • erogazioni liberali, in denaro o in natura, a favore di ONLUS, associazioni di promozione sociale (APS) e organizzazioni di volontariato (OdV);
  • erogazioni liberali a favore di fondazioni e as­so­cia­­zioni riconosciute che operano nell’ambito dei beni culturali o della ricerca scientifica, di uni­versità ed altri enti di ricerca, degli enti parco regionali e nazionali;
  • somme restituite nel 2019 al soggetto erogatore, se sono state assoggettate a tassazione in an­ni precedenti;
  • somme che non avrebbero dovuto concorrere a formare i redditi di lavoro dipendente ed assi­milati e che invece sono state tassate;
  • canoni, livelli, censi, altri oneri gravanti sui redditi di immobili;
  • contributi a consorzi obbligatori;
  • indennità per perdita di avviamento corrisposta al conduttore di immobili non abitativi;
  • spese sostenute dai genitori adottivi di minori stranieri per l’espletamento della relativa pro­cedura di adozione internazionale;
  • erogazioni liberali in denaro per il pagamento degli oneri difensivi dei soggetti ammessi al pa­trocinio a spese dello Stato;
  • erogazioni liberali, donazioni e altri atti a titolo gratuito effettuati nei confronti di trust, ovvero dei fondi speciali, istituiti a favore delle persone con disabilità grave.

 

 

 

Documentazione relativa agli oneri che danno diritto alla detrazione d’imposta del 19%:

  • spese mediche (generiche e specialistiche) e di assistenza specifica sostenute nel 2019 sia nel proprio interesse che per i familiari fiscalmente a carico (ad es. prestazioni chirur­giche, per ana­­lisi, per prestazioni specialistiche, per l’acquisto/affitto di protesi sanitarie, per assistenza in­fermieristica e riabilitativa, per prestazioni chiropratiche);
  • spese per l’acquisto di medicinali: fatture o scontrini fiscali contenenti la specificazione della na­tura, qualità (numero di autorizzazione all’immissione in commercio rilasciata dall’Agenzia ita­­lia­na del farmaco) e quantità dei beni e l’indicazione del codice fiscale del destinatario; fat­ture o scontrini fiscali relativi a preparazioni galeniche; documentazione rilasciata dalla far­ma­cia estera;
  • spese per l’acquisto di dispositivi medici: fatture o scontrini fiscali contenenti il codice fisca­le del destinatario e la descrizione del dispositivo medico, che deve essere contrassegnato dalla marcatura CE;
  • spese sostenute in favore di soggetti con diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento (DSA), per l’acquisto di strumenti compensativi e di sussidi tecnici e informatici;
  • spese sanitarie sostenute nell’interesse dei familiari non fiscalmente a carico, affetti da patologie che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria pubblica (“ticket”);
  • spese mediche chirurgiche e specialistiche sostenute da portatori di handicap;
  • documentazione relativa a rimborsi delle spese sanitarie;
  • spese per i mezzi necessari per l’accompagnamento, la deambulazione, la locomozione e il sollevamento, compresi i veicoli adattati, relativi a soggetti portatori di handicap;
  • spese per l’acquisto di sussidi tecnici e informatici per soggetti portatori di handicap e di ca­ni-guida per soggetti non vedenti;
  • spese di interpretariato per soggetti sordi;
  • spese veterinarie;
  • interessi passivi e altri oneri pagati su prestiti o mutui agrari;
  • interessi passivi ed altri oneri pagati in relazione ai mutui ipotecari per l’acquisto, la costru­zione o la ristrutturazione di unità immobiliari da adibire ad abitazione principale, compresa la re­lativa documentazione (contratto di mutuo, contratto di acquisto, spese notarili, spese di istrut­toria bancaria, ecc.);
  • interessi passivi ed altri oneri pagati in relazione a mutui (anche non ipotecari) contratti nel 1997 per interventi di manutenzione, restauro e ristrutturazione di edifici;
  • interessi passivi su mutui stipulati prima del 1993 per l’acquisto di immobili diversi dall’abi­ta­zione principale;
  • canoni e relativi oneri accessori, oltre al costo di riscatto, derivanti da contratti di locazione fi­nanziaria stipulati per acquistare un immobile da destinare ad abitazione principale;
  • contributi pubblici ricevuti per il pagamento degli interessi passivi relativi ai mutui immo­biliari ed eventuali revoche;
  • spese per la manutenzione, protezione o restauro di beni culturali o ambientali vincolati;
  • provvigioni pagate nel 2019 ad intermediari immobiliari per l’acquisto dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale, anche a seguito di contratto preliminare registrato;
  • premi versati nel 2019 per polizze vita o infortuni, derivanti da contratti stipulati o rinnovati sino al 31.12.2000;
  • premi versati nel 2019 per assicurazioni sul rischio morte, invalidità permanente non infe­riore al 5% o non autosufficienza nel compimento degli atti quotidiani, derivanti da contratti stipulati o rinnovati dall’1.1.2001;
  • premi versati nel 2019 per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi relati­va­mente a unità immobiliari ad uso abitativo, in relazione a polizze stipulate dall’1.1.2018;
  • spese sostenute nel 2019 per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale;
  • spese sostenute nel 2019 per la frequenza di asili nido da parte di figli fino a 3 anni di età;
  • spese sostenute nel 2019 per la frequenza delle scuole dell’infanzia, delle scuole primarie, del­le scuole secondarie di primo grado e delle scuole secondarie di secondo grado, pubbliche o private;
  • spese sostenute nel 2019 per la frequenza, presso università statali o non statali, anche este­re, di corsi di istruzione universitaria, di master, di corsi di perfezionamento o di specializ­za­zione universitaria, di dottorati di ricerca;
  • spese sostenute nel 2019 per la frequenza di Conservatori musicali e di Scuole di specializ­zazione per l’abilitazione all’insegnamento;
  • spese sostenute nel 2019 per i canoni di locazione, i contratti di ospitalità o gli atti di asse­gnazione relativi a studenti universitari “fuori sede”, anche in relazione ad Università all’estero;
  • spese per l’istruzione in relazione alle quali è stata riconosciuta una borsa di studio dalle Regioni o dalle Province autonome di Trento e Bolzano;
  • spese per il riscatto della laurea di familiari a carico che non hanno ancora iniziato a lavorare;
  • spese sostenute nel 2019 per la pratica sportiva dilettantistica dei ragazzi di età compre­sa tra 5 e 18 anni;
  • spese per gli addetti all’assistenza di persone non autosufficienti (c.d. “badanti”), anche se so­stenute per familiari a carico;
  • spese per prestazioni rese da case di cura e di riposo;
  • spese funebri sostenute nel 2019, anche per per­­­­­sone defunte non legate da vincoli di co­niu­gio, parentela o affinità;
  • contributi associativi alle società di mutuo soccorso;
  • erogazioni liberali a favore di istituti scolastici, istituti di alta formazione e università;
  • erogazioni liberali a favore di attività culturali e artistiche;
  • erogazioni liberali a favore di società e associazioni sportive dilettantistiche;
  • erogazioni liberali a favore di popolazioni colpite da calamità o da altri eventi straordinari, av­venuti anche all’estero;
  • erogazioni liberali a favore di enti operanti nello spettacolo e di fondazioni operanti nel setto­re musicale;
  • erogazioni liberali a favore della società di cultura “La Biennale di Venezia”;
  • erogazioni liberali a favore dell’ospedale “Galliera” di Genova per l’attività del registro nazio­nale dei donatori di midollo osseo;
  • erogazioni liberali al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato.

 

 

 

Documentazione relativa agli oneri che danno diritto alla detrazione d’imposta del 26%:

  • erogazioni liberali in denaro a favore di ONLUS e di soggetti che gestisco­no iniziative umani-tarie;
  • erogazioni liberali in denaro a favore di partiti e mo­vimenti politici.

 

Documentazione relativa agli oneri che danno diritto alla detrazione d’imposta del 30%:

  • somme investite nel capitale sociale di start up innovative, direttamente o tramite orga­nismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) o altre società di capitali che investa­no prevalen­temente in start up innovative; la detrazione spetta anche ai soci di snc e sas, pro quota, in relazione agli investimenti fatti dalla società;
  • investimenti in piccole e medie imprese (PMI) innovative;
  • erogazioni liberali, in denaro o in natura, a favore di ONLUS e associazioni di promozione sociale (APS).

 

 

 

Documentazione relativa agli oneri che danno diritto alla detrazione d’imposta del 35%:

  • erogazioni liberali, in denaro o in natura, a favore di organizzazioni di volontariato (OdV).

 

 

 

Documentazione relativa agli oneri per la “pace contributiva” che danno diritto alla de­tra­zione d’imposta del 50%

Oneri sostenuti nel 2019 per fruire del riscatto dei periodi non coperti da contribuzione da parte di coloro che al 31.12.95 non avevano anzianità contributiva (c.d. “pace contributiva” di cui all’art. 20 del DL 28.1.2019 n. 4).

La detrazione spetta anche ai superstiti dell’assicurato o ai suoi parenti ed affini entro il secondo grado che hanno presentato domanda e sostenuto l’onere per conto dell’assicurato stesso.

La detrazione spetta sull’ammontare effettivamente versato nel corso del 2019 ed è ripartita in 5 rate annuali di pari importo.

Non può essere detratta la spesa sostenuta nel 2019 che è stata fruita in sostituzione delle re­tri­buzioni premiali e indicata nella Certificazione Unica 2020.

 

 

 

Documentazione relativa alle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici che danno diritto alla detrazione del 50%

Spese sostenute dall’1.3.2019 al 31.12.2019 per l’acquisto e la posa in opera delle infrastrutture di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica (c.d. “wall box”) dei privati, compresi i costi iniziali per la richiesta di potenza addizionale fino ad un massimo di 7 kW.

 

 

 

Documentazione relativa alle spese per lavori edilizi che danno diritto alla detrazione del
36-50%:

  • copia del modello “Comunicazione di inizio lavori” inviato al Centro operativo di Pescara (fino al periodo d’imposta 2010) ed eventuale comunicazione all’Azienda sanitaria locale;
  • codice fiscale dell’altro soggetto (es. comproprietario, condominio o cooperativa) che ha pre­sentato la comunicazione al Centro operativo di Pescara anche per conto del dichiarante (fino al periodo d’imposta 2010);
  • per gli interventi iniziati dal 2011, codice fiscale del condominio, della società di persone o di altri enti di cui all’art. 5 del TUIR (in assenza del codice fiscale del condominio minimo docu­mentazione ordinariamente richiesta per comprovare il diritto all’agevolazione, una autocer­tifi­cazione che attesti la natura dei lavori effettuati e indichi i dati catastali delle unità immobiliari facenti parte del condominio);
  • dati catastali degli immobili oggetto di intervento, per i lavori iniziati dal 2011 (a seguito della soppressione della comunica­zio­ne al Centro operativo di Pescara); nel caso in cui i lavori sia­no effettuati dal detentore (es. conduttore), anziché dal possessore, estremi di registra­zione del­l’atto che costituisce il titolo per la detenzione (es. contratto di locazione);
  • documentazione relativa agli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino di immobili dan­neg­giati a seguito di eventi calamitosi, qualora sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • ricevute di effettuazione dei pagamenti tramite bonifico bancario o postale;
  • ricevute di pagamento delle spese relative ad oneri di urbanizzazione, TOSAP, imposta di bollo e diritti per concessioni, autorizzazioni e denunce inizio lavori, in relazione ai lavori edilizi agevolabili, an­che se non effettuate con bonifico bancario o postale;
  • fatture rilasciate dal soggetto che ha eseguito i lavori;
  • certificazione dell’amministratore di condominio della quota delle spese sulle parti comuni che danno diritto alla detrazione;
  • attestazione del venditore delle spese sostenute per la realizzazione di box o posti auto perti­nen­ziali, acquistati nel 2019 anche mediante contratto preliminare di compravendita registrato oppure tramite atto di assegnazione delle cooperative edilizie;
  • eventuali atti di assenso (licenze, concessioni e autorizzazioni edilizie, ecc.) relativi a lavori av­viati nel 2019 (al fine di verificare se si tratta di mera continuazione di interventi pregressi);
  • documentazione relativa agli interventi effettuati e alle detrazioni usufruite dal venditore, dal do­nante o dal defunto, in caso di vendita, donazione o successione, qualora il diritto alla de­trazio­ne si trasferisca all’acquirente, donatario o erede;
  • comunicazione all’ENEA in relazione agli interventi ultimati dall’1.1.2018 dai quali deriva un ri­sparmio energetico, con la relativa ricevuta di trasmissione.

 

 

 

Documentazione relativa all’acquisto di unità immobiliari in fabbricati interamente ristrutturati da imprese che danno diritto alla detrazione del 36-50%:

  • atto di acquisto, assegnazione o preliminare di vendita registrato dell’unità immobiliare dal qua­­le si evinca la data di inizio e fine lavori nonché il numero dei contitolari, situata in un fab­bricato interamente ri­strut­turato da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare o da coope­ra­tive edili­zie, ovvero documentazione di acconti già versati;
  • in alternativa, dichiarazione dell’impresa di costruzione o dalla cooperativa edilizia che attesti le sopracitate condizioni;
  • codice fiscale dell’impresa o della cooperativa che ha effettuato i lavori.

 

 

 

Documentazione relativa agli interventi antisismici che danno diritto alla detrazione del 65%

Documentazione relativa alle spese sostenute dal 4.8.2013 al 31.12.2016 per interventi relativi all’a­do­zione di misure antisismiche:

  • le cui procedure autorizzatorie sono state attivate dal 4.8.2013;
  • su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 o 2);
  • riguardanti costruzioni adibite ad abitazione principale o ad attività produttive (agricole, pro­fes­sio­­nali, produttive di beni e servizi, commerciali o non commerciali).

 

 

 

Documentazione relativa agli interventi antisismici che danno diritto alla detrazione dal 50% all’85%

Documentazione relativa alle spese sostenute nel 2017 e/o 2018 e/o 2019 per interventi relativi all’a­do­zione di misure antisismiche:

  • le cui procedure autorizzatorie sono state attivate dall’1.1.2017;
  • su edifici ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 o 3;
  • riguardanti costruzioni adibite ad abitazione o ad attività produttive (agricole, professionali, pro­duttive di beni e servizi, commerciali o non commerciali);
  • comunicazione all’ENEA in relazione agli interventi ultimati dall’1.1.2018 dai quali deriva un risparmio energetico, con la relativa ricevuta di trasmissione.

 

 

 

Documentazione relativa agli acquisti di unità immobiliari in edifici antisismici che danno diritto alla detrazione del 75% o 85% (c.d. “sismabonus acquisti”)

Documentazione relativa alle spese sostenute nel 2017 e/o 2018 e/o 2019 per l’acquisto di unità immobiliari:

  • nei Comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3 ai sensi dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri4.2006 n. 3519;
  • oggetto di interventi relativi all’a­dozione di misure antisismiche realizzati da parte di imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare, mediante demolizione e ricostruzione di interi edi­fici, allo scopo di ridurne il rischio sismico, anche con variazione volumetrica rispetto all’edi­fi­cio preesistente, ove le norme urbanistiche vigenti consentano tale aumento, le quali prov­ve­dano, entro 18 mesi dalla data di conclusione dei lavori, alla successiva alienazione dell’im­mo­­bile;
  • comunicazione all’ENEA in relazione agli interventi ultimati dall’1.1.2018 dai quali deriva un risparmio energetico, con la relativa ricevuta di trasmissione.

 

 

 

Documentazione relativa agli interventi antisismici combinati con quelli di riqualificazione energetica, sulle parti comuni condominiali, che danno diritto alla detrazione dell’80% o dell’85%

Documentazione relativa alle spese sostenute nel 2018 e/o 2019 per gli interventi su parti comuni di edifici condominiali:

  • ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3;
  • finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica.

 

 

 

Documentazione relativa agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti che danno diritto alla detrazione dal 50% al 75%:

  • fatture o ricevute fiscali comprovanti le spese effettivamente sostenute (ovvero altra idonea documentazione rilasciata da soggetti non tenuti all’osservanza della normativa IVA);
  • ricevute di effettuazione dei pagamenti tramite bonifico bancario o postale;
  • altra documentazione attestante i pagamenti effettuati (solo per soggetti titolari di redditi d’im­presa);
  • copia della delibera assembleare e della tabella millesimale di ripartizione delle spese, per gli interventi effettuati sulle parti comuni del condominio;
  • dichiarazione di consenso del possessore dell’immobile all’esecuzione dei lavori effet­tuati dal detentore;
  • asseverazione del tecnico abilitato (ovvero asseverazione del direttore dei lavori o cer­ti­fica­zione dei produttori di beni con deter­minate caratteristiche energetiche);
  • attestato di certificazione energetica o di qualificazione energetica, rilasciato da un tecnico abili-tato (ove necessario in relazione ai lavori eseguiti);
  • copia della scheda informativa relativa agli interventi realizzati, inviata all’ENEA, con la relativa ricevuta di trasmissione;
  • attestazione della mancata conclusione dei lavori nel 2019;
  • documentazione relativa ad even­tuali incentivi riconosciuti, per i medesimi interventi, dall’Unione europea, dalle Regioni o dagli enti locali;
  • documentazione relativa agli interventi effettuati e alle detrazioni usufruite dal venditore, dal donante o dal defunto, in caso di vendita, donazione o successione, qualora il diritto alla detra­zione si trasferisca all’acquirente, donatario o erede.

 

La detrazione è riconosciuta anche per le spese sostenute:

  • dall’1.1.2015 per l’acquisto e la posa in opera di im­pianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili e di schermature solari;
  • dall’1.1.2016 per l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento e/o produzione di acqua calda e/o climatiz­zazione delle unità abitative, che garantiscono un funzionamento efficiente degli impianti;
  • dall’1.1.2018 per l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti.

Documentazione relativa al c.d. “bonus verde” che dà diritto alla detrazione del 36%

Documentazione relativa alle spese sostenute nel 2018 e/o 2019 per:

  • la “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
  • la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

 

La detrazione spetta anche in relazione agli interventi sulle parti comuni condominiali e per le spese di progettazione e manutenzione connesse ai suddetti interventi.

 

In particolare:

  • fatture di acquisto o ricevute fiscali, con la specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e servizi acqui­siti;
  • documentazione attestante l’effettivo pagamento (ricevute dei bonifici, ricevute di avvenuta transazione per i pagamenti mediante carte di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente, assegni bancari o postali);
  • eventuali abilitazioni amministrative o comunicazioni richieste dalla vigente legislazione edi­li­zia in relazione alla tipologia di lavori;
  • dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, qualora si tratti di lavori per i quali non sono ne­ces­sarie comunicazioni o titoli abilitativi;
  • certificazione dell’amministratore di condominio della quota delle spese relative alle parti comuni che danno diritto alla detrazione.

 

 

 

Documentazione relativa al c.d. “bonus mobili” che dà diritto alla detrazione del 50%

Documentazione relativa alle spese sostenute dal 6.6.2013 al 31.12.2019:

  • per l’acquisto di mobili, grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla “A+” (ov­vero classe “A” per i forni) in relazione alle apparecchiature per le quali è obbligatoria l’eti­chet­ta energetica, oppure grandi elettrodomestici per i quali non sia ancora previsto l’obbligo di eti­chetta energetica, comprese le spese di trasporto e di montaggio;
  • finalizzati all’arredo di unità immobiliari residenziali:
  • oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento conservativo o ma­nu­tenzione straordinaria;
  • oggetto di ricostruzione o ripristino a seguito di eventi calamitosi, sempreché sia stato di­chiarato lo stato di emergenza.

 

 

La detrazione spetta anche in relazione ai mobili e agli elettrodomestici destinati alle parti comuni condominiali:

  • di un edificio residenziale (es. guardiole, appartamento del portiere, sala adibita a riunioni con­­dominiali, lavatoi, ecc.);
  • oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento conservativo, ma­nu­­ten­zione straordinaria od ordinaria.

 

In particolare:

  • fatture di acquisto, con la specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e servizi acqui­siti;
  • documentazione attestante l’effettivo pagamento (ricevute dei bonifici, ricevute di avvenuta transazione per i pagamenti mediante carte di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente);
  • eventuali abilitazioni amministrative o comunicazioni richieste dalla vigente legislazione edili­zia in relazione alla tipologia di lavori;
  • comunicazione preventiva indicante la data di inizio dei lavori all’Azienda sanitaria locale (ASL), qualora obbligatoria;
  • dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, qualora si tratti di lavori per i quali non sono neces­sarie comunicazioni o titoli abilitativi;
  • certificazione dell’amministratore di condominio della quota delle spese relative alle parti comuni che danno diritto alla detrazione;
  • comunicazione all’ENEA in relazione agli acquisti effettuati dall’1.1.2018 di elettrodomestici dai quali deriva un risparmio energetico, con la relativa ricevuta di trasmissione.

 

 

 

Documentazione relativa al c.d. “bonus mobili” per le giovani coppie che dà diritto alla de­trazione del 50%

Documentazione relativa alle spese sostenute dall’1.1.2016 al 31.12.2016 per l’acquisto di mobili da parte delle giovani coppie che nel 2015 o 2016 hanno acquistato un’unità immobiliare da adi­bire ad abitazione principale.

In particolare:

  • atto di acquisto dell’immobile da cui rilevare la data in cui è stato effettuato e che in capo all’acquirente sia soddisfatto il requisito anagrafico dell’età;
  • fatture di acquisto, ricevute fiscali o scontrini parlanti con la specificazione della natura, qua­lità e quantità dei beni e servizi acquisiti;
  • documentazione attestante l’effettivo pagamento (ricevute dei bonifici, ricevute di avve­nuta transazione per i pagamenti mediante carte di credito o di debito, documentazione di adde­bito sul conto corrente).

 

La detrazione spetta per le sole spese sostenute nel 2016 e la suddetta documentazione deve essere prodotta per il riconoscimento delle successive rate, se non già in possesso dello Studio.

 

 

 

Documentazione relativa all’acquisto di immobili di classe energetica A e B che danno diritto alla detrazione del 50% dell’IVA

Documentazione relativa alle spese sostenute, dall’1.1.2016 al 31.12.2017, per l’acquisto di unità immobiliari a destinazione residenziale, di classe energetica A o B ai sensi della normativa vigen­te, cedute dalle imprese costruttrici, di ripristino o di ristrutturazione delle stesse.

In particolare:

  • atto di acquisto dell’immobile avvenuto nel 2016 o 2017 (deve potersi evincere che l’immobile è stato acquistato dall’impresa costruttrice, di ripristino o di ristrutturazione, la destinazione d’uso dell’immobile e la classe energetica, il vincolo pertinenziale in caso di acquisto di pertinenze);
  • fatture di acquisto da cui si rilevi l’importo dell’IVA pagata nel 2016 e/o 2017.

 

La documentazione relativa agli acquisti avvenuti nel 2016 o 2017 deve essere prodotta per il ricono­scimento delle successive rate della detrazione, se non già in possesso dello Studio.

 

 

 

Documentazione relativa ai contratti di locazione dell’abitazione principale:

  • eventuale contratto di locazione dell’abitazione principale, stipulato ai sensi della L. 431/98, sia a canone “convenzionale” che “libero”, compresi i contratti di durata transitoria;
  • documentazione riguardante eventuali contributi pubblici ricevuti per il pagamento dei canoni di locazione;
  • eventuale contratto di locazione da parte di lavoratori dipendenti che hanno trasferito la pro­pria residenza (in un Comune distante oltre 100 Km e situato in una Regione diversa) per motivi di lavoro e che per questo trasferimento sono stati costretti a prendere in loca­zione un alloggio.

2 RICHIESTA INFORMAZIONI PER I REDDITI PROFESSIONALI

Di seguito abbiamo predisposto una scheda che riepiloga i dati e le informazioni necessarie al no­stro Studio per la compilazione della dichiarazione REDDITI 2020 relativa ai redditi di lavoro auto­nomo dei professionisti.

 

In Allegato si trasmette copia del modello di richiesta dati ai fini dell’applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale (che hanno sostituito gli studi di set­tore/parametri).

Il modello deve essere allegato alla dichiarazione dei redditi e deve essere inviato telemati­ca­men­te all’Amministrazione finanziaria.

Al fine di facilitare la procedura di invio telematico, si prega di restituire il modello debitamente compilato.

 

Lo Studio è a disposizione per qualsiasi chiarimento.

 

 

 

 

SCHEDA RICHIESTA INFORMAZIONI/DOCUMENTAZIONE
PER I REDDITI PROFESSIONALI

 

 

Nome e cognome cliente ………………………………………………………………………………..

 

  • registri IVA per l’anno 2019;
  • registro “incassi e pagamenti” se in contabilità semplificata (ove tenuto);
  • registro movimentazioni finanziarie se in contabilità ordinaria;
  • registro beni ammortizzabili (ove tenuto);
  • registro delle somme in deposito (ove tenuto);
  • fatture acquisto/vendita cespiti (inclusi immobili) effettuati nel 2019;
  • fatture relative a cessione di clientela o altre attività immateriali (es. marchio);
  • contratti di leasing esistenti; occorre distinguere tra:
  • contratti stipulati prima del 29.4.2012;
  • contratti stipulati tra il 29.4.2012 e il 31.12.2013;
  • contratti stipulati a partire dall’1.1.2014;
  • costo del personale, con separata indicazione di quello eventualmente addetto ad attività di ricerca e sviluppo: retribuzioni erogate nel corso dell’anno, prospetto TFR, ratei maturati, pro­spetto nuove assunzioni, copia delle denunce INPS e INAIL, costi totali sostenuti per gli ap­prendisti, per i disabili e per i contratti di inserimento;
  • costi dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di lavoro a progetto (com­presi i contributi INPS e i premi INAIL), delle prestazioni occasionali (compresi gli eventuali contributi INPS) e delle borse di studio;
  • spese per vitto e alloggio sostenute nel 2019, specificando quelle relative a convegni, congressi e corsi di formazione;
  • certificazioni dei sostituti d’imposta attestanti le ritenute subite nel 2019 (di regola, Certifica­zione Unica 2020);
  • in mancanza delle certificazioni di cui al punto precedente, documentazione, proveniente da banche o altri intermediari finanziari, idonea a comprovare l’importo del compenso netto effetti­vamente percepito (es. ricevute di bonifici accreditati, estratti conto), al netto della ritenuta, così come risultante dalle relative fatture;
  • ammontare delle spese di ammodernamento, ristrutturazione e manutenzione straordina­ria de­gli immobili utilizzati per l’esercizio della professione;
  • versamenti IMU, IMI (solo per la Provincia autonoma di Bolzano), IMIS (solo per la Provincia autonoma di Trento) e TASI effettuati nel 2019;
  • estremi identificativi dei rapporti con gli operatori finanziari mediante i quali sono state effettuate tutte le operazioni attive e passive relative all’esercizio dell’attività professionale;
  • modelli F24 di versamento di tributi e contributi eseguiti dall’1.1.2019 fino al momento di pre­sen­tazione della dichiarazione, con eventuali compensazioni, anche se con saldo zero (se non gestiti dallo Studio); indicare eventuali versamenti in eccesso effettuati per errore e per i quali non sia stata attivata la procedura di rimborso.

3 RICHIESTA INFORMAZIONI PER I TITOLARI DI REDDITO D’IMPRESA

Di seguito abbiamo predisposto una scheda che riepiloga i dati e le informazioni necessarie al no­stro Studio per la compilazione della dichiarazione REDDITI 2020 relativa ai redditi d’impresa per gli imprenditori individuali e le società di persone.

 

In Allegato si trasmette copia del modello di richiesta dati ai fini dell’applicazione degli indici sin­tetici di affidabilità fiscale (che hanno sostituito gli studi di set­tore/parametri).

Il modello deve essere allegato alla dichiarazione dei redditi e deve essere inviato telema­tica­men­te all’Amministrazione finanziaria.

Al fine di facilitare la procedura di invio telematico si prega di restituire il modello debitamente com­pilato.

 

Lo Studio è a disposizione per qualsiasi chiarimento.

 

 

 

 

 

SCHEDA RICHIESTA INFORMAZIONI/DOCUMENTAZIONE PER I TITOLARI
DI REDDITO DI IMPRESA (DITTE INDIVIDUALI E SOCIETÀ DI PERSONE)

 

 

 

Nome e cognome/ragione sociale …………………………………………………………………..

 

  • registri IVA per il 2019 (in alternativa, le fatture emesse e ricevute nel 2019 per i soggetti in regime di vantaggio e forfetario);
  • registri cronologici dei ricavi percepiti e delle spese sostenutese in contabilità semplificata (ove tenuti);
  • registro beni ammortizzabili con allegazione fatture operazioni di acquisto/vendita effettuate nel 2019;
  • per i fabbricati strumentali costruiti su aree precedentemente acquisite, gli atti di acquisto di tali aree;
  • per i fabbricati, diversi da quelli destinati alla vendita, le eventuali perizie redatte ai fini della rivalutazione del costo iscritto in bilancio;
  • versamenti IMU, IMI (solo per la Provincia autonoma di Bolzano), IMIS (solo per la Provincia autonoma di Trento) e TASI effettuati nel 2019;
  • documentazione inerente a viaggi nei quali si sono promossi i prodotti/servizi dell’impresa, a feste ed eventi di intrattenimento organizzati per particolari ricorrenze (anniversari dell’atti­vità aziendale, inaugurazione di sedi, ecc.), alle feste o ricevimenti organizzati in occasione di fiere ed eventi similari, agli omaggi;
  • documentazione relativa a spese alberghiere e di ristorazione;
  • atti di registrazione dei brevetti;
  • fatture di acquisto/vendita di autovetture e di veicoli a motore;
  • atti di costituzione di ipoteca su immobili destinati alla locazione a garanzia di finanziamenti;
  • canoni derivanti dalla locazione di “alloggi sociali”;
  • documentazione relativa a cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti di enti pubblici;
  • documentazione relativa alla capitalizzazione di costi;
  • contratti di leasing esistenti; occorre distinguere tra:
  • contratti stipulati prima del 29.4.2012;
  • contratti stipulati tra il 29.4.2012 e il 31.12.2013;
  • contratti stipulati a partire dall’1.1.2014;
  • documentazione (atti di acquisto, ecc.) dei fabbricati a destinazione abitativa acquistati negli anni 2017, 2018 e 2019 e dei fabbricati iscritti nella categoria catastale A/10; occorre avere separata evidenza degli immobili abitativi situati in Comuni con meno di 1.000 abitanti;
  • costo del personale: retribuzioni erogate nel corso dell’anno, prospetto TFR, ratei maturati, pro­­spetto nuove assunzioni, copia delle denunce INPS e INAIL, costi totali sostenuti per gli ap­pren­disti, per i disabili e per i contratti di inserimento;
  • corrispettivi spettanti alle seguenti categorie di soggetti:
  • società e associazioni sportive dilettantistiche;
  • fondazioni costituite da istituzioni scolastiche;
  • associazioni sportive scolastiche che svolgono attività nei settori giovanili riconosciuta dalle Federazioni sportive nazionali o da enti di promozione sportiva;
  • spese per acquisto di beni/servizi destinati, anche indirettamente, a medici, veterinari o farma­cisti, allo scopo di agevolare, in qualsiasi modo, la diffusione di specialità medicinali o di ogni altro prodotto ad uso farmaceutico;
  • interessi di mora maturati o incassati/pagati nel corso del 2019;
  • crediti d’imposta maturati nel corso del 2019;
  • magazzino: inventario analitico finale al 31.12.2019; criteri di valutazione utilizzati; nel caso di opzione per il regime dei contribuenti minimi, dati relativi al magazzino all’1.1.2019;
  • ogni altro documento di spesa o ricavo inerente l’attività di impresa che risulti in tutto o in parte di competenza del 2019: premi di assicurazione con periodo a cavallo d’anno; fatture ricevute e/o emesse nel 2020 ma riferite a consegne con documento di trasporto datato 2019, ecc.;
  • per le partecipazioni cedute, indicazione della data di acquisizione e di cessione, nonché del­l’attività esercitata dalla società partecipata;
  • per i crediti verso clienti, indicazione separata di quelli di importo non superiore a500,00 euro (5.000,00 euro, in caso di volume d’affari o ricavi superiori a 100.000.000,00 di euro), scaduti da più di 6 mesi al termine del periodo d’imposta e non ancora incassati;
  • istanze avanzate all’Agenzia delle Entrate per la disapplicazione del regime delle società non operative e delle società in perdita sistematica relativamente a precedenti periodi d’imposta, con relativa risposta dell’Agen­zia;
  • certificazioni dei sostituti d’imposta (di regola, Certificazione Unica 2020) attestanti le ritenute subite nel 2019 (es. provvigioni, prestazioni effettuate a favore dei condomìni, prestazioni relative ad interventi di recupero edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici);
  • in mancanza delle certificazioni di cui al punto precedente, documentazione, proveniente da banche o altri intermediari finanziari, idonea a comprovare l’importo del compenso netto ef­fet­tivamente percepito (es. ricevute di bonifici accreditati, estratti conto), al netto della rite­nu­ta, così come risultante dalle relative fatture;
  • copia dei contratti di agenzia, unitamente ai dati delle provvigioni per contratti non ancora ese­guiti;
  • dettaglio dei costi e dei ricavi derivanti da operazioni con società del gruppo non residenti, unita­mente alla eventuale documentazione (se non gestita dallo Studio) atta a dimostrare la congruità dei corrispettivi praticati;
  • dettaglio dei beni concessi in godimento a soci o familiari dell’imprenditore nel corso del 2019, unitamente al corrispettivo eventualmente richiesto al socio o familiare;
  • modelli F24 di versamento di tributi e contributi eseguiti dall’1.1.2019 fino al momento di pre­sentazione della dichiarazione, con eventuali compensazioni, anche se con saldo zero (se non gestiti dallo Studio); indicare eventuali versamenti in eccesso effettuati per errore e per i quali non sia stata attivata la procedura di rimborso;
  • prospetto dei soci esistenti alla fine del 2019, specificando per ciascuno di essi se l’attività nel­l’im­presa ha costituito attività prevalente nel corso dell’anno (o soltanto per alcuni mesi). Spe­cificare inoltre quali soci o associati hanno prestato attività nel 2019 ma non risultano più tali alla chiusura dell’esercizio, nonché eventuali variazioni dei soci intervenute nel 2020;
  • estremi identificativi dei rapporti con gli operatori finanziari mediante i quali sono state effet­tuate tutte le operazioni attive e passive relative all’esercizio dell’attività d’impresa;
  • dati dell’abbonamento speciale RAI per la detenzione di uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione di trasmissioni radio o radio televisive in esercizi pubblici, in locali aperti al pub­blico o impiegati a scopo di lucro diretto o indiretto.

 

Per i soggetti in contabilità ordinaria sono altresì richiesti:

  • bilancio di verifica al 31.12.2019;
  • eventuali scritture di rettifica ed assestamento già predisposte ma non contabilizzate in rela­zione al bilancio al 31.12.2019;
  • libro degli inventari;
  • conti di mastro aggiornati al 31.12.2019.

 

 

Dati utili per il calcolo di agevolazioni:

  • costo d’acquisto di nuovi beni materiali strumentali relativi al periodo 1.4.2019 – 31.12.2019, evi­denziando anche i casi di investimenti effettuati entro il 30.6.2020 per i quali entro il 31.12.2019 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione (ai fini del “super-ammortamento”);
  • canoni di leasing relativi all’acquisizione di nuovi beni materiali strumentali nel periodo 1.4.2019 -12.2019, evidenziando anche i casi di investimenti effettuati entro il 30.6.2020 per i quali entro il 31.12.2019 il relativo contratto di leasing sia stato sottoscritto da entrambe le parti e sia av­venuto il pagamento di un maxicanone in misura almeno pari al 20% della quota capitale complessivamente dovuta al locatore (ai fini del “super-ammortamento”);
  • costo d’acquisto di nuovi beni materiali strumentali “4.0” relativi al periodo 1.1.2019 – 31.12.2019, evidenziando anche i casi di investimenti effettuati nel 2020 per i quali entro il 31.12.2019 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione (ai fini dell’“iper-ammortamento”);
  • canoni di leasing relativi all’acquisizione di nuovi beni materiali strumentali “4.0” nel periodo 1.1.2019 – 31.12.2019, evidenziando anche i casi di investimenti effettuati nel 2020 per i quali entro il 31.12.2019 il relativo contratto di leasing sia stato sottoscritto da entrambe le parti e sia avvenuto il pagamento di un maxi­canone in misura almeno pari al 20% della quota capitale complessivamente dovuta al locatore (ai fini dell’“iper-ammortamento”);
  • costi di acquisto di beni immateriali strumentali relativi al periodo 1.1.2019 – 31.12.2019, evi­denziando anche i casi di investimenti effettuati nel 2020 per i quali entro il 31.12.2019 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione (ai fini della maggiorazione del 40% per i soggetti che bene­fi­ciano dell’“iper-ammortamento”);
  • costo del personale dipendente o in rapporto di collaborazione eventualmente addetto ad atti­vità di ricerca e sviluppo;
  • quote di ammortamento delle spese di acquisizione outilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio relative ad attività di ricerca e sviluppo;
  • documentazione relativa a contratti di ricerca stipulati con università o altre imprese;
  • documentazione relativa all’utilizzo diretto o alla concessione in uso a terzi di beni immate­ria­li agevolabili con il regime di Patent box (es. software coperto da copyright, marchi, brevetti);
  • compensi corrisposti ad avvocati ed arbitri per i procedimenti di negoziazione assistita e arbi­trato;
  • aumenti di capitale sottoscritti in società del gruppo, o finanziamenti concessi ad altre società del gruppo;
  • atti di acquisto di partecipazioni, aziende o rami di azienda da altre società del gruppo;
  • atti di sottoscrizione delle quote della società provenienti da soci non residenti.

 

 

 

Informazioni aggiuntive richieste agli autotrasportatori:

  • numero delle trasferte fuori dal territorio comunale e delle trasferte all’estero effettuate dal di­pen­dente;
  • impianti di telefonia dei veicoli utilizzati per il trasporto di merci;
  • per le imprese in regime di contabilità semplificata o in contabilità ordinaria per opzione:
  • numero dei giorni di effettuazione di trasporti da parte dell’imprenditore o dei soci all’inter­no del Comune e numero dei giorni di effettuazione di trasporti al di fuori di tale ambito (ai fini della deduzione forfetaria giornaliera delle spese non documentate);
  • numero di motoveicoli e autoveicoli aventi massa complessiva a pieno carico non supe­riore a 3.500 kg.

 

 

 

Informazioni aggiuntive per i soggetti in contabilità semplificata a partire dal 2019

Per i soggetti che sono passati dalla contabilità ordinaria (2018) alla contabilità semplificata nel 2019 sono necessarie le seguenti informazioni aggiuntive:

  • ricavi per vendite di beni consegnati nel 2018, con incasso del corrispettivo nel 2019;
  • ricavi per prestazioni di servizi ultimate nel 2018, con incasso del corrispettivo nel 2019;
  • acquisti di beni di consumo con consegna nel 2018 e pagamento del corrispettivo nel 2019;
  • ricavi per vendite di beni consegnati nel 2019, con incasso del corrispettivo nel 2018;
  • ricavi per prestazioni di servizi ultimate nel 2019, con incasso del corrispettivo nel 2018;
  • acquisti di beni di consumo con consegna nel 2019 e pagamento anticipato nel 2018;
  • contratti di affitto di immobili strumentali con pagamento anticipato del canone annuo;
  • contratti per prestazioni di servizi che prevedono il pagamento di acconti.

 

 

 

Informazioni aggiuntive per i soggetti in contabilità semplificata a partire dal 2020

Per i soggetti che sono passati dalla contabilità ordinaria (2019) alla contabilità semplificata nel 2020 sono necessarie le seguenti informazioni aggiuntive:

  • ricavi per vendite di beni consegnati nel 2019, con incasso del corrispettivo nel 2020;
  • ricavi per prestazioni di servizi ultimate nel 2019, con incasso del corrispettivo nel 2020;
  • acquisti di beni di consumo con consegna nel 2019 e pagamento del corrispettivo nel 2020;
  • ricavi per vendite di beni consegnati nel 2020, con incasso del corrispettivo nel 2019;
  • ricavi per prestazioni di servizi ultimate nel 2020, con incasso del corrispettivo nel 2019;
  • acquisti di beni di consumo con consegna nel 2020 e pagamento anticipato nel 2019;
  • contratti di affitto di immobili strumentali con pagamento anticipato del canone annuo;
  • contratti per prestazioni di servizi che prevedono il pagamento di acconti.

 

 

 

Richiesta documentazione
per i modelli REDDITI 2020

 

 

 

 

 

 

 

1 RICHIESTA INFORMAZIONI per il MODELLO REDDITI 2020 PERSONE FISICHE

Di seguito abbiamo predisposto una scheda che riepiloga i dati e le informazioni necessarie al no­stro Studio per la compilazione della dichiarazione dei redditi modello REDDITI 2020, relativa all’an­­no 2019, delle persone fisiche.

Per i soggetti titolari di redditi di lavoro autonomo professionale, gli imprenditori individuali e le so­cie­tà di persone, si vedano anche le schede successive.

 

Lo Studio è a disposizione per qualsiasi chiarimento.

 

 

 

 

MODELLO REDDITI 2020 – PERSONE FISICHE

SCHEDA RICHIESTA INFORMAZIONI E DOCUMENTAZIONE

 

 

Nome e cognome cliente ………………………………………….…………………………………….

 

 

  • variazioni dati anagrafici dichiarante/coniuge/familiari a carico (indicazione dei figli di età infe­riore a 3 anni, degli eventuali figli portatori di handicap, dei mesi in cui il familiare è a carico e della relativa percentuale); eventuale sentenza di separazione o divorzio;
  • documentazione prevista per il riconoscimento delle detrazioni d’imposta per familiari a carico di soggetti extracomunitari resi­den­ti in Italia;
  • documentazione relativa al trasferimento in Italia dall’estero e per la fruizione delle agevo­la­zioni previste per il rientro dei lavoratori e dei pensionati;
  • per i soggetti non residenti in Italia, certificato di iscrizione all’AIRE (se cittadini italiani) e dati relativi alla residenza anagrafica all’estero;
  • documentazione relativa alle variazioni dei redditi dei terreni e dei fabbricati: acquisto, vendi­ta, accatastamento, variazioni catastali, successione, donazione, concessione in locazione/sublo­ca­zione/affitto/comodato/locazione del comodatario, fabbricati destinati ad abitazione princi­pa­le, fabbricati tenuti a disposi­zione, im­mobili vincolati di inte­res­se storico e/o artistico, fabbri­cati distrutti o inagibili a seguito di eventi sismici o altri eventi calamitosi, ecc.; specificare i terreni posseduti o condotti da coltivatori diretti o imprenditori agri­coli professionali;
  • ricevute di pagamento dell’IMU relativa al 2019 e altra documentazione rilevante ai fini dalla de­terminazione dell’imposta dovuta per tale anno o per l’applicazione di cause di esen­zione (se non gestita dallo Studio);
  • ricevute di pagamento dell’IMI o dell’IMIS relativa al 2019, per gli immobili ubicati nelle Pro­vin­ce autonome di Bolzano e Trento (se non gestita dallo Studio);
  • atti di acquisto di immobili, a partire dall’1.1.2019, usufruendo delle agevolazioni prima casa;
  • canoni di locazione relativi al 2019 anche se non percepiti (compresi i locali condominiali);
  • canoni di locazione di immobili ad uso abitativo non percepiti e accertati nell’ambito del pro­ce­di­mento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità;
  • canoni di locazione “convenzionali” relativi ad immobili siti in Comuni ad alta tensione abita­tiva o per i quali è stato deliberato lo stato di emergenza a seguito del verificarsi di eventi ca­lami­tosi;
  • canoni di locazione di immobili ad uso abitativo o commerciale per i quali è stata effettuata l’opzione per la “cedolare secca” o per i quali l’opzione deve essere esercitata in dichiara­zio­ne; l’opzione per la cedolare secca può essere esercitata anche per le unità immobiliari abi­tative locate nei con­fronti delle cooperative edilizie per la locazione o enti senza scopo di lucro, purché sublo­cate a studenti universitari e date a disposizione dei Comuni con rinuncia all’ag­gior­na­mento del ca­none di locazione o assegnazione;
  • corrispettivi ed eventuali ritenute (risultanti dalle Certificazioni Uniche 2020) relativi a contratti di locazione breve, stipulati dall’1.6.2017 da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’im­presa, comprese le sublocazioni e le concessioni in godimento a terzi a titolo oneroso da parte del comodatario; eventuale opzione per la “cedolare secca” da esercitare in dichiarazione;
  • canoni di locazione di fabbricati siti in zone rurali, non abitabili al 7.5.2004 e successiva­mente ristrutturati (per gli imprenditori agricoli);
  • indicare se alcuni terreni sono stati concessi in affitto nel 2019 a giovani che non abbiano su­perato i 40 anni e che posseggano la qualifica di coltivatore diretto o di imprenditore agri­colo professionale;
  • spese sostenute per canoni di affitto dei terreni agricoli, con indicazione degli ettari presi in affitto (per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali di età inferiore ai 35 anni);
  • dati relativi all’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e detenuta in locazione (per la quale spetta una detrazione IRPEF);
  • dati relativi al credito d’imposta spettante per la riparazione, la ricostruzione o il riacquisto de­gli immobili danneggiati o distrutti dal terremoto in Abruzzo del 2009;
  • dati relativi agli immobili concessi in locazione o comodato a nuclei familiari le cui abita­zioni principali siano state distrutte o dichiarate inagibili in conseguenza del terremoto in Abruzzo del 2009;
  • estremi di registrazione (o codice identificativo) dei contratti di locazione, per gli immobili si­tuati nella Regione Abruzzo e concessi in locazione a soggetti residenti nei Comuni colpiti dal terre-moto del 2009, le cui abitazioni siano state distrutte o dichiarate inagibili;
  • certificazioni dei redditi di pensione, da lavoro dipendente o assimilati (Certificazione Unica 2020 o Certificazione Unica 2019 in caso di cessazione del rapporto);
  • certificazioni dei redditi di lavoro dipendente o assimilati percepiti da soggetti non sostituti d’im­­­posta;
  • stipendi, pensioni e redditi assimilati prodotti all’estero, percepiti da soggetti residenti, ed even­­tuali imposte pagate all’estero; specificare se si tratta di lavoratori dipendenti “fron­talieri”;
  • redditi prodotti in euro dai residenti a Campione d’Italia;
  • assegni periodici percepiti quale coniuge separato o divorziato, con specificazione della quo­ta per il mantenimento dei figli;
  • altri assegni periodici (testamentari/alimentari);
  • borse di studio;
  • indennità percepite per cariche pubbliche elettive;
  • certificazioni dei redditi e delle ritenute relativi a rapporti di lavoro autonomo (diritti d’autore o d’inventore, associazione in partecipazione, collaborazioni con società e associazioni spor­tive dilettantistiche, ecc.) e di lavoro occasionale;
  • compensi derivanti dall’attività di lezioni private e ripetizioni percepiti da docenti titolari di cattedre nelle scuole di ogni ordine e grado;
  • prospetto del reddito di partecipazione in società di persone o associazioni assimilate, srl che hanno optato per la trasparenza fiscale, imprese familiari e aziende coniugali (se non ge­stito dallo Studio);
  • oneri deducibili o detraibili ai fini IRPEF sostenuti da società semplici o soggetti assimilati;
  • certificati dei sostituti d’imposta per i dividendi e le remunerazioni percepite in qualità di as­so­ciato in partecipazione nel corso del 2019 (se relativi ad utili non assoggettati a rite­nuta a ti­to­lo d’imposta o ad imposta sostitutiva);
  • altri redditi di capitale non assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta o ad imposta sostitu­tiva;
  • risarcimenti, anche assicurativi, per perdite di reddito;
  • redditi percepiti mediante procedure di pignoramento presso terzi ed eventuali ritenute subi­te;
  • erogazioni liberali in denaro, effettuate nel 2019, per interventi che danno diritto ad un credito d’im­posta (c.d. “Art-bonus”), vale a dire:
  • manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici;
  • sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica, delle fonda­zioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione, delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione;
  • realizzazione di nuove strutture, restauro e potenziamento di quelle esistenti di enti o isti­tu­zio­ni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusi­va­mente attività nello spetta­colo;
  • erogazioni liberali in denaro, effettuate da ultimo nel 2018, a favore di istituti scolastici che dan­no diritto ad un credito d’imposta (c.d. “School bonus”, da utilizzare in tre quote annuali di pari importo), vale a dire quelle destinate:
  • alla realizzazione di nuove strutture scolastiche;
  • alla manutenzione e al potenziamento di quelle esistenti;
  • al sostegno di interventi che migliorino l’occupabilità degli studenti;
  • erogazioni liberali in denaro, effettuate nel 2019, con riferimento agli interventi di restauro e ristrutturazione di impianti sportivi pubblici, ancorché destinati ai soggetti concessionari (c.d. “Sport bonus”);
  • erogazioni liberali in denaro, effettuate nel 2019, per interventi di bonifica ambientale su edifici e terreni pubblici;
  • credito d’imposta spettante per il 2019 relativo alle mediazioni per la conciliazione di con­tro­versie civili e commerciali;
  • credito d’imposta spettante per il 2019 in relazione ai compensi corrisposti agli avvocati abi­litati nel procedimento di negoziazione assistita concluso con successo, oppure agli arbitri in caso di conclusione dell’arbitrato con lodo;
  • credito d’imposta spettante per il 2019 a seguito del reintegro delle somme anticipate dai fon­­­di pensione;
  • scelta per la destinazione dell’8 per mille dell’IRPEF a confessioni religiose riconosciute (o al­lo Stato per finalità sociali o umanitarie);
  • scelta per la destinazione del 5 per mille dell’IRPEF al sostegno degli enti no profit (ONLUS, as­sociazioni di volontariato e di promozione sociale, associazioni e fondazioni riconosciute che operano in determinati settori, associazioni sportive dilettantistiche in possesso di deter­mi­nati requisiti), oppure al finanziamento della ricerca scientifica o sanitaria, o al finanzia­mento delle at­ti­vità di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, oppure al so­stegno degli enti gestori delle aree protette, con eventuale indicazione dello specifico sog­getto bene­fi­ciario sulla base degli elenchi resi disponibili sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, oppure al Comune di residenza fiscale;
  • scelta per la destinazione del 2 per mille dell’IRPEF ad un partito politico iscritto nell’appo­sito Registro nazionale;
  • dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2018 (modello 730/2019 o REDDITI PF 2019) o ultima dichiarazione presentata (se non gestita dallo Studio);
  • dichiarazioni integrative di anni pregressi presentate nel 2019 (se non gestite dallo Studio);
  • modelli F24 di versamento di tributi e contributi eseguiti dall’1.1.2019 fino al momento di pre­sentazione della dichiarazione, con eventuali compensazioni, anche se a saldo zero (se non gestiti dallo Studio); indicare eventuali versamenti in eccesso effettuati per errore e per i quali non sia stata attivata la procedura di rimborso;
  • imposte e oneri rimborsati.

 

 

Documentazione riferita a:

  • lottizzazione od opere su terreni da rendere edificabili;
  • cessioni di beni immobili effettuate nel 2019, entro 5 anni dall’acquisto, esclusi quelli per­venuti per successione (indicare il periodo in cui gli immobili sono stati adibiti ad abita­zione prin­ci­pa­le), salvo che sia già stata applicata l’imposta sostitutiva sulle plusvalenze ad opera del notaio;
  • cessioni di terreni edificabili effettuate nel 2019;
  • perizie e versamenti dell’imposta sostitutiva per l’affrancamento dei terreni posseduti all’1.1.2019 e/o in date anteriori;
  • indennità di esproprio e altre somme percepite nell’ambito del procedimento espropriativo;
  • vincite a lotterie, concorsi a premio, scommesse;
  • immobili situati all’estero: reddito; costo di acquisto o valore di mercato; valore utilizzato nello Stato estero per il pagamento di imposte sul patrimonio o sui trasferimenti; eventuali imposte patrimoniali o reddituali versate nello Stato estero;
  • imposta patrimoniale sugli immobili posseduti all’estero (IVIE) versata in acconto nel 2019;
  • redditi derivanti dalla cessione, affitto o usufrutto di aziende;
  • redditi derivanti dall’utilizzazione da parte di terzi di beni mobili o immobili;
  • differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo per la concessione in godimento di beni dell’impresa a soci o familiari dell’imprenditore;
  • redditi di natura fondiaria non determinabili catastalmente e affitti di terreni per usi non agri­coli;
  • redditi derivanti da attività commerciali occasionali e ritenute subite (per prestazioni a favore di condomìni);
  • proventi derivanti da attività di noleggio occasionale di navi e imbarcazioni da diporto;
  • plusvalenze da cessioni di partecipazioni (azioni/quote) e altri redditi diversi di natura finan­zia­ria per i quali il corrispettivo sia stato incassato, in tutto o in parte, nel 2019 (se non si è optato per il regime del “risparmio amministrato” o del “risparmio gestito”);
  • perizie e versamenti dell’imposta sostitutiva per l’affrancamento delle partecipazioni non quo­tate possedute all’1.1.2019 e/o in date anteriori, ovvero perizie e versamenti dell’imposta sosti­tu­tiva per l’affrancamento delle partecipazioni “non qualificate” (quotate e non quotate) posse­dute al 31.12.2011 e/o al 30.6.2014;
  • plusvalenze derivanti dalla cessione di quote di partecipazione in fondi immobiliari;
  • certificazioni degli intermediari (es. banche e SIM) attestanti le minusvalenze o le perdite residue a seguito della chiusura di rapporti in regime di “risparmio amministrato” o di “rispar­­mio gestito”;
  • redditi assoggettati a tassazione separata (plusvalenze, indennità, ecc.) soggetti all’ac­conto d’im­posta del 20%;
  • consistenza degli investimenti esteri produttivi di reddito imponibile in Italia e delle attività estere di natura finanziaria detenuti nel corso del 2019; per questi beni è necessario acquisi­re il valore all’inizio del periodo d’imposta e quello al termine del periodo d’imposta o del pe­riodo di deten­zione. Si ricorda che sono considerati produttivi di reddito per presun­zione tutte le attività finan­ziarie e tutti gli immobili detenuti all’estero (anche se tenuti a disposizione), i diritti reali e le multiproprietà relativi a immobili esteri, gli yacht, le opere d’arte e i gioielli;
  • attività finanziarie detenute all’estero: costo di acquisto; valore nominale o di rimborso; valore di mercato; eventuali imposte patrimoniali o reddituali versate nello Stato estero;
  • documentazione relativa ai dossier titoli custoditi o amministrati da intermediari non residenti e re­lativa movimentazione;
  • imposta patrimoniale sulle attività finanziarie detenute all’estero (IVAFE) versata in ac­conto nel 2019;
  • conti correnti e libretti di risparmio detenuti all’estero. Per i conti correnti detenuti in Paesi con­siderati a fiscalità privilegiata, occorre individuare il valore massimo raggiunto dal conto nel corso del 2019. Inoltre, con riferimento ai conti correnti esteri si osserva che:
  • essi scontano l’IVAFE se il loro valore medio di giacenza annuo supera i 5.000,00 euro;
  • devono essere indicati nel quadro RW se nel corso del 2019 hanno raggiunto un valo­re massimo complessivo superiore a 15.000,00 euro;
  • controvalore in euro della valuta virtuale posseduta all’1.1.2019 ed al 31.12.2019;
  • interessi di fonte estera, percepiti senza il tramite di intermediari finanziari residenti;
  • proventi su depositi a garanzia di finanziamenti a imprese residenti soggetti al prelie­vo del 20%, effettuati fuori dal territorio dello Stato, maturati fino al 31.12.2011 e percepiti nel 2019 senza il tramite di intermediari finanziari residenti.

 

 

Documentazione relativa agli oneri che danno diritto alla deduzione dal reddito complessi­vo:

  • contributi previdenziali e assistenziali obbligatori (es. contributi INPS artigiani e commer­­cian­ti, con­tributo INPS per i professionisti senza Cassa, contributo INPS trattenuto sulle prov­vi­gio­­ni dei venditori a domicilio, sui compensi dei lavoratori autonomi occasionali e degli as­so­cia­ti in par­tecipazione che apportano esclusivamente lavoro, contributi alle Casse pro­fes­­sio­na­li, pre­mi INAIL per le casalin­ghe); si ricorda che non è più deducibile il contributo al Ser­vi­zio sani­ta­rio na­zionale (c.d. “tassa salute”) pagato con l’assicurazione per la responsabilità ci­vile deri­van­te dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti;
  • contributi INPS e premi INAIL a carico dei collaboratori coordinati e continuativi e dei lavo­ra­tori a progetto (se non sono già stati dedotti in sede di effettuazione delle ritenute);
  • contributi previdenziali non obbligatori (es. per prosecuzione volontaria, ricongiunzione, ri­scat­ti, ecc.), contributo INPS per iscrizione facoltativa;
  • contributi per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare (es. colf, baby sitter e “badanti”), anche relativi a prestazioni occasionali o rimborsati all’agenzia interinale;
  • contributi per la previdenza complementare (fondi pensione e polizze assicurative pre­viden­ziali), anche se sostenuti per i familiari a carico, per la parte che non trova capienza nel red­dito complessivo di questi ultimi;
  • per i lavoratori di prima occupazione avvenuta nel 2014, contributi per la previdenza com­ple­men­­­tare versati negli anni 2014-2018, al fine di determinare l’eventuale maggiore plafond di deducibilità applicabile dal periodo d’imposta 2019;
  • spese mediche generiche e di assistenza specifica sostenute da portatori di handicap;
  • spese per l’acquisto di medicinali sostenute da portatori di handicap: fatture o scontrini fiscali con­tenenti la specificazione della natura, qualità (numero di autorizzazione all’immis­sione in com­­mercio rilasciata dall’Agenzia italiana del farmaco) e quantità dei beni e l’indi­ca­zione del codice fiscale del destinatario; fatture o scontrini fiscali relativi a prepara­zioni galeniche; docu­mentazione rilasciata dalla farmacia estera;
  • spese per prestazioni rese in caso di ricovero presso istituti di assistenza;
  • contributi versati ai fondi sanitari integrativi;
  • erogazioni liberali a favore della Chiesa cattolica e delle altre confessioni religiose ricono­sciu­te;
  • assegni periodici corrisposti al coniuge separato o divorziato (indicando il relativo codice fiscale), con specificazione della quota per il mantenimento dei figli;
  • assegni periodici relativi a rendite vitalizie in forza di donazione o testamento e assegni ali­mentari stabiliti dall’autorità giudiziaria;
  • somme investite nel capitale sociale di start up innovative da parte di srl partecipate che han­no optato per la trasparenza fiscale;
  • spese sostenute (compresi gli interessi passivi su mutui) per l’acquisto o la costruzione di im­mobili abitativi da destinare, entro 6 mesi dall’acquisto o dal termine dei lavori di co­stru­zione, alla locazione per una durata complessiva non inferiore a 8 anni (sono agevolatigli acquisti ef­fettuati dall’1.1.2014 al 31.12.2017);
  • erogazioni liberali ad organizzazioni non governative (ONG) che operano nel campo della coopera­zio­ne con i Paesi in via di sviluppo;
  • erogazioni liberali, in denaro o in natura, a favore di ONLUS, associazioni di promozione sociale (APS) e organizzazioni di volontariato (OdV);
  • erogazioni liberali a favore di fondazioni e as­so­cia­­zioni riconosciute che operano nell’ambito dei beni culturali o della ricerca scientifica, di uni­versità ed altri enti di ricerca, degli enti parco regionali e nazionali;
  • somme restituite nel 2019 al soggetto erogatore, se sono state assoggettate a tassazione in an­ni precedenti;
  • somme che non avrebbero dovuto concorrere a formare i redditi di lavoro dipendente ed assi­milati e che invece sono state tassate;
  • canoni, livelli, censi, altri oneri gravanti sui redditi di immobili;
  • contributi a consorzi obbligatori;
  • indennità per perdita di avviamento corrisposta al conduttore di immobili non abitativi;
  • spese sostenute dai genitori adottivi di minori stranieri per l’espletamento della relativa pro­cedura di adozione internazionale;
  • erogazioni liberali in denaro per il pagamento degli oneri difensivi dei soggetti ammessi al pa­trocinio a spese dello Stato;
  • erogazioni liberali, donazioni e altri atti a titolo gratuito effettuati nei confronti di trust, ovvero dei fondi speciali, istituiti a favore delle persone con disabilità grave.

 

 

 

Documentazione relativa agli oneri che danno diritto alla detrazione d’imposta del 19%:

  • spese mediche (generiche e specialistiche) e di assistenza specifica sostenute nel 2019 sia nel proprio interesse che per i familiari fiscalmente a carico (ad es. prestazioni chirur­giche, per ana­­lisi, per prestazioni specialistiche, per l’acquisto/affitto di protesi sanitarie, per assistenza in­fermieristica e riabilitativa, per prestazioni chiropratiche);
  • spese per l’acquisto di medicinali: fatture o scontrini fiscali contenenti la specificazione della na­tura, qualità (numero di autorizzazione all’immissione in commercio rilasciata dall’Agenzia ita­­lia­na del farmaco) e quantità dei beni e l’indicazione del codice fiscale del destinatario; fat­ture o scontrini fiscali relativi a preparazioni galeniche; documentazione rilasciata dalla far­ma­cia estera;
  • spese per l’acquisto di dispositivi medici: fatture o scontrini fiscali contenenti il codice fisca­le del destinatario e la descrizione del dispositivo medico, che deve essere contrassegnato dalla marcatura CE;
  • spese sostenute in favore di soggetti con diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento (DSA), per l’acquisto di strumenti compensativi e di sussidi tecnici e informatici;
  • spese sanitarie sostenute nell’interesse dei familiari non fiscalmente a carico, affetti da patologie che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria pubblica (“ticket”);
  • spese mediche chirurgiche e specialistiche sostenute da portatori di handicap;
  • documentazione relativa a rimborsi delle spese sanitarie;
  • spese per i mezzi necessari per l’accompagnamento, la deambulazione, la locomozione e il sollevamento, compresi i veicoli adattati, relativi a soggetti portatori di handicap;
  • spese per l’acquisto di sussidi tecnici e informatici per soggetti portatori di handicap e di ca­ni-guida per soggetti non vedenti;
  • spese di interpretariato per soggetti sordi;
  • spese veterinarie;
  • interessi passivi e altri oneri pagati su prestiti o mutui agrari;
  • interessi passivi ed altri oneri pagati in relazione ai mutui ipotecari per l’acquisto, la costru­zione o la ristrutturazione di unità immobiliari da adibire ad abitazione principale, compresa la re­lativa documentazione (contratto di mutuo, contratto di acquisto, spese notarili, spese di istrut­toria bancaria, ecc.);
  • interessi passivi ed altri oneri pagati in relazione a mutui (anche non ipotecari) contratti nel 1997 per interventi di manutenzione, restauro e ristrutturazione di edifici;
  • interessi passivi su mutui stipulati prima del 1993 per l’acquisto di immobili diversi dall’abi­ta­zione principale;
  • canoni e relativi oneri accessori, oltre al costo di riscatto, derivanti da contratti di locazione fi­nanziaria stipulati per acquistare un immobile da destinare ad abitazione principale;
  • contributi pubblici ricevuti per il pagamento degli interessi passivi relativi ai mutui immo­biliari ed eventuali revoche;
  • spese per la manutenzione, protezione o restauro di beni culturali o ambientali vincolati;
  • provvigioni pagate nel 2019 ad intermediari immobiliari per l’acquisto dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale, anche a seguito di contratto preliminare registrato;
  • premi versati nel 2019 per polizze vita o infortuni, derivanti da contratti stipulati o rinnovati sino al 31.12.2000;
  • premi versati nel 2019 per assicurazioni sul rischio morte, invalidità permanente non infe­riore al 5% o non autosufficienza nel compimento degli atti quotidiani, derivanti da contratti stipulati o rinnovati dall’1.1.2001;
  • premi versati nel 2019 per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi relati­va­mente a unità immobiliari ad uso abitativo, in relazione a polizze stipulate dall’1.1.2018;
  • spese sostenute nel 2019 per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale;
  • spese sostenute nel 2019 per la frequenza di asili nido da parte di figli fino a 3 anni di età;
  • spese sostenute nel 2019 per la frequenza delle scuole dell’infanzia, delle scuole primarie, del­le scuole secondarie di primo grado e delle scuole secondarie di secondo grado, pubbliche o private;
  • spese sostenute nel 2019 per la frequenza, presso università statali o non statali, anche este­re, di corsi di istruzione universitaria, di master, di corsi di perfezionamento o di specializ­za­zione universitaria, di dottorati di ricerca;
  • spese sostenute nel 2019 per la frequenza di Conservatori musicali e di Scuole di specializ­zazione per l’abilitazione all’insegnamento;
  • spese sostenute nel 2019 per i canoni di locazione, i contratti di ospitalità o gli atti di asse­gnazione relativi a studenti universitari “fuori sede”, anche in relazione ad Università all’estero;
  • spese per l’istruzione in relazione alle quali è stata riconosciuta una borsa di studio dalle Regioni o dalle Province autonome di Trento e Bolzano;
  • spese per il riscatto della laurea di familiari a carico che non hanno ancora iniziato a lavorare;
  • spese sostenute nel 2019 per la pratica sportiva dilettantistica dei ragazzi di età compre­sa tra 5 e 18 anni;
  • spese per gli addetti all’assistenza di persone non autosufficienti (c.d. “badanti”), anche se so­stenute per familiari a carico;
  • spese per prestazioni rese da case di cura e di riposo;
  • spese funebri sostenute nel 2019, anche per per­­­­­sone defunte non legate da vincoli di co­niu­gio, parentela o affinità;
  • contributi associativi alle società di mutuo soccorso;
  • erogazioni liberali a favore di istituti scolastici, istituti di alta formazione e università;
  • erogazioni liberali a favore di attività culturali e artistiche;
  • erogazioni liberali a favore di società e associazioni sportive dilettantistiche;
  • erogazioni liberali a favore di popolazioni colpite da calamità o da altri eventi straordinari, av­venuti anche all’estero;
  • erogazioni liberali a favore di enti operanti nello spettacolo e di fondazioni operanti nel setto­re musicale;
  • erogazioni liberali a favore della società di cultura “La Biennale di Venezia”;
  • erogazioni liberali a favore dell’ospedale “Galliera” di Genova per l’attività del registro nazio­nale dei donatori di midollo osseo;
  • erogazioni liberali al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato.

 

 

 

Documentazione relativa agli oneri che danno diritto alla detrazione d’imposta del 26%:

  • erogazioni liberali in denaro a favore di ONLUS e di soggetti che gestisco­no iniziative umani-tarie;
  • erogazioni liberali in denaro a favore di partiti e mo­vimenti politici.

 

Documentazione relativa agli oneri che danno diritto alla detrazione d’imposta del 30%:

  • somme investite nel capitale sociale di start up innovative, direttamente o tramite orga­nismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) o altre società di capitali che investa­no prevalen­temente in start up innovative; la detrazione spetta anche ai soci di snc e sas, pro quota, in relazione agli investimenti fatti dalla società;
  • investimenti in piccole e medie imprese (PMI) innovative;
  • erogazioni liberali, in denaro o in natura, a favore di ONLUS e associazioni di promozione sociale (APS).

 

 

 

Documentazione relativa agli oneri che danno diritto alla detrazione d’imposta del 35%:

  • erogazioni liberali, in denaro o in natura, a favore di organizzazioni di volontariato (OdV).

 

 

 

Documentazione relativa agli oneri per la “pace contributiva” che danno diritto alla de­tra­zione d’imposta del 50%

Oneri sostenuti nel 2019 per fruire del riscatto dei periodi non coperti da contribuzione da parte di coloro che al 31.12.95 non avevano anzianità contributiva (c.d. “pace contributiva” di cui all’art. 20 del DL 28.1.2019 n. 4).

La detrazione spetta anche ai superstiti dell’assicurato o ai suoi parenti ed affini entro il secondo grado che hanno presentato domanda e sostenuto l’onere per conto dell’assicurato stesso.

La detrazione spetta sull’ammontare effettivamente versato nel corso del 2019 ed è ripartita in 5 rate annuali di pari importo.

Non può essere detratta la spesa sostenuta nel 2019 che è stata fruita in sostituzione delle re­tri­buzioni premiali e indicata nella Certificazione Unica 2020.

 

 

 

Documentazione relativa alle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici che danno diritto alla detrazione del 50%

Spese sostenute dall’1.3.2019 al 31.12.2019 per l’acquisto e la posa in opera delle infrastrutture di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica (c.d. “wall box”) dei privati, compresi i costi iniziali per la richiesta di potenza addizionale fino ad un massimo di 7 kW.

 

 

 

Documentazione relativa alle spese per lavori edilizi che danno diritto alla detrazione del
36-50%:

  • copia del modello “Comunicazione di inizio lavori” inviato al Centro operativo di Pescara (fino al periodo d’imposta 2010) ed eventuale comunicazione all’Azienda sanitaria locale;
  • codice fiscale dell’altro soggetto (es. comproprietario, condominio o cooperativa) che ha pre­sentato la comunicazione al Centro operativo di Pescara anche per conto del dichiarante (fino al periodo d’imposta 2010);
  • per gli interventi iniziati dal 2011, codice fiscale del condominio, della società di persone o di altri enti di cui all’art. 5 del TUIR (in assenza del codice fiscale del condominio minimo docu­mentazione ordinariamente richiesta per comprovare il diritto all’agevolazione, una autocer­tifi­cazione che attesti la natura dei lavori effettuati e indichi i dati catastali delle unità immobiliari facenti parte del condominio);
  • dati catastali degli immobili oggetto di intervento, per i lavori iniziati dal 2011 (a seguito della soppressione della comunica­zio­ne al Centro operativo di Pescara); nel caso in cui i lavori sia­no effettuati dal detentore (es. conduttore), anziché dal possessore, estremi di registra­zione del­l’atto che costituisce il titolo per la detenzione (es. contratto di locazione);
  • documentazione relativa agli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino di immobili dan­neg­giati a seguito di eventi calamitosi, qualora sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • ricevute di effettuazione dei pagamenti tramite bonifico bancario o postale;
  • ricevute di pagamento delle spese relative ad oneri di urbanizzazione, TOSAP, imposta di bollo e diritti per concessioni, autorizzazioni e denunce inizio lavori, in relazione ai lavori edilizi agevolabili, an­che se non effettuate con bonifico bancario o postale;
  • fatture rilasciate dal soggetto che ha eseguito i lavori;
  • certificazione dell’amministratore di condominio della quota delle spese sulle parti comuni che danno diritto alla detrazione;
  • attestazione del venditore delle spese sostenute per la realizzazione di box o posti auto perti­nen­ziali, acquistati nel 2019 anche mediante contratto preliminare di compravendita registrato oppure tramite atto di assegnazione delle cooperative edilizie;
  • eventuali atti di assenso (licenze, concessioni e autorizzazioni edilizie, ecc.) relativi a lavori av­viati nel 2019 (al fine di verificare se si tratta di mera continuazione di interventi pregressi);
  • documentazione relativa agli interventi effettuati e alle detrazioni usufruite dal venditore, dal do­nante o dal defunto, in caso di vendita, donazione o successione, qualora il diritto alla de­trazio­ne si trasferisca all’acquirente, donatario o erede;
  • comunicazione all’ENEA in relazione agli interventi ultimati dall’1.1.2018 dai quali deriva un ri­sparmio energetico, con la relativa ricevuta di trasmissione.

 

 

 

Documentazione relativa all’acquisto di unità immobiliari in fabbricati interamente ristrutturati da imprese che danno diritto alla detrazione del 36-50%:

  • atto di acquisto, assegnazione o preliminare di vendita registrato dell’unità immobiliare dal qua­­le si evinca la data di inizio e fine lavori nonché il numero dei contitolari, situata in un fab­bricato interamente ri­strut­turato da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare o da coope­ra­tive edili­zie, ovvero documentazione di acconti già versati;
  • in alternativa, dichiarazione dell’impresa di costruzione o dalla cooperativa edilizia che attesti le sopracitate condizioni;
  • codice fiscale dell’impresa o della cooperativa che ha effettuato i lavori.

 

 

 

Documentazione relativa agli interventi antisismici che danno diritto alla detrazione del 65%

Documentazione relativa alle spese sostenute dal 4.8.2013 al 31.12.2016 per interventi relativi all’a­do­zione di misure antisismiche:

  • le cui procedure autorizzatorie sono state attivate dal 4.8.2013;
  • su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 o 2);
  • riguardanti costruzioni adibite ad abitazione principale o ad attività produttive (agricole, pro­fes­sio­­nali, produttive di beni e servizi, commerciali o non commerciali).

 

 

 

Documentazione relativa agli interventi antisismici che danno diritto alla detrazione dal 50% all’85%

Documentazione relativa alle spese sostenute nel 2017 e/o 2018 e/o 2019 per interventi relativi all’a­do­zione di misure antisismiche:

  • le cui procedure autorizzatorie sono state attivate dall’1.1.2017;
  • su edifici ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 o 3;
  • riguardanti costruzioni adibite ad abitazione o ad attività produttive (agricole, professionali, pro­duttive di beni e servizi, commerciali o non commerciali);
  • comunicazione all’ENEA in relazione agli interventi ultimati dall’1.1.2018 dai quali deriva un risparmio energetico, con la relativa ricevuta di trasmissione.

 

 

 

Documentazione relativa agli acquisti di unità immobiliari in edifici antisismici che danno diritto alla detrazione del 75% o 85% (c.d. “sismabonus acquisti”)

Documentazione relativa alle spese sostenute nel 2017 e/o 2018 e/o 2019 per l’acquisto di unità immobiliari:

  • nei Comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3 ai sensi dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri4.2006 n. 3519;
  • oggetto di interventi relativi all’a­dozione di misure antisismiche realizzati da parte di imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare, mediante demolizione e ricostruzione di interi edi­fici, allo scopo di ridurne il rischio sismico, anche con variazione volumetrica rispetto all’edi­fi­cio preesistente, ove le norme urbanistiche vigenti consentano tale aumento, le quali prov­ve­dano, entro 18 mesi dalla data di conclusione dei lavori, alla successiva alienazione dell’im­mo­­bile;
  • comunicazione all’ENEA in relazione agli interventi ultimati dall’1.1.2018 dai quali deriva un risparmio energetico, con la relativa ricevuta di trasmissione.

 

 

 

Documentazione relativa agli interventi antisismici combinati con quelli di riqualificazione energetica, sulle parti comuni condominiali, che danno diritto alla detrazione dell’80% o dell’85%

Documentazione relativa alle spese sostenute nel 2018 e/o 2019 per gli interventi su parti comuni di edifici condominiali:

  • ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3;
  • finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica.

 

 

 

Documentazione relativa agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti che danno diritto alla detrazione dal 50% al 75%:

  • fatture o ricevute fiscali comprovanti le spese effettivamente sostenute (ovvero altra idonea documentazione rilasciata da soggetti non tenuti all’osservanza della normativa IVA);
  • ricevute di effettuazione dei pagamenti tramite bonifico bancario o postale;
  • altra documentazione attestante i pagamenti effettuati (solo per soggetti titolari di redditi d’im­presa);
  • copia della delibera assembleare e della tabella millesimale di ripartizione delle spese, per gli interventi effettuati sulle parti comuni del condominio;
  • dichiarazione di consenso del possessore dell’immobile all’esecuzione dei lavori effet­tuati dal detentore;
  • asseverazione del tecnico abilitato (ovvero asseverazione del direttore dei lavori o cer­ti­fica­zione dei produttori di beni con deter­minate caratteristiche energetiche);
  • attestato di certificazione energetica o di qualificazione energetica, rilasciato da un tecnico abili-tato (ove necessario in relazione ai lavori eseguiti);
  • copia della scheda informativa relativa agli interventi realizzati, inviata all’ENEA, con la relativa ricevuta di trasmissione;
  • attestazione della mancata conclusione dei lavori nel 2019;
  • documentazione relativa ad even­tuali incentivi riconosciuti, per i medesimi interventi, dall’Unione europea, dalle Regioni o dagli enti locali;
  • documentazione relativa agli interventi effettuati e alle detrazioni usufruite dal venditore, dal donante o dal defunto, in caso di vendita, donazione o successione, qualora il diritto alla detra­zione si trasferisca all’acquirente, donatario o erede.

 

La detrazione è riconosciuta anche per le spese sostenute:

  • dall’1.1.2015 per l’acquisto e la posa in opera di im­pianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili e di schermature solari;
  • dall’1.1.2016 per l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento e/o produzione di acqua calda e/o climatiz­zazione delle unità abitative, che garantiscono un funzionamento efficiente degli impianti;
  • dall’1.1.2018 per l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti.

Documentazione relativa al c.d. “bonus verde” che dà diritto alla detrazione del 36%

Documentazione relativa alle spese sostenute nel 2018 e/o 2019 per:

  • la “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
  • la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

 

La detrazione spetta anche in relazione agli interventi sulle parti comuni condominiali e per le spese di progettazione e manutenzione connesse ai suddetti interventi.

 

In particolare:

  • fatture di acquisto o ricevute fiscali, con la specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e servizi acqui­siti;
  • documentazione attestante l’effettivo pagamento (ricevute dei bonifici, ricevute di avvenuta transazione per i pagamenti mediante carte di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente, assegni bancari o postali);
  • eventuali abilitazioni amministrative o comunicazioni richieste dalla vigente legislazione edi­li­zia in relazione alla tipologia di lavori;
  • dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, qualora si tratti di lavori per i quali non sono ne­ces­sarie comunicazioni o titoli abilitativi;
  • certificazione dell’amministratore di condominio della quota delle spese relative alle parti comuni che danno diritto alla detrazione.

 

 

 

Documentazione relativa al c.d. “bonus mobili” che dà diritto alla detrazione del 50%

Documentazione relativa alle spese sostenute dal 6.6.2013 al 31.12.2019:

  • per l’acquisto di mobili, grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla “A+” (ov­vero classe “A” per i forni) in relazione alle apparecchiature per le quali è obbligatoria l’eti­chet­ta energetica, oppure grandi elettrodomestici per i quali non sia ancora previsto l’obbligo di eti­chetta energetica, comprese le spese di trasporto e di montaggio;
  • finalizzati all’arredo di unità immobiliari residenziali:
  • oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento conservativo o ma­nu­tenzione straordinaria;
  • oggetto di ricostruzione o ripristino a seguito di eventi calamitosi, sempreché sia stato di­chiarato lo stato di emergenza.

 

 

La detrazione spetta anche in relazione ai mobili e agli elettrodomestici destinati alle parti comuni condominiali:

  • di un edificio residenziale (es. guardiole, appartamento del portiere, sala adibita a riunioni con­­dominiali, lavatoi, ecc.);
  • oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento conservativo, ma­nu­­ten­zione straordinaria od ordinaria.

 

In particolare:

  • fatture di acquisto, con la specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e servizi acqui­siti;
  • documentazione attestante l’effettivo pagamento (ricevute dei bonifici, ricevute di avvenuta transazione per i pagamenti mediante carte di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente);
  • eventuali abilitazioni amministrative o comunicazioni richieste dalla vigente legislazione edili­zia in relazione alla tipologia di lavori;
  • comunicazione preventiva indicante la data di inizio dei lavori all’Azienda sanitaria locale (ASL), qualora obbligatoria;
  • dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, qualora si tratti di lavori per i quali non sono neces­sarie comunicazioni o titoli abilitativi;
  • certificazione dell’amministratore di condominio della quota delle spese relative alle parti comuni che danno diritto alla detrazione;
  • comunicazione all’ENEA in relazione agli acquisti effettuati dall’1.1.2018 di elettrodomestici dai quali deriva un risparmio energetico, con la relativa ricevuta di trasmissione.

 

 

 

Documentazione relativa al c.d. “bonus mobili” per le giovani coppie che dà diritto alla de­trazione del 50%

Documentazione relativa alle spese sostenute dall’1.1.2016 al 31.12.2016 per l’acquisto di mobili da parte delle giovani coppie che nel 2015 o 2016 hanno acquistato un’unità immobiliare da adi­bire ad abitazione principale.

In particolare:

  • atto di acquisto dell’immobile da cui rilevare la data in cui è stato effettuato e che in capo all’acquirente sia soddisfatto il requisito anagrafico dell’età;
  • fatture di acquisto, ricevute fiscali o scontrini parlanti con la specificazione della natura, qua­lità e quantità dei beni e servizi acquisiti;
  • documentazione attestante l’effettivo pagamento (ricevute dei bonifici, ricevute di avve­nuta transazione per i pagamenti mediante carte di credito o di debito, documentazione di adde­bito sul conto corrente).

 

La detrazione spetta per le sole spese sostenute nel 2016 e la suddetta documentazione deve essere prodotta per il riconoscimento delle successive rate, se non già in possesso dello Studio.

 

 

 

Documentazione relativa all’acquisto di immobili di classe energetica A e B che danno diritto alla detrazione del 50% dell’IVA

Documentazione relativa alle spese sostenute, dall’1.1.2016 al 31.12.2017, per l’acquisto di unità immobiliari a destinazione residenziale, di classe energetica A o B ai sensi della normativa vigen­te, cedute dalle imprese costruttrici, di ripristino o di ristrutturazione delle stesse.

In particolare:

  • atto di acquisto dell’immobile avvenuto nel 2016 o 2017 (deve potersi evincere che l’immobile è stato acquistato dall’impresa costruttrice, di ripristino o di ristrutturazione, la destinazione d’uso dell’immobile e la classe energetica, il vincolo pertinenziale in caso di acquisto di pertinenze);
  • fatture di acquisto da cui si rilevi l’importo dell’IVA pagata nel 2016 e/o 2017.

 

La documentazione relativa agli acquisti avvenuti nel 2016 o 2017 deve essere prodotta per il ricono­scimento delle successive rate della detrazione, se non già in possesso dello Studio.

 

 

 

Documentazione relativa ai contratti di locazione dell’abitazione principale:

  • eventuale contratto di locazione dell’abitazione principale, stipulato ai sensi della L. 431/98, sia a canone “convenzionale” che “libero”, compresi i contratti di durata transitoria;
  • documentazione riguardante eventuali contributi pubblici ricevuti per il pagamento dei canoni di locazione;
  • eventuale contratto di locazione da parte di lavoratori dipendenti che hanno trasferito la pro­pria residenza (in un Comune distante oltre 100 Km e situato in una Regione diversa) per motivi di lavoro e che per questo trasferimento sono stati costretti a prendere in loca­zione un alloggio.

2 RICHIESTA INFORMAZIONI PER I REDDITI PROFESSIONALI

Di seguito abbiamo predisposto una scheda che riepiloga i dati e le informazioni necessarie al no­stro Studio per la compilazione della dichiarazione REDDITI 2020 relativa ai redditi di lavoro auto­nomo dei professionisti.

 

In Allegato si trasmette copia del modello di richiesta dati ai fini dell’applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale (che hanno sostituito gli studi di set­tore/parametri).

Il modello deve essere allegato alla dichiarazione dei redditi e deve essere inviato telemati­ca­men­te all’Amministrazione finanziaria.

Al fine di facilitare la procedura di invio telematico, si prega di restituire il modello debitamente compilato.

 

Lo Studio è a disposizione per qualsiasi chiarimento.

 

 

 

 

SCHEDA RICHIESTA INFORMAZIONI/DOCUMENTAZIONE
PER I REDDITI PROFESSIONALI

 

 

Nome e cognome cliente ………………………………………………………………………………..

 

  • registri IVA per l’anno 2019;
  • registro “incassi e pagamenti” se in contabilità semplificata (ove tenuto);
  • registro movimentazioni finanziarie se in contabilità ordinaria;
  • registro beni ammortizzabili (ove tenuto);
  • registro delle somme in deposito (ove tenuto);
  • fatture acquisto/vendita cespiti (inclusi immobili) effettuati nel 2019;
  • fatture relative a cessione di clientela o altre attività immateriali (es. marchio);
  • contratti di leasing esistenti; occorre distinguere tra:
  • contratti stipulati prima del 29.4.2012;
  • contratti stipulati tra il 29.4.2012 e il 31.12.2013;
  • contratti stipulati a partire dall’1.1.2014;
  • costo del personale, con separata indicazione di quello eventualmente addetto ad attività di ricerca e sviluppo: retribuzioni erogate nel corso dell’anno, prospetto TFR, ratei maturati, pro­spetto nuove assunzioni, copia delle denunce INPS e INAIL, costi totali sostenuti per gli ap­prendisti, per i disabili e per i contratti di inserimento;
  • costi dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di lavoro a progetto (com­presi i contributi INPS e i premi INAIL), delle prestazioni occasionali (compresi gli eventuali contributi INPS) e delle borse di studio;
  • spese per vitto e alloggio sostenute nel 2019, specificando quelle relative a convegni, congressi e corsi di formazione;
  • certificazioni dei sostituti d’imposta attestanti le ritenute subite nel 2019 (di regola, Certifica­zione Unica 2020);
  • in mancanza delle certificazioni di cui al punto precedente, documentazione, proveniente da banche o altri intermediari finanziari, idonea a comprovare l’importo del compenso netto effetti­vamente percepito (es. ricevute di bonifici accreditati, estratti conto), al netto della ritenuta, così come risultante dalle relative fatture;
  • ammontare delle spese di ammodernamento, ristrutturazione e manutenzione straordina­ria de­gli immobili utilizzati per l’esercizio della professione;
  • versamenti IMU, IMI (solo per la Provincia autonoma di Bolzano), IMIS (solo per la Provincia autonoma di Trento) e TASI effettuati nel 2019;
  • estremi identificativi dei rapporti con gli operatori finanziari mediante i quali sono state effettuate tutte le operazioni attive e passive relative all’esercizio dell’attività professionale;
  • modelli F24 di versamento di tributi e contributi eseguiti dall’1.1.2019 fino al momento di pre­sen­tazione della dichiarazione, con eventuali compensazioni, anche se con saldo zero (se non gestiti dallo Studio); indicare eventuali versamenti in eccesso effettuati per errore e per i quali non sia stata attivata la procedura di rimborso.

3 RICHIESTA INFORMAZIONI PER I TITOLARI DI REDDITO D’IMPRESA

Di seguito abbiamo predisposto una scheda che riepiloga i dati e le informazioni necessarie al no­stro Studio per la compilazione della dichiarazione REDDITI 2020 relativa ai redditi d’impresa per gli imprenditori individuali e le società di persone.

 

In Allegato si trasmette copia del modello di richiesta dati ai fini dell’applicazione degli indici sin­tetici di affidabilità fiscale (che hanno sostituito gli studi di set­tore/parametri).

Il modello deve essere allegato alla dichiarazione dei redditi e deve essere inviato telema­tica­men­te all’Amministrazione finanziaria.

Al fine di facilitare la procedura di invio telematico si prega di restituire il modello debitamente com­pilato.

 

Lo Studio è a disposizione per qualsiasi chiarimento.

 

 

 

 

 

SCHEDA RICHIESTA INFORMAZIONI/DOCUMENTAZIONE PER I TITOLARI
DI REDDITO DI IMPRESA (DITTE INDIVIDUALI E SOCIETÀ DI PERSONE)

 

 

 

Nome e cognome/ragione sociale …………………………………………………………………..

 

  • registri IVA per il 2019 (in alternativa, le fatture emesse e ricevute nel 2019 per i soggetti in regime di vantaggio e forfetario);
  • registri cronologici dei ricavi percepiti e delle spese sostenutese in contabilità semplificata (ove tenuti);
  • registro beni ammortizzabili con allegazione fatture operazioni di acquisto/vendita effettuate nel 2019;
  • per i fabbricati strumentali costruiti su aree precedentemente acquisite, gli atti di acquisto di tali aree;
  • per i fabbricati, diversi da quelli destinati alla vendita, le eventuali perizie redatte ai fini della rivalutazione del costo iscritto in bilancio;
  • versamenti IMU, IMI (solo per la Provincia autonoma di Bolzano), IMIS (solo per la Provincia autonoma di Trento) e TASI effettuati nel 2019;
  • documentazione inerente a viaggi nei quali si sono promossi i prodotti/servizi dell’impresa, a feste ed eventi di intrattenimento organizzati per particolari ricorrenze (anniversari dell’atti­vità aziendale, inaugurazione di sedi, ecc.), alle feste o ricevimenti organizzati in occasione di fiere ed eventi similari, agli omaggi;
  • documentazione relativa a spese alberghiere e di ristorazione;
  • atti di registrazione dei brevetti;
  • fatture di acquisto/vendita di autovetture e di veicoli a motore;
  • atti di costituzione di ipoteca su immobili destinati alla locazione a garanzia di finanziamenti;
  • canoni derivanti dalla locazione di “alloggi sociali”;
  • documentazione relativa a cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti di enti pubblici;
  • documentazione relativa alla capitalizzazione di costi;
  • contratti di leasing esistenti; occorre distinguere tra:
  • contratti stipulati prima del 29.4.2012;
  • contratti stipulati tra il 29.4.2012 e il 31.12.2013;
  • contratti stipulati a partire dall’1.1.2014;
  • documentazione (atti di acquisto, ecc.) dei fabbricati a destinazione abitativa acquistati negli anni 2017, 2018 e 2019 e dei fabbricati iscritti nella categoria catastale A/10; occorre avere separata evidenza degli immobili abitativi situati in Comuni con meno di 1.000 abitanti;
  • costo del personale: retribuzioni erogate nel corso dell’anno, prospetto TFR, ratei maturati, pro­­spetto nuove assunzioni, copia delle denunce INPS e INAIL, costi totali sostenuti per gli ap­pren­disti, per i disabili e per i contratti di inserimento;
  • corrispettivi spettanti alle seguenti categorie di soggetti:
  • società e associazioni sportive dilettantistiche;
  • fondazioni costituite da istituzioni scolastiche;
  • associazioni sportive scolastiche che svolgono attività nei settori giovanili riconosciuta dalle Federazioni sportive nazionali o da enti di promozione sportiva;
  • spese per acquisto di beni/servizi destinati, anche indirettamente, a medici, veterinari o farma­cisti, allo scopo di agevolare, in qualsiasi modo, la diffusione di specialità medicinali o di ogni altro prodotto ad uso farmaceutico;
  • interessi di mora maturati o incassati/pagati nel corso del 2019;
  • crediti d’imposta maturati nel corso del 2019;
  • magazzino: inventario analitico finale al 31.12.2019; criteri di valutazione utilizzati; nel caso di opzione per il regime dei contribuenti minimi, dati relativi al magazzino all’1.1.2019;
  • ogni altro documento di spesa o ricavo inerente l’attività di impresa che risulti in tutto o in parte di competenza del 2019: premi di assicurazione con periodo a cavallo d’anno; fatture ricevute e/o emesse nel 2020 ma riferite a consegne con documento di trasporto datato 2019, ecc.;
  • per le partecipazioni cedute, indicazione della data di acquisizione e di cessione, nonché del­l’attività esercitata dalla società partecipata;
  • per i crediti verso clienti, indicazione separata di quelli di importo non superiore a500,00 euro (5.000,00 euro, in caso di volume d’affari o ricavi superiori a 100.000.000,00 di euro), scaduti da più di 6 mesi al termine del periodo d’imposta e non ancora incassati;
  • istanze avanzate all’Agenzia delle Entrate per la disapplicazione del regime delle società non operative e delle società in perdita sistematica relativamente a precedenti periodi d’imposta, con relativa risposta dell’Agen­zia;
  • certificazioni dei sostituti d’imposta (di regola, Certificazione Unica 2020) attestanti le ritenute subite nel 2019 (es. provvigioni, prestazioni effettuate a favore dei condomìni, prestazioni relative ad interventi di recupero edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici);
  • in mancanza delle certificazioni di cui al punto precedente, documentazione, proveniente da banche o altri intermediari finanziari, idonea a comprovare l’importo del compenso netto ef­fet­tivamente percepito (es. ricevute di bonifici accreditati, estratti conto), al netto della rite­nu­ta, così come risultante dalle relative fatture;
  • copia dei contratti di agenzia, unitamente ai dati delle provvigioni per contratti non ancora ese­guiti;
  • dettaglio dei costi e dei ricavi derivanti da operazioni con società del gruppo non residenti, unita­mente alla eventuale documentazione (se non gestita dallo Studio) atta a dimostrare la congruità dei corrispettivi praticati;
  • dettaglio dei beni concessi in godimento a soci o familiari dell’imprenditore nel corso del 2019, unitamente al corrispettivo eventualmente richiesto al socio o familiare;
  • modelli F24 di versamento di tributi e contributi eseguiti dall’1.1.2019 fino al momento di pre­sentazione della dichiarazione, con eventuali compensazioni, anche se con saldo zero (se non gestiti dallo Studio); indicare eventuali versamenti in eccesso effettuati per errore e per i quali non sia stata attivata la procedura di rimborso;
  • prospetto dei soci esistenti alla fine del 2019, specificando per ciascuno di essi se l’attività nel­l’im­presa ha costituito attività prevalente nel corso dell’anno (o soltanto per alcuni mesi). Spe­cificare inoltre quali soci o associati hanno prestato attività nel 2019 ma non risultano più tali alla chiusura dell’esercizio, nonché eventuali variazioni dei soci intervenute nel 2020;
  • estremi identificativi dei rapporti con gli operatori finanziari mediante i quali sono state effet­tuate tutte le operazioni attive e passive relative all’esercizio dell’attività d’impresa;
  • dati dell’abbonamento speciale RAI per la detenzione di uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione di trasmissioni radio o radio televisive in esercizi pubblici, in locali aperti al pub­blico o impiegati a scopo di lucro diretto o indiretto.

 

Per i soggetti in contabilità ordinaria sono altresì richiesti:

  • bilancio di verifica al 31.12.2019;
  • eventuali scritture di rettifica ed assestamento già predisposte ma non contabilizzate in rela­zione al bilancio al 31.12.2019;
  • libro degli inventari;
  • conti di mastro aggiornati al 31.12.2019.

 

 

Dati utili per il calcolo di agevolazioni:

  • costo d’acquisto di nuovi beni materiali strumentali relativi al periodo 1.4.2019 – 31.12.2019, evi­denziando anche i casi di investimenti effettuati entro il 30.6.2020 per i quali entro il 31.12.2019 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione (ai fini del “super-ammortamento”);
  • canoni di leasing relativi all’acquisizione di nuovi beni materiali strumentali nel periodo 1.4.2019 -12.2019, evidenziando anche i casi di investimenti effettuati entro il 30.6.2020 per i quali entro il 31.12.2019 il relativo contratto di leasing sia stato sottoscritto da entrambe le parti e sia av­venuto il pagamento di un maxicanone in misura almeno pari al 20% della quota capitale complessivamente dovuta al locatore (ai fini del “super-ammortamento”);
  • costo d’acquisto di nuovi beni materiali strumentali “4.0” relativi al periodo 1.1.2019 – 31.12.2019, evidenziando anche i casi di investimenti effettuati nel 2020 per i quali entro il 31.12.2019 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione (ai fini dell’“iper-ammortamento”);
  • canoni di leasing relativi all’acquisizione di nuovi beni materiali strumentali “4.0” nel periodo 1.1.2019 – 31.12.2019, evidenziando anche i casi di investimenti effettuati nel 2020 per i quali entro il 31.12.2019 il relativo contratto di leasing sia stato sottoscritto da entrambe le parti e sia avvenuto il pagamento di un maxi­canone in misura almeno pari al 20% della quota capitale complessivamente dovuta al locatore (ai fini dell’“iper-ammortamento”);
  • costi di acquisto di beni immateriali strumentali relativi al periodo 1.1.2019 – 31.12.2019, evi­denziando anche i casi di investimenti effettuati nel 2020 per i quali entro il 31.12.2019 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione (ai fini della maggiorazione del 40% per i soggetti che bene­fi­ciano dell’“iper-ammortamento”);
  • costo del personale dipendente o in rapporto di collaborazione eventualmente addetto ad atti­vità di ricerca e sviluppo;
  • quote di ammortamento delle spese di acquisizione outilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio relative ad attività di ricerca e sviluppo;
  • documentazione relativa a contratti di ricerca stipulati con università o altre imprese;
  • documentazione relativa all’utilizzo diretto o alla concessione in uso a terzi di beni immate­ria­li agevolabili con il regime di Patent box (es. software coperto da copyright, marchi, brevetti);
  • compensi corrisposti ad avvocati ed arbitri per i procedimenti di negoziazione assistita e arbi­trato;
  • aumenti di capitale sottoscritti in società del gruppo, o finanziamenti concessi ad altre società del gruppo;
  • atti di acquisto di partecipazioni, aziende o rami di azienda da altre società del gruppo;
  • atti di sottoscrizione delle quote della società provenienti da soci non residenti.

 

 

 

Informazioni aggiuntive richieste agli autotrasportatori:

  • numero delle trasferte fuori dal territorio comunale e delle trasferte all’estero effettuate dal di­pen­dente;
  • impianti di telefonia dei veicoli utilizzati per il trasporto di merci;
  • per le imprese in regime di contabilità semplificata o in contabilità ordinaria per opzione:
  • numero dei giorni di effettuazione di trasporti da parte dell’imprenditore o dei soci all’inter­no del Comune e numero dei giorni di effettuazione di trasporti al di fuori di tale ambito (ai fini della deduzione forfetaria giornaliera delle spese non documentate);
  • numero di motoveicoli e autoveicoli aventi massa complessiva a pieno carico non supe­riore a 3.500 kg.

 

 

 

Informazioni aggiuntive per i soggetti in contabilità semplificata a partire dal 2019

Per i soggetti che sono passati dalla contabilità ordinaria (2018) alla contabilità semplificata nel 2019 sono necessarie le seguenti informazioni aggiuntive:

  • ricavi per vendite di beni consegnati nel 2018, con incasso del corrispettivo nel 2019;
  • ricavi per prestazioni di servizi ultimate nel 2018, con incasso del corrispettivo nel 2019;
  • acquisti di beni di consumo con consegna nel 2018 e pagamento del corrispettivo nel 2019;
  • ricavi per vendite di beni consegnati nel 2019, con incasso del corrispettivo nel 2018;
  • ricavi per prestazioni di servizi ultimate nel 2019, con incasso del corrispettivo nel 2018;
  • acquisti di beni di consumo con consegna nel 2019 e pagamento anticipato nel 2018;
  • contratti di affitto di immobili strumentali con pagamento anticipato del canone annuo;
  • contratti per prestazioni di servizi che prevedono il pagamento di acconti.

 

 

 

Informazioni aggiuntive per i soggetti in contabilità semplificata a partire dal 2020

Per i soggetti che sono passati dalla contabilità ordinaria (2019) alla contabilità semplificata nel 2020 sono necessarie le seguenti informazioni aggiuntive:

  • ricavi per vendite di beni consegnati nel 2019, con incasso del corrispettivo nel 2020;
  • ricavi per prestazioni di servizi ultimate nel 2019, con incasso del corrispettivo nel 2020;
  • acquisti di beni di consumo con consegna nel 2019 e pagamento del corrispettivo nel 2020;
  • ricavi per vendite di beni consegnati nel 2020, con incasso del corrispettivo nel 2019;
  • ricavi per prestazioni di servizi ultimate nel 2020, con incasso del corrispettivo nel 2019;
  • acquisti di beni di consumo con consegna nel 2020 e pagamento anticipato nel 2019;
  • contratti di affitto di immobili strumentali con pagamento anticipato del canone annuo;
  • contratti per prestazioni di servizi che prevedono il pagamento di acconti.

 

Circolare n. 10cv

Circolare n. 10cv

 

Emergenza epidemiologica
da Coronavirus – Ulteriori proroghe
dei termini per i versamenti fiscali
e contributivi – Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

1 premessa

Con gli artt. 60, 61 e 62 del DL 17.3.2020 n. 18 (c.d. “Cura Italia”), pubblicato sulla G.U. 17.3.2020 n. 70 ed entrato in vigore il giorno stesso, recante misure urgenti per imprese, lavoratori e famiglie a causa dell’emer­genza epidemiologica da Coronavirus, sono stati sospesi:

  • i termini di effettuazione dei versamenti fiscali e contributivi;
  • gli altri adempimenti fiscali, diversi dai versamenti e dall’effettuazione delle ritenute alla fonte.

 

Con il DL 8.4.2020 n. 23 (c.d. “decreto liquidità”), pubblicato sulla G.U. 8.4.2020 n. 94 ed in vigore dal 9.4.2020, sono state previste:

  • ulteriori sospensioni dei termini di effettuazione dei versamenti fiscali e contributivi;
  • ulteriori proroghe per l’effettuazione di alcuni adempimenti fiscali.

 

L’Agenzia delle Entrate, con la circ. 13.4.2020 n. 9, ha fornito chiarimenti sulle nuove disposizioni del DL 8.4.2020 n. 23, confermando gli eventuali chiarimenti già forniti dalla precedente circ. 3.4.2020 n. 8 in relazione al DL 17.3.2020 n. 18.

 

Di seguito si analizzano le disposizioni del DL 8.4.2020 n. 23 in materia di ulteriori sospensioni dei termini di effettuazione dei versamenti fiscali e contributivi, alla luce dei suddetti chiarimenti.

2 ulteriore differimento per tutti dei versamenti dal 16.3.2020 al 16.4.2020

L’art. 60 del DL 17.3.2020 n. 18 aveva disposto il differimento al 20.3.2020 dei versamenti:

  • nei confronti delle pubbliche amministrazioni, inclusi quelli relativi ai contributi previdenziali ed assistenziali ed ai premi INAIL per l’assicurazione obbligatoria;
  • in scadenza il 16.3.2020.

 

Con l’art. 21 del DL 8.4.2020 n. 23 viene stabilito che tali versamenti sono considerati tempestivi se effettuati entro il 16.4.2020.

 

Rientrano quindi nella ulteriore proroga al 16.4.2020, ad esempio:

  • tutti i versamenti relativi alle ritenute e alle addizionali IRPEF, trattenute nel mese di febbraio;
  • il versamento dell’IVA relativa a febbraio;
  • il versamento del saldo IVA relativo al 2019;
  • il versamento della tassa annuale forfettaria di concessione governativa per la numerazione e bollatura iniziale di libri e registri;
  • i versamenti dei contributi INPS, relativi a febbraio, dei dipendenti e dei “parasubordinati” iscritti alla Gestione separata.

 

Con tale disposizione viene quindi prevista una ulteriore proroga di 27 giorni per tutti i versamenti fiscali e contributivi, che scadevano il 16.3.2020, nei confronti di tutti i soggetti, salvo poter beneficiare degli ulteriori differimenti previsti dagli artt. 61 e 62 del DL 18/2020.

3 sospensione dei versamenti per riduzione del fatturato o dei corrispettivi

Ai sensi dell’art. 18 co. 1 – 4 del DL 8.4.2020 n. 23, per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato, con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso al 9.4.2020 (2019, per i soggetti “solari”), è prevista la sospensione dei versamenti nei mesi di aprile e maggio 2020 relativi:

  • alle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, di cui agli artt. 23 e 24 del DPR 600/73, e alle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituto d’imposta;
  • all’IVA.

 

La sospensione dei suddetti versamenti:

  • nel mese di aprile 2020, si applica a condizione che tali soggetti abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel mese di marzo 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta;
  • nel mese di maggio 2020, si applica a condizione che tali soggetti abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta.

 

Come evidenziato dalla circ. Agenzia delle Entrate 13.4.2020 n. 9, poiché la diminuzione del fatturato o dei corrispettivi va valutata separatamente in relazione ai due mesi in esame, è quindi possibile che:

  • si abbia diritto alla sospensione dei versamenti per il mese di aprile e non anche per il mese di maggio;
  • oppure non si abbia diritto alla sospensione dei versamenti per il mese di aprile ma tale sospensione sia applicabile per il mese di maggio.

Soggetti con ricavi o compensi del 2019 superiori a 50 milioni di euro

Se, invece, i ricavi o compensi del 2019 (per i soggetti “solari”) sono superiori a 50 milioni di euro, per beneficiare della sospensione dei versamenti in esame occorre che la riduzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di marzo o aprile 2020, rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, sia di almeno il 50% (invece del 33%).

Versamenti contributivi

In entrambi i casi sono altresì sospesi, per i mesi di aprile e di maggio 2020, i termini dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi INAIL per l’assicurazione obbligatoria.

3.1 Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sulla determinazione del fatturato e dei corrispettivi

La circ. Agenzia delle Entrate 13.4.2020 n. 9 ha chiarito che il calcolo del fatturato e dei corrispettivi relativi, rispettivamente, ai mesi di marzo e aprile del 2019 e del 2020, da confrontare al fine di verificare la riduzione percentuale prevista (almeno il 33% o il 50%), va operato prendendo a riferimento:

  • le operazioni eseguite nei mesi di marzo e aprile e fatturate o certificate, e che, conseguentemente, hanno partecipato alla liquidazione periodica del mese di marzo 2019 (rispetto a marzo 2020) e del mese di aprile 2019 (rispetto ad aprile 2020);
  • alle quali vanno sommati i corrispettivi relativi alle operazioni effettuate in tali mesi che non sono rilevanti ai fini IVA.

 

La data da prendere a riferimento è quella di effettuazione dell’operazione. In particolare:

  • per la fattura immediata, la data da considerare è la data della fattura (nel caso di fattura elettronica il campo 2.1.1.3 <Data>);
  • per la fattura differita, occorre considerare la data dei documenti di trasporto (DDT) o dei documenti equipollenti richiamati in fattura (nel caso di fattura elettronica il campo 2.1.8.2 <DataDDT>);
  • per i corrispettivi, la data da considerare è la data del corrispettivo giornaliero.

 

Ad esempio, nel calcolo dell’ammontare del fatturato del mese di marzo 2019 e 2020, rilevante per il controllo del requisito della riduzione, andranno escluse le fatture differite emesse nei citati mesi (entro il giorno 15) relative ad operazioni effettuate nel corso dei mesi di febbraio 2019 e 2020, mentre andranno incluse le fatture differite di marzo 2019 e 2020 emesse entro il 15 aprile 2019 e 2020.

Soggetti che certificano le operazioni sia con fatture che con corrispettivi

Per i soggetti che, in virtù dell’attività esercitata, certificano le operazioni sia con fatture sia con corrispettivi, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il riscontro della percentuale di riduzione del fatturato o dei corrispettivi, nei termini sopra esposti, deve avvenire sulla somma dei due elementi.

Assenza dell’obbligo di emissione della fattura o dei corrispettivi

Nei casi in cui non sussista l’obbligo dell’emissione della fattura o dei corrispettivi (come, ad esempio, per le operazioni previste all’art. 74 del DPR 633/72), l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il riferimento al fatturato e ai corrispettivi possa essere esteso al concetto di ricavi e compensi; pertanto, il contribuente, ai fini della verifica della diminuzione cui collegare il beneficio della sospensione dei versamenti, potrà assumere tali elementi.

Contribuenti in regime IVA trimestrale

Per i contribuenti che liquidano l’IVA trimestralmente, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la verifica della diminuzione del fatturato va fatta in relazione ai soli mesi di marzo e aprile (2019 e 2020).

Autotrasportatori

Nel caso di autotrasportatori che si avvalgono della facoltà di annotare le fatture emesse entro il trimestre solare successivo a quello di emissione (ai sensi dell’art. 74 co. 4, ultimo periodo, del DPR 633/72), l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la verifica della riduzione del fatturato va eseguita con riferimento alle fatture relative alle operazioni effettuate nei mesi di marzo e aprile del 2019 e del 2020, indipendentemente dal fatto che le medesime concorrano, sulla base dell’agevo­lazione concessa a tali contribuenti, alla liquidazione del trimestre successivo.

Imprese agricole

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il regime di sospensione dei versamenti di cui all’art. 18 del DL 23/2020 si applica anche alle imprese agricole, sia quelle che determinano per regime naturale il reddito (fondiario) su base catastale, sia quelle che producono reddito di impresa commerciale.

 

Al fine di effettuare il confronto richiesto dalla norma in esame, viene chiarito che occorre utilizzare:

  • i ricavi risultanti dalle scritture contabili relativi ai mesi di marzo e aprile 2019 rispetto a quelli annotati nei medesimi mesi del 2020;
  • ovvero, in mancanza di scritture contabili, l’importo del fatturato relativo ai medesimi mesi, come risultante dai registri IVA.

Rateizzazione del saldo IVA relativo al 2019

In caso di rateizzazione del saldo IVA relativo al 2019 a partire dal 16.3.2020, la circ. Agenzia delle Entrate 13.4.2020 n. 9 ha chiarito che, ricorrendo le condizioni previste dall’art. 18 del
DL 23/2020, è possibile sospendere il versamento delle rate scadenti nei mesi di aprile e maggio 2020.

3.2 Soggetti che hanno iniziato l’attività dall’1.4.2019

L’art. 18 co. 5 del DL 8.4.2020 n. 23 stabilisce che i suddetti versamenti sono sospesi anche per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, che:

  • hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato;
  • hanno intrapreso l’attività di impresa, di arte o professione a partire dall’1.4.2019.

 

Come precisato dalla circ. Agenzia delle Entrate 13.4.2020 n. 9, in tale caso non si applica la condizione collegata della riduzione del fatturato o dei corrispettivi.

3.3 Effettuazione dei versamenti sospesi

Ai sensi dell’art. 18 co. 7 del DL 8.4.2020 n. 23, i versamenti sospesi in base alle nuove disposizioni sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi:

  • in un’unica soluzione entro il 30.6.2020;
  • oppure mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo, a decorrere dal mese di giugno 2020.

 

Non si procede al rimborso di quanto già versato.

3.4 soggetti con ricavi o compensi del 2019 fino a 2 milioni di euro

Ai sensi dell’art. 62 del DL 17.3.2020 n. 18, i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato, con ri­cavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso al 17.3.2020 (2019, per i soggetti “solari”), che non svolgono l’attività in determinati settori o Pro­vince mag­gior­mente colpiti dall’emergenza, hanno beneficiato della sospensione dei versamenti:

  • relativi alle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, all’IVA, ai contributi previdenziali e assistenziali e ai premi INAIL;
  • che scadevano nel periodo compreso tra l’8.3.2020 e il 31.3.2020.

 

Tali soggetti, per beneficiare delle ulteriori sospensioni nei mesi di aprile e maggio 2020 devono quindi rispettare il nuovo requisito della diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33%, come sopra illustrato.

4 soggetti residenti o con sede operativa nelle province di bergamo, brescia, cremona, lodi e piacenza

Ai sensi dell’art. 18 co. 6 del DL 8.4.2020 n. 23, è prevista la sospensione dei versamenti IVA nei mesi di aprile e maggio 2020 nei confronti dei soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione:

  • che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nelle Province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza;
  • a prescindere dall’ammontare dei ricavi o compensi del periodo d’imposta precedente.

 

La sospensione dei versamenti IVA:

  • nel mese di aprile 2020, si applica a condizione che tali soggetti abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel mese di marzo 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta;
  • nel mese di maggio 2020, si applica a condizione che tali soggetti abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta.

 

Anche in tale caso occorre quindi tenere conto dei chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sulla determinazione del fatturato e dei corrispettivi, illustrati nel precedente § 3.

 

Effettuazione dei versamenti sospesi

Ai sensi dell’art. 18 co. 7 del DL 8.4.2020 n. 23, i versamenti sospesi in base alle nuove disposizioni sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi:

  • in un’unica soluzione entro il 30.6.2020;
  • oppure mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo, a decorrere dal mese di giugno 2020.

 

Non si procede al rimborso di quanto già versato.

5 soggetti che svolgono attività in determinati settori mag­gior­mente colpiti dall’emergenza

Secondo quanto previsto dall’art. 18 co. 8 del DL 8.4.2020 n. 23, in relazione ai soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato e che operano nei settori maggiormente colpiti dall’emergenza sanitaria (es. soggetti che operano nel turismo, nella ristorazione, nell’attività sportiva, nell’intrattenimento, nelle attività culturali, nei servizi di assistenza, nei trasporti, ecc.), resta ferma la sospensione, ai sensi degli artt. 8 del DL 9/2020 e 61 del
DL 18/2020, dal 2.3.2020 e fino al 30.4.2020, dei termini relativi:

  • ai versamenti delle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, di cui agli
    23 e 24 del DPR 600/73, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituto d’imposta;
  • agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi INAIL per l’assicurazione obbligatoria.

 

Per tali soggetti erano inoltre stati sospesi i termini dei versamenti relativi all’IVA, in scadenza nel mese di marzo 2020.

Sospensione dei versamenti IVA nel mese di aprile 2020

I soggetti in esame potranno quindi beneficiare della sospensione dei termini di versamento IVA nel mese di aprile 2020 se hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di marzo 2020, rispetto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta, di:

  • almeno il 33%, in caso di ricavi o compensi del periodo d’imposta 2019 fino a 50 milioni di euro;
  • almeno il 50%, in caso di ricavi o compensi del periodo d’imposta 2019 superiori a 50 milioni di euro;
  • almeno il 33%, se hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nelle Province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza, a prescindere dall’ammontare dei ricavi o compensi del periodo d’imposta 2019.

 

Anche in tale caso occorre quindi tenere conto dei chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sulla determinazione del fatturato e dei corrispettivi, illustrati nel precedente § 3.

Sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi e dell’IVA nel mese di maggio 2020

I soggetti in esame potranno quindi beneficiare delle ulteriori sospensioni dei termini di versamento nel mese di maggio 2020, riguardanti le ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, i contributi previdenziali e assistenziali, i premi INAIL e l’IVA, se hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di aprile 2020, rispetto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta, di:

  • almeno il 33%, in caso di ricavi o compensi del periodo d’imposta 2019 fino a 50 milioni di euro;
  • almeno il 50%, in caso di ricavi o compensi del periodo d’imposta 2019 superiori a 50 milioni di euro;
  • almeno il 33%, se hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nelle Province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza, a prescindere dall’ammontare dei ricavi o compensi del periodo d’imposta 2019.

 

Anche in tale caso occorre quindi tenere conto dei chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sulla determinazione del fatturato e dei corrispettivi, illustrati nel precedente § 3.

5.1 Effettuazione dei versamenti sospesi

I soggetti in esame devono effettuare i versamenti precedentemente sospesi, ai sensi degli artt. 8 del DL 9/2020 e 61 del DL 18/2020, senza applicazione di sanzioni e interessi:

  • in un’unica soluzione entro il 31.5.2020 (termine che, cadendo di domenica, slitta all’1.6.2020);
  • oppure mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo, a decorrere dal mese di maggio 2020.

 

Non si procede al rimborso di quanto già versato.

5.2 soggetti che svolgono più attività

In base a quanto chiarito dalla circ. Agenzia delle Entrate 3.4.2020 n. 8 (§ 1.2), qualora un soggetto eserciti più attività nell’ambito della stessa impresa e solo una o una parte di dette attività rientri nei settori elencati dai citati artt. 8 del DL 9/2020 e 61 del DL 18/2020, per poter beneficiare della relativa sospensione dei versamenti è necessario che le attività rientranti tra quelle oggetto di sospensione siano svolte in maniera prevalente rispetto alle altre esercitate dalla stessa impresa, facendo riferimento alla maggiore entità dei ricavi o compensi che ne derivano, in relazione all’ultimo periodo d’imposta per il quale è stata presentata la dichiarazione.

5.3 Federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, associazioni e so­cietà sportive

Secondo quanto previsto dall’art. 18 co. 8 del DL 8.4.2020 n. 23, per le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva, le associazioni e le società sportive, sia professionistiche che dilettantistiche, resta ferma la sospensione fino al 31.5.2020 dei versamenti relativi alle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, ai contributi previdenziali e ai premi INAIL, ai sensi dell’art. 61 co. 5 del DL 18/2020.

Effettuazione dei versamenti sospesi

I versamenti sospesi dovranno essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi:

  • in un’unica soluzione entro il 30.6.2020;
  • oppure mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo, a decorrere dal mese di giugno 2020.

 

Non si procede al rimborso di quanto già versato.

6 sospensione dei versamenti per gli enti non commerciali

L’art. 18 co. 5 del DL 8.4.2020 n. 23 ha stabilito che nei confronti degli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, che svolgono attività istituzionale di interesse generale non in regime d’impresa, sono sospesi i versamenti nei mesi di aprile e maggio 2020 relativi:

  • alle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, di cui agli artt. 23 e 24 del DPR 600/73, e alle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituto d’imposta;
  • ai contributi previdenziali e assistenziali e ai premi INAIL per l’assicurazione obbligatoria.

6.1 Ambito di applicazione

Come precisato dalla circ. Agenzia delle Entrate 13.4.2020 n. 9, con la norma in esame si è voluto estendere il beneficio della sospensione dei versamenti agli enti diversi da quelli che esercitano, in via prevalente o esclusiva, un’attività in regime di impresa.

Pertanto, qualora esercitino, in via esclusiva o principale, una o più attività di interesse generale previste dall’art. 5 co. 1 del DLgs. 117/2017 (codice del Terzo settore), rientrano fra i soggetti beneficiari anche:

  • le ONLUS, iscritte negli appositi registri;
  • le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali e delle Province autonome di Trento e Bolzano;
  • le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e delle Province autonome di Trento e Bolzano.

 

Per beneficiare della sospensione dei versamenti ai sensi dell’art. 18 co. 5 del DL 23/2020, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che:

  • è necessario che gli enti in esame non svolgano un’attività commerciale;
  • non si applica la condizione collegata della riduzione del fatturato o dei corrispettivi.

Enti non commerciali che svolgono anche un’attività commerciale

Qualora l’ente non commerciale svolga, oltre all’attività istituzionale, anche un’attività commerciale in modo non prevalente, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, con riferimento all’attività commerciale, l’ente potrà usufruire della sospensione dei versamenti al verificarsi delle condizioni previste per i soggetti esercitanti attività d’impresa (si veda il precedente § 3).

6.2 Effettuazione dei versamenti sospesi

Ai sensi dell’art. 18 co. 7 del DL 8.4.2020 n. 23, i versamenti sospesi in base alle nuove disposizioni sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi:

  • in un’unica soluzione entro il 30.6.2020;
  • oppure mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo, a decorrere dal mese di giugno 2020.

 

Non si procede al rimborso di quanto già versato.

7 cooperazione tra agenzia delle entrate, enti di previdenza e INAIL ai fini dei controlli

L’art. 18 co. 9 del DL 8.4.2020 n. 23 stabilisce che l’INPS, gli altri Enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza e l’INAIL comunicano all’Agenzia delle Entrate i dati identificativi dei soggetti che hanno effettuato la sospensione del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi di assicurazione obbligatoria in base alla disciplina prevista dallo stesso art. 18 sopra illustrata.

L’Agenzia delle Entrate comunicherà ai predetti Enti l’esito dei riscontri effettuati sulla verifica dei requisiti relativi al fatturato e ai corrispettivi, rilevanti ai fini della sospensione dei versamenti.

8 non effettuazione delle ritenute sui redditi di lavoro autonomo e sulle provvigioni

Con l’art. 19 del DL 8.4.2020 n. 23 viene prorogata la disciplina, di cui all’art. 62 co. 7 del
DL 17.3.2020 n. 18, relativa alla non effettuazione delle ritenute sui redditi di lavoro autonomo e sulle provvigioni.

Per i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato, con ricavi o compensi non superiori a 400.000,00 euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso al 17.3.2020 (2019, per i soggetti “solari”), viene infatti previsto che non sono assog­gettati alle ritenute d’acconto sui redditi di lavoro autonomo e sulle provvigioni, di cui agli artt. 25 e 25-bis del DPR 600/73:

  • i compensi e i ricavi percepiti nel periodo compreso tra il 17.3.2020 (data di entrata in vigore del DL 18/2020) e il 31.5.2020 (prima fino al 31.3.2020);
  • a condizione che nel mese precedente i lavoratori autonomi e gli agenti non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato.

 

Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate (circ. 3.4.2020 n. 8 e 13.4.2020 n. 9) ha chiarito che, nella determinazione del limite di 400.000,00 euro, non rilevano gli ulteriori componenti eventualmente indicati per migliorare il proprio profilo di affidabilità fiscale, in base alla disciplina degli ISA.

8.1 Rilascio di un’apposita dichiarazione

Per evitare l’applicazione delle ritenute, i lavoratori autonomi e gli agenti devono rilasciare al sostituto d’imposta che effettua il pagamento un’apposita dichiarazione dalla quale risulti che i compensi e i ricavi non sono soggetti a ritenuta ai sensi della disposizione in esame.

8.2 compilazione della fattura elettronica

Laddove ricorrano tutte le condizioni previste per l’applicazione della norma agevolativa in esame, ai fini della compilazione della fattura elettronica, l’Agenzia delle Entrate (circ. 3.4.2020 n. 8 e 13.4.2020 n. 9) ha chiarito che:

  • nella sezione “DettaglioLinee” non va valorizzata con “SI” la voce “Ritenuta”;
  • non va conseguentemente compilato il blocco “DatiRitenuta”.

8.3 Versamento delle ritenute non operate

I lavoratori autonomi e gli agenti devono provvedere a versare l’ammontare delle ritenute d’ac­conto non operate dal sostituto d’imposta, senza applicazione di sanzioni e interessi:

  • in un’unica soluzione entro il 31.7.2020;
  • oppure mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo, a decorrere dal mese di luglio 2020.

 

Al fine del versamento delle ritenute non operate, l’Agenzia delle Entrate (circ. 3.4.2020 n. 8 e 13.4.2020 n. 9) ha reso noto che sarà istituito un nuovo e specifico codice tributo.

 

CREDITO IMPOSTA SANIFICAZIONE AMBIENTI DI LAVORO

CREDITO IMPOSTA SANIFICAZIONE AMBIENTI DI LAVORO

2020-04-11 11:43:55

 

CREDITO D’IMPOSTA PER LA SANIFICAZIONE DEGLI AMBIENTI DI LAVORO L’art. 64 del DL 18/2020

Con lo scopo di incentivare la sanificazione degli ambienti di lavoro, quale misura di contenimento del contagio del virus COVID-19, ha introdotto un nuovo credito d’imposta sulle spese di sanificazione sostenute nel 2020.  L’agevolazione sembra collegata al protocollo per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro del 14.3.2020, che prevede specifiche disposizioni sulla pulizia e sanificazione in azienda. In particolare, secondo il citato protocollo, l’azienda deve assicurare la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago. Deve, inoltre, essere garantita la pulizia a fine turno e la sanificazione periodica di tastiere,  schermi touch,  mouse, c on adeguati detergenti, sia negli uffici, sia nei reparti produttivi. Nel caso di presenza di una persona con COVID-19 all’interno dei locali aziendali, è previsto che si proceda alla pulizia e sanificazione dell’area secondo le disposizioni della circ. Min. Salute 22.2.2020 n. 54436 , nonché alla ventilazione dei locali.  Disposizioni attuative Con decreto del Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, che dovrà essere emanato entro il 16.4.2020         (30 giorni dalla data 4 per effetto del nuovo DL approvato dal Consiglio dei Ministri in data 6.4.2020, l’agevolazione sarà estesa anche alle spese relative all’acquisto di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine e occhiali (comunicato stampa Consiglio dei Ministri 6.4.2020 n. 39).

La circ. 5443/2020 prevede, per gli ambienti non sanitari (quindi, ad esempio, per quelli aziendali), che, a causa della possibile sopravvivenza del virus nell’ambiente per diverso tempo, i luoghi e le aree potenzialmente contaminati devono essere sottoposti a completa pulizia con acqua e detergenti comuni prima di essere nuovamente utilizzati. Per la decontaminazione, si raccomanda l’uso di ipoclorito di sodio 0,1% dopo pulizia o di etanolo al 70% dopo pulizia con un detergente neutri; durante le operazioni di pulizia con prodotti chimici, occorre assicurare la ventilazione degli ambienti. Viene inoltre disposto che siano pulite con particolare attenzione tutte le superfici toccate di frequente (quali muri, porte e finestre, superfici dei servizi igienici e sanitari).

Credito d’imposta

– Bonus per la sanificazione degli ambienti di lavoro beneficiari soggetti esercenti attività d’impresa, arte e professione 50% delle spese di sanificazione degli ambienti di lavoro fino a 20.000,00 euro misura definite in un DM di prossima emanazione modalità di riconoscimento e utilizzo, saranno stabiliti i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta, anche al fine di assicurare il rispetto del limite di spesa previsto. L’agevolazione potrebbe, quindi, non essere di natura automatica , essendo necessario rispettare il limite complessivo di 50 milioni di euro per il 2020.

SOGGETTI BENEFICIARI

Possono beneficiare dell’agevolazione:

  • i soggetti esercenti attività d’impresa;
  • gli esercenti arti e professioni.

1.Titolari di reddito d’impresa

In attesa delle disposizioni attuative, sembrerebbero poter accedere all’agevolazione tutte le imprese, a prescindere dalla natura giuridica, dalla dimensione, dal settore economico o dal regime contabile adottato.

2. Professionisti

L’agevolazione dovrebbe spettare anche a :

  • persone fisiche che svolgono attività produttiva di reddito di lavoro autonomo ai sensi dell’art. 53 co. 1 del TUIR;
  • associazioni professionali senza personalità giuridica costituite fra persone fisiche. Dovrebbero poter fruire dell’agevolazione anche le società tra professionisti costituite ai sensi dell’art. 10 della L. 183/2011.

AMBITO TEMPORALE

L’agevolazione spetta limitatamente al periodo d’imposta 2020, avendo quindi natura temporanea. Visto l’ambito temporale, dovrebbero essere agevolabili tutte le spese sostenute nel 2020. Al fine di individuare il momento di sostenimento dei costi, dovrebbero valere le regole della competenza ex art. 109 del TUIR , ma sul punto si attendono le indicazioni del decreto attuativo.

OGGETTO DELL’AGEVOLAZIONE

Sono agevolabili le “spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro sostenute e documentate”. Considerando le modalità di accesso previste in passato per le agevolazioni fiscali, il summenzionato decreto potrebbe, per ipotesi, prevedere la fissazione di un “click day” per accedere alle risorse, con una procedura quindi che consente di beneficiare dell’agevolazione in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande, oppure disporre la preventiva presentazione di comunicazioni per la fruizione dell’agevolazione sulla base delle quali poi sarà determinata una percentuale di spettanza in relazione al complesso dei soggetti interessati Ancorché con riferimento ai super-ammortamenti. Anche in base a quanto previsto in relazione a precedenti disposizioni agevolative. In attesa delle disposizioni attuative, che definiranno nel dettaglio anche le spese agevolabili, in linea generale per attività di “sanificazione” si intendono quelle che riguardano “il complesso di procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti mediante l’attività di pulizia e/o di disinfezione e/o di disinfestazione ovvero mediante il controllo e il miglioramento delle condizioni del microclima per quanto riguarda la temperatura, l’umidità e la ventilazione ovvero per quanto riguarda l’illuminazione e il rumore”.

MISURA DELL’AGEVOLAZIONE

Il credito d’imposta è riconosciuto:

  • nella misura del 50% delle suddette spese di sanificazione, fino ad un massimo di 20.000,00 euro per ciascun beneficiario;
  • nel limite complessivo massimo di 50 milioni di euro per l’anno 2020.

MODALITÀ DI FRUIZIONE DELL’AGEVOLAZIONE

La norma agevolativa non fornisce alcuna indicazione sulle modalità di fruizione dell’agevolazione, ma, presumibilmente, il credito d’imposta potrà essere utilizzato in compensazione nel modello F24. Sul punto si attendono le indicazioni del decreto attuativo.

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Certificazioni Uniche – proroga al 31 Marzo 2020

 

Certificazioni Uniche 2020 – Invio dati relativi al 2019 per la precompilazione delle dichiarazioni – Modelli 730/2020 – Proroghe dei termini

1 premessa

Con l’art. 1 del DL 2.3.2020 n. 9, pubblicato sulla G.U. 2.3.2020 n. 53 ed entrato in vigore il giorno stesso, recante misure urgenti per imprese, lavoratori e famiglie a causa dell’emergenza epidemiologica da “coronavirus”, sono stati differiti i termini relativi alle Certificazioni Uniche, alla dichiarazione precompilata e ai modelli 730.

Le disposizioni dell’art. 1 in esame non sono però limitate ai soggetti coinvolti dalle norme di contrasto all’emergenza sanitaria, ma hanno un’applicazione generalizzata su tutto il territorio nazionale.

 

In pratica, con l’art. 1 del DL 2.3.2020 n. 9 viene:

  • disposta una generale anticipazione al 2020 delle nuove scadenze relative alle certificazioni del sostituto d’imposta, alle dichiarazioni precompilate e ai modelli 730, previste dall’art. 16-bis del DL 26.10.2019 n. 124 (c.d. “decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2020”), conv.
    19.12.2019 n. 157, che si sarebbero dovute applicare solo dal 2021;
  • previsto un differimento di alcuni dei suddetti termini con riferimento al solo anno 2020.

2 trasmissione telematica delle certificazioni uniche 2020

Le Certificazioni Uniche 2020 dovranno essere trasmesse in via telematica all’Agenzia delle Entrate entro il termine:

  • del 31.3.2020, rispetto alla precedente scadenza del 9.3.2020 (considerato che il termine ordinario del 7 marzo cade di sabato);
  • oppure del 2.11.2020 (termine di presentazione del modello 770/2020, considerato che il 31.10.2020 cade di sabato), in relazione alle Certificazioni Uniche non rilevanti per la predisposizione delle dichiarazioni precompilate (es. quelle relative ai redditi di lavoro autonomo professionale, d’impresa o esenti).

Messa a disposizione delle Certificazioni Uniche inviate all’Agenzia delle Entrate

Rimane invece applicabile dal 2021 la disposizione in base alla quale l’Agenzia delle Entrate rende disponibili agli interessati i dati delle Certificazioni Uniche pervenute, esclusivamente nell’area auten­ticata del proprio sito Internet (art. 4 co. 6-sexies del DPR 322/98, inserito dall’art. 16-bis del
DL 124/2019).

3 consegna al contribuente-sostituito delle certificazioni relative al 2019

Per la consegna ai contribuenti-sostituiti delle Certificazioni Uniche 2020, nonché delle altre certificazioni del sostituto d’imposta relative al 2019 (modelli CUPE, certificazioni in forma libera), viene confermata la scadenza del 31.3.2020.

4 trasmissione telematica dei dati relativi al 2019 per la pre­compilazione delle dichiarazioni

Viene prorogato al 31.3.2020 anche il termine per effettuare la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi agli oneri deducibili e detraibili da utilizzare per la precompilazione delle dichiarazioni dei redditi, il cui termine è scaduto il 28.2.2020.

 

Si tratta quindi delle comunicazioni relative al 2019 riguardanti:

  • gli interessi passivi e oneri accessori relativi ai mutui agrari e fondiari;
  • i premi per contratti assicurativi sulla vita, causa morte e contro gli infortuni;
  • i contributi previdenziali ed assistenziali obbligatori;
  • i contributi di previdenza complementare, versati senza il tramite del so­sti­tuto d’imposta;
  • i contributi sanitari a Enti e Casse aventi esclusivamente fine as­sistenziale e a Fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale, versati diret­ta­men­­te dal contribuente o tramite un sog­get­to di­verso dal sostituto d’imposta;
  • le spese sanitarie rimborsate per ef­fet­to dei contributi ver­sati ad Enti e Cas­se aven­ti esclusivamente fine as­sisten­zia­le e a Fondi integrativi del Servizio sani­tario nazionale;
  • le rette per la frequenza di asili nido e per servizi infantili, e relativi rimborsi;
  • le spese universitarie, i relativi rimborsi e contributi;
  • le spese funebri;
  • i dati relativi ai bonifici di pagamento del­le spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio, antisismici e di ri­qua­lificazione energetica degli edifici;
  • le erogazioni liberali in denaro ricevute da ONLUS, APS, fondazioni e asso­cia­zioni riconosciute che svolgono at­­ti­vità nel­l’am­bito dei beni culturali e paesag­gi­sti­ci o della ricerca scien­tifica, effettuate da per­so­ne fisiche (la comunicazione in esame è però facoltativa).

Comunicazioni da parte degli amministratori di condomino

Rientrano nella proroga al 31.3.2020 anche le comunicazioni da parte degli amministratori di condominio relative alle spese:

  • per interventi di recupero del patrimonio edilizio, di riqualificazione ener­getica, antisismici e di sistemazione a verde, effet­tuati sulle parti co­mu­­ni di edifici residenziali;
  • relative all’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, finalizzati all’arredo delle parti co­muni dell’im­mobile og­get­to di ristrutturazione.

 

Nelle comunicazioni in argomento devono essere altresì comunicati i dati relativi agli interventi sulle parti comuni per i quali si è optato per la cessione della relativa detrazione fiscale o per lo sconto sul corrispettivo.

 

Viene quindi superata la proroga al 9.3.2020 disposta per le comunicazioni in esame dal provv. Agenzia delle Entrate 28.2.2020 n. 100083.

Comunicazione delle spese sanitarie

La proroga al 31.3.2020 non riguarda invece la comunicazione al Sistema tessera sanitaria, gestito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, delle spese sanitarie sostenute nel 2019 e dei rimborsi effettuati per prestazioni non erogate o parzialmente erogate, il cui termine è scaduto il 31.1.2020, come confermato dal comunicato stampa Agenzia delle Entrate 3.3.2020 n. 14.

Comunicazione delle spese veterinarie

Secondo quanto indicato nel comunicato stampa Agenzia delle Entrate 3.3.2020 n. 14, la proroga al 31.3.2020 si applica anche alle trasmissioni dei dati delle spese veterinarie al Sistema tessera sanitaria del Ministero dell’Economia e delle Finanze, in quanto per esse la scadenza è ordinaria­mente fissata al 28 febbraio.

5 messa a disposizione delle dichiarazioni precompilate re­la­tive al 2019

Per effetto delle suddette proroghe relative all’invio dei dati delle Certificazioni Uniche e degli oneri deducibili e detraibili, viene conseguentemente differito dal 15.4.2020 al 5.5.2020 il termine per la messa a disposizione, da parte dell’Agenzia delle Entrate, delle dichiarazioni precompilate relative al 2019 (modelli 730/2020 e REDDITI PF 2020).

6 Presentazione e trasmissione telematica dei modelli 730/2020 ed effettuazione dei conguagli

Per effetto dell’art. 1 del DL 2.3.2020 n. 9, viene anticipata dal 2021 al 2020 l’applicazione di tutti i nuovi termini relativi ai modelli 730, che erano stati previsti dall’art. 16-bis del DL 124/2019 (conv. L. 157/2019).

6.1 Presentazione dei modelli 730/2020

I modelli 730/2020, relativi all’anno 2019, potranno quindi essere presentati entro il 30.9.2020, indipendentemente dalla modalità di presentazione adottata (presentazione diretta da parte del contribuente, al sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale, ad un CAF-dipendenti o un professionista abilitato).

 

Vengono quindi meno le precedenti scadenze del:

  • 7.2020, in caso di presentazione al sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale;
  • 7.2020, in caso di presentazione diretta da parte del contribuente o mediante un CAF-dipendenti o un professionista abilitato.

6.2 Trasmissione telematica dei modelli 730/2020

I CAF-dipendenti e i professionisti abilitati, nonché i sostituti d’im­posta che prestano assistenza fiscale, dovranno quindi trasmettere i modelli 730/2020 all’Agen­zia delle Entrate entro il:

  • 6.2020, per le dichiarazioni presentate dal contribuente entro il 31 maggio;
  • 6.2020, per le dichiarazioni presentate dal contribuente dal 1° al 20 giugno;
  • 7.2020, per le dichiarazioni presentate dal contribuente dal 21 giugno al 15 luglio;
  • 9.2020, per le dichiarazioni presentate dal contribuente dal 16 luglio al 31 agosto;
  • 9.2020, per le dichiarazioni presentate dal contribuente dal 1° al 30 set­tembre.

 

Entro gli stessi termini dovranno essere trasmessi all’Agenzia delle Entrate anche i mo­delli 730-4 per l’effettuazione dei conguagli.

 

Vengono quindi meno le precedenti scadenze:

  • del 7.7.2020, per la trasmissione telematica da parte del sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale;
  • per la trasmissione telematica da parte dei CAF-dipendenti e dei professionisti abilitati, del:
  • 6.2020, per le dichiarazioni presentate dal contribuente entro il 22 giugno;
  • 7.2020, per le dichiarazioni presentate dal contribuente dal 23 al 30 giugno;
  • 7.2020, per le dichiarazioni presentate dal contribuente dal 1° al 23 luglio.

6.3 Consegna al contribuente della copia del modello 730/2020 elaborato

Resta fermo che, prima della trasmissione telematica del modello 730/2020 all’Agenzia delle Entrate, i CAF-dipendenti, i professionisti abilitati e i sostituti d’imposta che prestano assistenza fiscale devono consegnare al contribuente la copia del modello 730 ela­borato e del relativo prospetto di liquidazione (modello 730-3).

6.4 Modelli 730/2020 integrativi

Restano ferme le scadenze previste in relazione ai modelli 730/2020 integrativi, quindi:

  • il 26.10.2020 (in quanto il giorno 25 cade di domenica), per la presentazione del modello 730/2020 integrativo ad un CAF-dipen­denti o professionista abilitato, anche in caso di assistenza fiscale prestata in precedenza dal sostituto d’imposta;
  • il 10.11.2020, per la consegna al contribuente della copia del modello 730/2020 inte­grativo elaborato e per la trasmissione telematica della dichiarazione all’Agenzia delle Entrate.

6.5 Effettuazione dei conguagli in capo al contribuente

Per effetto dei nuovi termini di trasmissione telematica dei modelli 730 e 730-4, dal 2020 vengono ridefinite anche le scadenze per l’effettuazione in capo al contribuente, da parte del sostituto d’im­posta, dei conguagli (a debito o a credito) derivanti dai modelli 730.

Conguagli a debito

Le somme risultanti a debito dal prospetto di liquidazione saranno infatti trattenute sulla prima retribuzione utile e comunque sulla retribuzione di competenza del mese successivo a quello in cui il sostituto d’imposta ha ricevuto il prospetto di liquidazione (modello 730-4), ovvero del secondo mese successivo per i pensionati.

Conguagli a credito

Analogamente, le somme risultanti a credito saranno rimborsate sulla prima retri­bu­zione utile e comunque sulla retribuzione di competenza del mese successivo a quello in cui il sostituto d’im­posta ha ricevuto il prospetto di liquidazione (modello 730-4).

 

 

 

Noleggio a lungo termine di auto (full rent) trattamento fiscale e detrazione Irpef

Noleggio a lungo termine di auto (full rent) trattamento fiscale e detrazione Irpef

Produzioni cinematograficheIl noleggio a lungo termine detto anche “full rent” è un’alternativa all’acquisto o al leasing auto di automezzi e moto per i professionisti titolari di partita Iva che prevede lo stesso la deduzione dei costi per l’Irpef e la detrazione Iva secondo modalità che potete leggere di seguito e che vi serviranno anche a fare una comparazione tra le diverse modalità ed avere una idea sulla convenienza economica a procedere all’acquisto di uno o dell’altro.

Che cosa è il noleggio a lungo termine

Partiamo dalla fonte normativa così avete un’idea dei diritti ed i doveri in capo alle parti in causa perché il noleggio o locazione è disciplinato dall’articolo 1571 del Codice Civile per cui “La locazione è il contratto col quale una parte, il locatore, si obbliga a far godere all’altra, il conduttore, una cosa mobile o immobile per un dato tempo verso un determinato corrispettivo”. In tal modo si dispone di un bene dietro il pagamento di un canone di locazione detraibile facendo una distinzione tra quota del canone pagata a titolo di capitale la quota interessi in quanto hanno diverse modalità di detrazione.

Gli Obblighi dell’utilizzatore (conduttore dell’autoveicolo)

L’obbligo è quello di utilizzare il mezzo noleggiato con la diligenza del buon padre di famiglia e pagare i canoni secondo le modalità ed entro le scadenze previste dal contratto di noleggio fino alla data di rinegoziazione del contratto o della proroga se prevista rispondendo anche in caso di perdita o deterioramente dell’auto oltrechè restituire l’auto nel medesimo stato in cui si trovata al momento della consegna. I costi di manutenzione ordinaria sono a carico di chi utilizza l’autoveicolo mentre se vi saranno manutenzione straordinarie  in cui sarà da provare se nn sono dovute ad un utilizzo improprio del conduttore queste saranno a carico del proprietario del mezzo.   In genere comunque nel noleggio a lungo termine il proprietario ossia la società di noleggio o full rent service offrono una serie di servizi accessori come assicurazione casco, assistenza, officine e riparazione in caso di guasti, ma anche il pagamento delle assicurazioni rc danni, pagamento del bollo, tassa di proprietà. L’elemento di comodità molto spesso risiede proprio in questo ossia nella possibilità di pagare un canone e non doversi più preoccupare della gestione amministrativa dle mezzo che toglie tempo.

Gli obblighi a carico del proprietario (o locatore)

Questi consistono principalmente nella consegna del bene dopo la stipula del contratto di noleggio che sia funzionale allo scopo per cui è stata locata ossia non abbia difetti. Elemento tipico del contratto in questione è inoltre l’assenza dell’opzione di riscatto alla scadenza del vincolo; al termine del rapporto il conduttore può infatti scegliere tra la restituzione del bene e la proroga del contratto stesso, con la rinegoziazione delle sue condizioni alla luce del mutamento del bene o del suo valore.

Oggi il full rent è una ottima alternativa conveniente rispetto all’acquisto o al leasing auto per via della minore impiego di liquidità iniziale che richiede per l’utilizzo e la disponibilità dell’auto.

Quali mezzi sono disciplinati dalla norma sul trattamento fiscale

Parliamo sempre di autovetture ed autocaravan motocicli e ciclomotori definiti dall’articolo 52 e 53 del codice della strada.

Deducibilità irpef dei canoni per il noleggio full service a lungo termine

Il trattamento fiscale dei mezzi deve essere analizzato sotto un duplice aspetto ossia la natura e la tipologia del mezzo ossia le sue caratteristiche ed il valore dei canoni perché sono soggette a limitazioni.

Noleggio lungo termine per i professionisti titolari di partita Iva

I canoni per il noleggio a lungo termine dei mezzi erano deducibili nella misura del 40% del costo sostenuto nel periodo di imposta (criterio di cassa) e con dei tetti di valore in base alla tipologia del mezzo e che dopo il 2013 sono scese impietosamente al 20%.

Limiti nella deduzione del costo

Limitazioni per artisti o professionisti titolari di partita Iva che effettuano prestazioni di lavoro autonomo o anche studi associati

Ricordiamo prima di tutto che il legislatore ha posto dei limiti nell’acquisto dei mezzi per i professionisti non solo in termini di numerosità dei mezzi (parliamo di uno per ciascun professionista o associato di studio) ma anche nel prezzo massimo (addio Porsche) in quanto i limiti sono i seguenti:

  • Autovetture: prezzo massimo 18.075,99 euro
  • Moticicli, scooter ecc: 4.131,66
  • Ciclomotori o motorini: 2.065,83

La percentuale deducibile è del 20% di questi costi per i professionisti ed il costo, essendo una mera deduzione, andrà ad abbattere il reddito imponibile e non direttamente l’imposta come avviene nel caso delle detrazioni. la riduzione delle deduzione ei costi auto nel 2013 è frutto del recepimento obbligatorio in tema di aumento della detrazione sull’Iva delle auto al 40% che in indotto ad introdurre queste modifiche restrittive volte a salvaguardare il gettito fiscale statale.

I limiti di deducibilità saranno pari a 3.615,20 euro annue per le auto pertanto il massimo costo deducibile è 1.446,08 il che moltiplicato per 27,5% (ora 24%) che è l’aliquota ires (valida solo per le società e non per i professionisti, anche se potete considerarla come un’aliquota media, altrimenti ricordate che per i professionisti valgono gli scaglioni di reddito irpef a meno di accesso ad uno dei regimi di determinazione forfettari del reddito come nel caso dei contribuenti minimi) significa che il risparmio è poco significativo. Per le moto sarà 774,69 euro annue pertanto il costo massimo deducibile dal reddito sarà pari a 309,88 euro che equivale a cifre ridicole se si moltiplica questo per il tax rate del professionista.

Nel caso di ciclomotori il limite scende ancor di più e arriviamo a 413,17 euro.

Insomma non parliamo di cifre sconvolgenti ma somma una deducibilità ad un altra e vedrete che a fine anno qualcosa l’avete risparmiata per davvero basta conoscerle tutte.

Tabella con esempio calcolo

Nel seguito trovate un esempio di deduzione del costo per noleggio auto che potrebbe esservi utile per farvi il calcolo di convenienza economica

Inizio Periodo Noleggio Fine periodo Noleggio Conteggio gg competenza Percentuale Deduzione Massimo Costo Deducibile Massimo Costo Deducibile Effettivo
01/01/18 31/12/18  365,00 20%  3.615,20 723,04
01/01/18 30/09/18  273,00 20%  3.615,20 540,79
25/03/18 31/12/18  282,00 20%  3.615,20 558,62
Canone annuo pagato  3.500 (Iva esclusa) 
Canone Annuo pagato Iva  Costo fatturato (comprensivo di Iva indetraibile) Costo Deducibile Effettivo Indeducibilità fiscale  Mancato Risparmio effettivo (Ires 24%)
 3.500,00  770,00  4.732,00  723,04  4.008,96 962,15
 3.500,00  770,00  4.732,00  540,79  4.191,21 1005,89
 3.500,00  770,00  4.732,00  558,62  4.173,38 1001,61

Gli altri limiti previsti per ciascuna categoria di veicolo sono:

  • Limite Costo Annuo Autovetture: 3.615,20 euro
  • Limite Costo Annuo Motocicli:  774,69 euro
  • Limite Costo Annuo Ciclomotori:  413,17 euro

Noleggio a lungo termine per le società

Nel caso in cui concedano l’auto in uso promiscuo al dipendente o ai dipendenti per la maggior parte del periodo di imposta non esistono tetti di deducibilità e la deduzione dei costi sale fino al 90% del costo di competenza dell’esercizio (criterio di competenza economica).

Per il noleggio a lungo termine tuttavia vi sono due componenti pagate nel canone che sono il cosiddetto canone puro e la quota relativa ai servizi accessori visti prima. Vi do quindi una dritta per risparmiare qualche cosa in più ossia fatevi distinguere in fattura la quota di costo relativa al noleggio  che è soggetta ai limiti di deducibilità del 20% e la quota relativa ai servizi accessori che invece non sono soggetti a limitazione e saranno pertanto deducibili con una percentuale maggiore.

Anche nel caso degli autoveicoli non utilizzati esclusivamente come beni strumentali da imprese e professionisti, la percentuale di deducibilità del costo ai fini irpef è pari al 20% del costo massimo riconosciuto riconosciuto fiscalmente ch, nel caso delle auto è pari a 18.075,99 euro per 20% = 3.615,20; la variazione della deducibilità ha interessato anche i noleggi a lungo termine e non può superare €723,04 euro annui (costo massimo fiscale di €3.615,20 per 20%).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tabella con le percentuali di deduzione dei costi auto per il noleggio

Nella tabella seguente sono riportate le fattispecie di deducibilità legate al noleggio a lungo termine

Noleggio
Imposte dirette deducibilità Detraibilità iva
Veicoli Servizi Veicoli Servizi
Esercente arte o professione 20% (per costi canone noleggio solo fino a €3.615,20 per non più di un veicolo e con ragguaglio annuo)(**) 20% 40%
100% (se ad uso esclusivo o messa adisposizione del dipendente verso corrispettivo)
40%
100% (se ad uso esclusivo o messa a disposizione del dipendente verso corrispettivo)
Aziende: uso esclusivamente strumentale all’attività d’impresa o adibiti ad uso pubblico 100% 100% 100% 100%
Aziende: uso non strumentale all’attività d’impresa 20% (per costi canone noleggio solo fino a €3.615,20 con ragguaglio annuo) 20% 40%
100% (se dimostrato l’usoesclusivo aziendale)
40%
100% (se dimostrato l’uso esclusivo aziendale)
Aziende ed Esercente arte o professione: uso promiscuo a dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta 70% 70% 40%
100% (*)
40%
100% (*)
Agente o rappresentante di commercio 80% (per costi canone noleggio solo fino a €3.615,20 con ragguaglio annuo) 5.164 dal 2017 80% Percentuale di effettivo utilizzo Percentuale di effettivo utilizzo

(*) Tale percentuale si applica se il corrispettivo addebitato al dipendente risulta di un ammontare al meno pari al fringe benefit sulle auto
(**) Un solo veicolo in caso di attività svolta in forma individuale e un veicolo per ciascun socio o associato nel caso di attività svolta in forma associata.

Il pagamento dei canoni di locazione per il noleggio saranno deducibili nell’ambito della vostra attività dipende prima di tutto dalla funzione che ha il vostro mezzo per la vostra attività in quanto qualora il vostro mezzo fosse strumentale all’esercizio della vostra attività allora la deduzione dei canoni sarebbe al 100% ma la strumentalità piena si ha solo in alcuni casi come per esempio gli automezzi per le autoscuole ossia quando il legame è molto stretto. Vi dico subito che non esiste una sintesi o un elenco dei veicoli che hanno la permettono la deducibilità dei costi per cui bisognerà valutare con criticità le varie fattispecie che si possono presentare.

Trattamento Iva

Sui canoni che vi saranno fatturati, se lo richiederebbe e se l’utilizzo del mezzo sarà strumentale alla vostra attività vi sarà addebbitata nel contratto di noleggio full service una quota di Iva che potrete portarvi in detrazione nella misura del 40%. Se vi dovesse capitare di affittare una macchina da soggetti esteri ricordate che secondo la nuova disciplina comunitaria Iva prevede come principio generale nel caso di prestazione di servizi l’assoggettabilità ad Iva nel paese del committente se la prestazione è effettuata nei confronti di un soggetto titolare di partita Iva (esempio un professionista), mentre si pagherà nel luogo del prestatore se il cliente è una persona fisica. La deduzione fiscale delle spese di riparazione ordinaria e straordinaria nel noleggio a lungo termine. 

Anche in questo caso non esiste alcuna limitazione nella deducibilità del costo sostenuto dall’utilizzatore per i lavori di manutenzione del mezzo ordinari e quelli sotenuti dal proprietario per gli interventi stroardinari in quanto per il conduttore la limitazione opera solo ai fini del canone puro e non anche per le quote di manutenzione. Inoltre queste non saranno soggette alla limitazione del 5% sui beni ammortizzabili previsto dal Tuir.

Il limite della deduzione del noleggio a lungo termine

La convenienza di questo strumento attualmente non emerge rispetto per esempio al leasing in qaunto per questa tipologia di utilizzo il legislatore fiscale ha previste un limite comunque alla sua deducibilità che è pari a 3.610 euro il che singifica che su un prizzone te temporale di un anno e considerato un utilizzo promiscuo dell’auto (come ricordate a deducibilità del 40%) porta il contribuente a risparmiare al massimo circa 1.450 euro massimo, il che è decisamente poco se confrontato invece alla possibilità di deduzione nel leasing. La convenienza di altre forme contrattuali rispetto al noleggio si attenua nel caso invece di un’auto a noleggio data ad un dipendente per la maggior parte del periodo di imposta che eleva la soglia di deduzione al 90% del costo sostenuto, sempre nei limiti di 3.610 euro per cui stiamo parlando di circa 3.250 euro. Per gli agenti e rappresentanti di commercio vi sarà l’80% di deducibilità del costo (per costi canone noleggio solo fino a €3.615,20 con ragguaglio annuo) fino a 5.164 dal 2017

Novità Manovra 2017 per agenti e rappresentanti di commercio

All’articolo 164, comma 1, lettera b), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repub- blica 22 dicembre 1986, n. 917, l’ultimo periodo è sostituito dal seguente: « I predetti limiti di 35 milioni di lire e di 7 milioni di lire sono elevati rispettivamente a euro 25.822,84 e a euro 5.164,57 per gli autoveicoli utilizzati da agenti o rappresentanti di commercio.

Noleggio a lungo termine da società estera straniera

Ultimamente si osserva un incremento di utilizzo di macchine straniere sulle strade italiane utilizzando questa formula contrattuale che oltre a permettere un risparmio reale nei costi per l’assicurazione, permette anche una serie di indubbi vantaggi fiscali come per esempio quello di non pagare il super bollo sulle auto di grande cilindrata, oppure permette di non entrare nella morsa del nuovo redditometro 2011.

A questo sommate anche che se prendete delle multe la notificazione alla socità estera potrebbe essere molto difficile se non impossibile raggiungervi in quanto il percorso che dovrebbe compiere l’atto amministrativo sarebbe molto lungo e tortuoso per cui la possibilità di essere colpiti dalle multe è minore anche per un semplice discorso di costi amministrativi. Tuttavia sappiate che sconsiglio questa modalità perché sono sempre per trovare il modo corretto di pagare meno tasse in Italia e non aumentando il gettito fiscale del paese straniero.

Redditometro e Auto

Seppur si potrebbe pensare che con il noleggio a lungo termine non si va sotto la lente del redditometro con il nuovo redditometro  (ancora in fase sperimetale) le voci sono oltre 100 per cui occhio perchè basterebbe incrociare i dati provenienti dal nuovo controllo sui conti corenti bancari e la destinazione degli stessi il rischio di essere scperti potrebbe essere maggiore. Tuttavia vi ricordo che se leggete questo articolo ma anche quello dedicato al redditometro sulle auto, per scoprire e approfondire quello che sto dicendo con i vantaggi e gli svantaggi sia del noleggio che anche questi espedienti o strutture elusive ha le sue falle se la vedete in un modo o ha i suoi vantaggi se la vedete in un altro.

Convenienza rispetto al leasing auto

Per fre un raffonto in tema di fiscalità auto vi posso già dire in sintesi che la deduzione sui canoni di leasing ha subito importanti modifiche negli ultimi anni per cui potete leggere l’articolo di approfondimento dedicato proprio alla tassazione del leasing per i professionisti. Per il leasing sugli automezzi la deducibilità è pari al valore delle rate annuali nella misura del 20 per cento per gli anni 2013, 2014 e 2015 e con un limitemassimo di 3.615,20 euro l’anno. La deducibilità è diminuita in quanto prima sfiorava il 40% cento. Ulteriore condizione per la deducibilità del costo per i professionisti del leasing auto è che il periodo di leasing non sia inferiore alla metà del periodo di ammortamento previsto per il bene.

La convenienza quindi non risiederà tanto nella tassazione che è uguale rispetto a quella del leasing quanto nell’utilizzo del mezzo che se calibrato può portare il noleggio a lungo termine ad essere più conveniente anche fino al 20% rispetto al leasing o all’acquisto. Queto dipenderà naturalmente al prezzo che riuscirete a spuntare con il concessionario rispetto a tutti i costi dell’acquisto di un mezzo che, se li volessimo riepilogare facendo un esempio sono:

  • Prezzo Auto (supponiamo 20 mila euro)
  • Costo di un’assicurazione (supponiamo mille euro di premio annuo)
  • Bollo auto (in media 250-300 euro)
  • Manutenzione ordinaria e Tagliandi (300 euro annue)
  • Manutenzione straordinaria (gomme, olio, ecc)

Prendete la somma di questi costi la poiettate su tre anni e la confrontate con la rata tutto compresa offerta da chi vi vuole noleggiare l’auto a lungo termine e la rata mensile e verificate cosa conviene.

Tabella deduzione costi auto e detrazione Iva

nel seguito una tabella riepilogativo che vi aiuta a far capire in sintesi cosa e quanto potrete dedurvi al livello di base imponibile Irpef e quanto potrete detrarvi ai fini Iva a seconda della categoria di soggetto.

Novità in vigore dal 2013 Irpef – Ires Detrazione Iva
  Costo Acquisto e noleggio Costo acquisto e noleggio
Lavoratore autonomo (MAX un veicolo per ogni soggetto)
ACQUISTO 20% (era 40%)* 40%  oppure
100% se dimostrato l’uso esclusivo aziendale
LEASING 20% (era 40%)* 40%  oppure
100% se dimostrato l’uso esclusivo aziendale
NOLEGGIO 20% (era 40%)* 40%  oppure
100% se dimostrato l’uso esclusivo aziendale
Imprese con autoveicolo ad uso esclusivamente strumentale all’attivita’ d’impresa o adibiti ad uso pubblico
ACQUISTO 100% 100%
LEASING 100% 100%
NOLEGGIO 100% 100%
Imprese con auto destinata ad utilizzo promiscuo 
ACQUISTO 20% (era 40%)* 40%  oppure
100% se dimostrato l’uso esclusivo aziendale
LEASING 20% (era 40%)* 40%  oppure
100% se dimostrato l’uso esclusivo aziendale
NOLEGGIO 20% (era 40%)* 40%  oppure
100% se dimostrato l’uso esclusivo aziendale
Agenti e rappresentanti di commercio
ACQUISTO 80%* 100%
LEASING 80%* 100%
NOLEGGIO 80%* 100%
*Limite previsto per la deduzione del canone relativo al noleggio ma non valido per il canone relativo ai servizi seppur soggetti anche queti alle limitaizoni percentuali
Esercenti Arte o Professione e Aziende se uso non esclusivamente strumentale all’attivita’ d’impresa:
ACQUISTO: fino a 18.075,99 € – LEASING: ammontare dei canoni proporzionalmente corrispondente al costo di un veicolo fino a 18.075,99 € con ragguaglio annuo –

NOLEGGIO: costi canone  noleggio fino ad € 3.615,20 con ragguaglio annuo

Agenti o rappresentati di commercio:
ACQUISTO: fino a 25.822,84 € – LEASING: ammontare dei canoni proporzionalmente corrispondente al costo di un veicolo fino a 25.822,84 € con ragguaglio annuo –

NOLEGGIO: costi canone  noleggio fino ad € 3.615,20 con ragguaglio annuo. Dal 2017 la percentuale aumenta a 5.164 per agenti e rappresentanti di commercio

Convenienza del noleggio rispetto al leasing o all’acquisto

Possiamo dire che nel caso di auto o moto di piccole dimensioni il noleggio full rent a lungo termine può convenire rispetto ad altre forme che ti consentono di entrare nella disponibilità del mezzo e portano ad ottenere una maggior risparmio sul costo annuo che potremmo stimare in un 15%-25%. Non parliamo di cifre da capogiro ma sono pur sempre risparmi di imposta.